Credo sarà ben più dura per i cittadini britannici avere vincoli nella circolazione delle persone all’interno della UE, una volta usciti.

Brexit, “da marzo cittadini Ue senza diritto di rimanere nel Regno Unito” Il quotidiano filo conservatore agita lo spettro di una stretta alla libera circolazione in Uk agli immigrati che arrivano dal continente. E potranno anche essere soggetti a un visto di lavoro e vedersi limitare l’accesso ai benefit.

Si avvicina l’ora della Brexit. E già entro la fine di marzo, quando sarà attivato l’articolo 50, i cittadini europei che vogliono trasferirsi nel Regno Unito non avranno più automaticamente il diritto di rimanere in modo permanente nel Paese. Non solo: potranno anche essere soggetti a un visto di lavoro e vedersi limitare l’accesso ai benefit. Ad agitare lo spettro di una stretta alla libera circolazione nel Regno Unito sui cittadini che arrivano dal continente è il Daily Telegraph, quotidiano filo conservatore e notoriamente su posizioni euroscettiche, che anticipa il piano della premier Tory Theresa May.

Giustamente il governo britannico smentisce. Il problema non è se gli inglesi possano o no – faranno quello che gli pare – ma l’esistenza di un trattato internazionale il corso.
Secondo i suoi termini, il trattato è in vigore finchè non termina la procedura prevista per l’uscita (che vale, la pena ricordare, un giorno ci faranno la grazia di iniziare).
Se gli inglesi decidessero di non applicarlo in via autonoma, gli altri stati partecipanti potrebbero interpretare l’astuta mossa come un recesso unilaterale e considerare parimenti annullato il trattato.
Il problema a quel punto è nei tempi: un conto è avere degli anni per gestire una transizione un altro è vedersi annullate tutte la autorizzazioni ad operare nel mercato comune dalla sera alla mattina. In quest’ultimo caso l’esito non è più una ponderata mediazione ma una mera questione di proporzioni e, per quanto voglia bene agli inglesi, metà della mazzata è distribuita tra ventisei nazioni e metà se la becca tutta quanta l’inghilterra da sola.Non è una prospettiva augurabile.

Non era un diritto divino.Era un accordo fra governi, votati dai popoli.Anche da quello Inglese, che ora ha cambiato idea. Era un accordo che prevedeva che qualche milio nata di lavoratori europei (di solito con ottimi titoli di studio) potessero lavorare e vivere in UK, metterci su famiglia e far girare la loro economia… in cambio di 2/3 milioni di vecchie cariatidi inglesi settantenni liberi di girare per Spagna e Portogallo con i loro pannoloni profumati… e di far girare l’economia spagnola e portoghese comprando un formaggino e un etto di prosciutto al giorno.Sono stati poco lungimiranti anche in questo.La Germania, come al solito, si frega le mani.

Vabbe’ …. faranno come meglio credono e ne subiranno le conseguenze. Se impongono i visti di lavoro ai lavoratori EU in UK, mi aspetto che l’EU faccia altrettanto con i britannici sul continente.Fermo restando che fino alla fine dei negoziati, l’UK fa parte a tutti gli effetti della EU, con relativi diritti e doveri.

Credo sarà ben più dura per i cittadini britannici avere vincoli nella circolazione delle persone all’interno della UE, una volta usciti.ultima modifica: 2017-02-28T17:44:32+00:00da bezzifer
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