Nel momento che il migrante sale sulla nave di MSF si trova legalmente in territorio olandese per cui secondo la Convenzione di Dublino dovrebbe essere l’Olanda a farsi carico della identificazione e della gestione dei migranti. Questo dice la legge.

Il “codice delle ong” è finito male.Soltanto tre su dieci hanno firmato il protocollo del ministero dell’Interno, mentre le altre – tra cui Medici Senza Frontiere – dicono che continueranno a operare normalmente.

Codice ONG

L’idea in se che uno stato debba trattare con delle ONG è assurda. Uno stato scrive le leggi, e le ONG se vogliono fanno azione di lobbying in parlamento per modificare la stesura di tali leggi. Ma l’Italia e le ONG non sono uguali tra loro, e non si siedono allo stesso tavolo per trattare. Già qua, l’approccio è stato sbagliato. L’Italia doveva dire “queste sono le regole, chi non collabora ne paga le conseguenze”.

Bene, si è scelto l’approccio più soft possibile. Si è fatto un grosso regalo alle ONG e si è trattato. Non parlerei di flop. Era importante che qualcuno firmasse, e almeno una delle ONG maggiori. Il risultato è stato ottenuto, e le ONG si sono divise.

Certo, ora è necessario usare la carota per i firmatari e il bastone per chi non collabora. Speriamo in bene; ma per la parte “bastone” sono moderatamente scettico.

E questa è una parte molto importante dell’azione del governo. Le ONG infatti raccolgono circa il 40% dei migranti; è indispensabile che non interferiscano con le operazioni della GC libica, non si coordino con i trafficanti e non entrino nelle acque territoriali libiche. In caso contrario si vanificherebbe buona parte dell’accordo tra Italia e la Libia di Serraj (che è la vera novità).

Che sia improbabile (per evidente scelta politica di governo) è chiaro.
Che sia impossibile (nel senso di non attuabile) no. 
Per quale ragione uno stato sovrano non potrebbe vietare lo sbarco sulle proprie coste di navi straniere (tanto più che non hanno firmato una convenzione e avrebbe quindi anche una valida motivazione per farlo) ?

POI QUESTO codice delle ong .Serve ad evitare un fenomeno “sgradevole” ovvero che la ONG facciano da navi madre con gli scafisti che fanno le navette. Serve ad evitare che le navi delle ONG lavorino ( in buona fede ) con gli scafisti.
Serve a mettere un minimo di regole altrimenti vale la pena di mandare in Libia direttamente i traghetti della Moby. Ma mi pare che il nocciolo della questione sia che le ONG, per quanto in buona fede, di fatto promuovano il traffico di esseri umani, perché si spingono sostanzialmente fino in acque libiche a prendere le imbarcazioni che stanno effettuando il trasbordo (che sono carrette, ergo sempre in emergenza) e portando le persone in Italia.
Il dramma è che ci sono due scale, micro e macro, che dicono due cose diverse: da un punto di vista micro, l’azione è assolutamente meritoria. Dal punto di vista macro non va bene, perchè l’Italia ha bisogno di mandare un messaggio che vada a dissuadere l’intera economia dei viaggi della speranza, che ha nell’assetto attuale della Libia un tassello fondamentale.
Da fuori, la mia impressione è che il governo abbia cercato faticosamente delle posizioni di compromesso, mentre le ONG siano per lo più ferme sulle proprie posizioni e vadano avanti coi paraocchi senza considerare che le loro azioni hanno delle conseguenze politiche e sociali, di cui si curano troppo poco. Ovviamente la questione è esacerbata dal fatto che alcune ONG sono straniere, quindi pare quanto meno problematico che il discorso sia: noi ve li prendiamo, ve li portiamo in Italia, poi il problema è sostanzialmente vostro.
Detto questo io non voglio buttare in caciara la questione, vengo in pace…però dei problemi effettivamente ci sono, cascare dal pero dicendo “ma le ONG non possono errare per definizione, sono ONG” ha poco senso, anzi dà punti a chi dà addosso alle ONG in malafede.

Ma siamo in ITALIA ED Ecco così si gestisce la politica SULLA STAMPA,prima si creano delle notizie sostanzialmente false (la famosa questione sollevata dal giudice di Catania che si è rivelata, per sua stessa ammissione, totalmente priva di fondamento).
quindi si solleva un polverone intorno alla necessità di risolvere quel problema (che però non esisteva) così l’opinione pubblica si fa l’idea che ci sia un problema da risolvere, una azione da intraprendere quindi si interviene con una azione, che però per intervenire su un non problema deve essere una non soluzione…..il fatto è che prima che il procuratore di Catania cominciasse a esternare la situazione (dal punto di vista organizzativo) era sostanzialmente sotto controllo.
Le ONG collaboravano con le autorità, non c’era nessuna anarchia.
C’erano e ci sono delle regole internazionali che l’Italia non può disconoscere.
Altro che anarchia.
Infatti la proposta di Minniti è una non proposta, un codice, che infatti non può imporre a nessuno.
L’unica cosa che può fare è minacciare una maggiore rigidità nell’applicazione del diritto internazionale (e sappiamo bene quanto può essere pericolosa la buricrazia italiana).Ma Le regole del ministero mi sembrano di buon senso.
Non si può lasciare alla quasi anarchia una questione come questa. Chi opera in questi contesti deve saper arrivare a compromessi. Servirebbe anche iniziare una vera e pressante campagna di comunicazione in tutte le aree interessate per far sì che le persone che decidono di partire per la pericolosa traversata sia coscienti dei rischi e delle possibili implicazioni, legali e di sicurezza. Si dirà “già lo sanno”, ma in realtà non è così, e lo dimostrano gli stessi migranti che arrivati sulle nostre coste dicono “non era l’accoglienza che ci aspettavamo”.

Non è chiaro. Perché non si potrebbe impedire loro l’accesso ai porti italiani me lo spiegherebbe?
1) emanare una legge ci vuol poco se c’è la volontà politica.
2) non vedo perchè gli altri stati debbano farlo con navi italiane dato che
– le nostre non portano profughi da loro
– loro ci hanno chiesto di non farli sbarcare.

3) con la stessa legge si può vietare di vendere o affittare navi a ONG non firmatarie delle convenzioni.

4) non mi sembra che l’europa abbia fatto nulla quando l’ungheria ha innalzato i muri, idem per spagna e slovenia.
Non credo che spetti a noi il compito di salvare tutti coloro che vogliono venire in europa, ne tanto meno che dovremmo farci noi carico di eventuali decessi in mare.

5)Il porto sicuro non deve essere necessariamente in UE. Potrebbero tranquillamente portarli in Tunisia, peccato che abbia chiuso i porti.
Se la UE ridistribuisse i migranti non si risolverebbe nulla. Sarebbe anzi un ulteriore incentivo ad aumentare i flussi.
Se il problema è salvare vite allora è necessario che la pratica di causare naufragi ad arte venga interrotta il più presto possibile, per non parlare dell’attraversamento del Sahara.Dopo si può pensare a come gestire il flusso di persone.

Nel momento che il migrante sale sulla nave di MSF si trova legalmente in territorio olandese per cui secondo la Convenzione di Dublino dovrebbe essere l’Olanda a farsi carico della identificazione e della gestione dei migranti. Questo dice la legge.ultima modifica: 2017-08-03T17:11:19+00:00da bezzifer
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