L’unica cosa che apprezzo e’ “No a una legge elettorale per fermare Beppe per il resto professore, lei e’ stanco e ha perso lo spirito combattivo necessario in politica.

Prodi “No a una legge elettorale per fermare Beppe Grillo: il rischio è di fargli un favore”

“Guai a muoversi in questa logica. Le leggi elettorali debbono essere per sempre, comunque per un lungo periodo. La mia esperienza mi dice che approvarne una dettata da un interesse a breve termine di solito finisce per ritorcersi contro chi la fa”. Poi sempre sulla legge elettorale, Prodi si dice “favorevole a una rivisitazione del cosiddetto Mattarellum. Credo sia l’unica maniera per ricreare un minimo di rapporto tra elettori e eletti”.

Il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre “credo – dice Prodi – che si discosti poco da quanto ho detto finora. È parte di una progressiva estraneità del popolo rispetto alle riforme. È successo in Italia un fenomeno simile a quello che si registrò con la bocciatura della Costituzione europea in Francia nel 2005. Il popolo non votò pro o contro il Trattato, ma contro il presidente di allora, Jacques Chirac”.

Anche Prodi abilmente o meno rigira la frittata. Il No ha rappresentetato la frittata e dopo tutto il ragionamento di Prodi dimostra che l’Italicum è la migliore legge elettorale. Chi vince governa compreso il m5s. Ora tutti vogliono il proporzionale che come in passato manterrebbe in parlamento i soliti noti ed il voto degli Italiani non conterebbe nulla. Piccole variazioni percentuali assicura gli attuali politici di rimanere in sella vita natural durante. La maggioranza ha votato No al referendum? Ben ci sta!

E’ evidente e forse quasi certo che vincerà le prossime elezioni il m5s. Ma con qualsiasi legge andremo a votare non avrà la maggioranza in parlamento per formare un governo. Ne esisteva solo una col quale l’avrebbe avuta, l’Italicum, ma presto sarà smantellata dalla consulta.Ora: Sento fetore di olio di ricino 5s. Comunque la partita coi 5s va giocata sul piano del fatto che si tratta di un movimento eversivo e se non si da delle regole che corrispondano al dettato costituzionale sara tenuto semplicemente lontano dal governare l’italia.Perché quanto mi riguarda io ritengo il popolo italiano, per un motivo o per l’altro, abbastanza prudente. Le elezioni politiche lo hanno sempre dimostrato. Nessuna fuga in avanti, nessun salto nel buio. Con una legge elettorale proporzionale e con collegi non troppo grandi, un premio leggero e la possibilità di scegliere il candidato, il M5s non va da nessuna parte se non si allea con qualcuno. E questo sarebbe un primo passo per “normalizzare” un movimento che sarebbe anche ora scendesse dal suo “olimpo” e prendesse coscienza che non è “unto da nessuna divinità”!

No, non va tenuto lontano dalle urne; ma va battuto alle urne, magari – per il momento – con un’alleanza innaturale tra destra moderata e sinistra, che probabilmente per il momento è l’unica strada percorribile. Ma non c’è bisogno di fare una legge contro Grillo, basta una legge a base proporzionale, perché Grillo può aspirare al massimo al 30% dei suffragi,e senza una politica di alleanza, che difficilmente può fare senza snaturarsi, il M5S non può andare al governo.E per fortuna che la Raggi lavora per noi.

Io ritengo che i partiti per presentarsi alle elezioni politiche debbano rispondere a criteri di trasparenza e democrazia, di qualità attualmente i 5s sono lontani anni luce.Non vorrei trovarmi con un pdc che ha firmato un contratto con penali con Casaleggio e Grillo se non ubbidisce agli ordini,una forza politica per presentarsi agli elettori debba avere criteri di trasparenza e democrazia interna attualmente assenti nei 5s. Ma se il padrone vuole può sempre porvi rimedio.

ANCHE se credo che gli italiani avrebbero molto da guadagnare facendo favori  Grillo. E avrebbero da guadagnare facendo un favore a se stessi. PERCIÒ: bisogna fare piuttosto una legge che escluda dal parlamento e dalla presidenza della repubblica chi è stato ed è colluso con le mafie, le massonerie, gli affaristi e i corrotti e i giudici non devono chiedere autorizzazioni al parlamento tutto deve essere trasparente !

L’unica legge elettorale che può mettere in difficoltà il m5s e’ il maggioritario a turno unico o doppio. Scendere sul loro terreno e sfidarli faccia a faccia, partito contro partito, col rischio concreto di perdere ed andare a casa. Solo così il pd può sperare di battere il m5s. Qualsiasi altra legge elettorale verrà vista dagli italiani come mero sotterfugio per salvare la poltrona. E la punizione sarà durissima. Ed in ogni caso non ci si illuda di poter incastrare m5s con una legge proporzionale più o meno rivista qualora dovesse vincere le elezioni. Perche saranno anche poco esperti ma fessi non lo sono di sicuro. A quel punto si cercheranno alleanze. gente disposta a rinunciare a qualcosa per andare al governo la si trova di certo. Anche col pd. Ovviamente non questo pd….

PS: IL DOGMA DELLA GOVERNABILITA
In democrazia ha diritto a governare chi ha una maggioranza superiore alla metà più uno! Non è necessario che sia plebiscitaria ma nemmeno ridotta all’esiguità di un solo voto. La maggioranza qualificata interviene per la condivisione di norme costituzionali o la nomina di figure rappresentative delle istituzioni. A mio avviso, questa qualificante tutela della democrazia dovrebbe essere estesa anche al voto di fiducia del governo. Ma abbandonando l’utopia di comportamenti, troppo virtuosi, fra le forze politiche è invece diffusa l’idea che la democrazia debba essere subordinata alla governabilità e consolidata da premi di maggioranza. La governabilità non è quindi fondata sul massimo consenso ma sul minimo utile, ossia la democratica prevaricazione della democrazia, perché i governi rappresentano una minoranza che si configura come oligarchia d’interessi particolari. La situazione peggiora se il sistema maggioritario è drogato con premi di maggioranza, fino al punto che un gruppo di privilegiati del 20/25 per cento, e anche meno, governerà sul restante 75/80 per cento della popolazione! Queste percentuali sono vicine ai dati statistici che rilevano l’iniqua distribuzione della ricchezza e l’ineguaglianza che è la causa principale del degrado del Paese. Chi sostiene il fantasioso premio di maggioranza, afferma che il governo non può essere ricattato da alleati di minori che impediscono o ritardano l’azione dell’esecutivo per interessi corporativi. Pertanto il premio di maggioranza consente di governare a un solo partito con un consistente numero di parlamentari, non eletti, da assegnare al maggior partito, ancorché di minoranza. I fatti hanno smentito che il maggioritario riduca il numero dei partiti che, al contrario, sono aumentati. Il sistema elettorale proporzionale non consente di governare a un solo partito, con meccanismi compensativi, estranei alla volontà del popolo, salvo il caso che ottenga la maggioranza assoluta dei voti. Di conseguenza si dovrà formare un governo di coalizione, quanto più rappresentativo del voto degli elettori. Il sistema più affidabile è quello proporzionale con un’elevata soglia di sbarramento che potrà disincentivare la dispersione del voto, e ridurre le rappresentanze nel parlamento a tre, quattro o cinque partiti. Peraltro l’elezione proporzionale non è divisiva, qual è invece quella maggioritaria e non esclude il pragmatismo che, in momenti di grande delicatezza, rendano possibile anche la collaborazione fra le forze politiche antitetiche. Con il sistema proporzionale si può e si deve ottenere la combinazione d’idee diverse e finanche contrastanti. Non è una coercizione insopportabile. È invece l’anima della filosofia dalla quale nasce la democrazia.
La soglia di sbarramento del sistema tedesco è il 5% ma credo che può essere alzata di almeno un punto. La giurisprudenza tedesca ha ritenuto che l’uguaglianza del voto, prevista anche dalla nostra Costituzione, non può limitare l’esigenza di assicurare la migliore capacità operativa degli organi legislativi e la stabilità del governo. La soglia di sbarramento è un fattore maggioritario che non ha la spudoratezza di attribuire a un partito di maggioranza relativa un numero opinabile di parlamentari non eletti. La dispersione del voto, a favore di partiti che presumibilmente non saranno rappresentati in parlamento, può essere una scelta consapevole dell’elettore. La democrazia è una filosofia imperfetta in cui il libero arbitrio deve trovare limiti nel realismo di un sistema istituzionale e l’attenuazione dell’uguaglianza del voto è certamente più accettabile e meno arbitrario della mistificazione di consensi mai concessi che producono false maggioranze.
Il premio di maggioranza attribuisce ai voti del maggior partito di minoranza una plus valenza che sottrae ad altri candidati il diritto di essere eletti. È la vera disuguaglianza del voto valido, reso inefficace per un privilegio discrezionale che non ha legittimazione nei principi costituzionali.
Le linee guida del sistema proporzionale, per la camera dei deputati, dovrebbero concernere alcune regole. Ampliamento del numero dei collegi, per un effetto maggioritario e per inserire nella scheda i candidati, con l’auspicio che il dimezzamento del numero dei parlamentari possa semplificare il metodo. Il divieto delle candidature multiple, per assicurare il legame dell’eletto con i propri elettori, favorito anche dall’aumento dei collegi. L’assenza di capilista o di liste bloccate. La preferenza unica esprimibile con un segno su un candidato scritto sulla scheda.

L’unica cosa che apprezzo e’ “No a una legge elettorale per fermare Beppe per il resto professore, lei e’ stanco e ha perso lo spirito combattivo necessario in politica.ultima modifica: 2016-12-29T18:15:38+00:00da bezzifer
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