Al di là dei (presunti?) progressi del paese in campo militare, la corea del nord resta un territorio poverissimo, ma di una povertà terribile, dove manca praticamente ogni cosa.

Le nuove sanzioni contro la Corea del Nord.Sono particolarmente dure e le ha approvate il Consiglio di Sicurezza dell’ONU anche grazie all’appoggio della Cina, il più importante alleato del regime

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Sarò strambo e pazzo io, ma credo che la via opposta, ovvero togliere le sanzioni, possa essere la via giusta. Cioè, periodicamente arrivano nuove sanzioni, e periodicamente la nord corea lancia test missilistici sorprendendo tutti sulle sue capacità di avanzamento bellico.
Inoltre in nord corea la gente ritiene gli americani e il mondo brutto e cattivo come da propaganda, dando altre sanzioni non si arriverà che a rafforzare quest idea e a rendere la nord corea ancora più chiusa.
Ma se invece si facessimo affari con la nord corea, le cose potrebbero cambiare in meglio, dato che imparerebbero che noi non siamo tanto male e non tutto ciò che sentono dalla propaganda è vero.
(dubito che dentro alla nord corea tutti credano alla propaganda, ma una larghissima parte della popolazione sicuramente sì, altrimenti non avremmo problemi con la nord corea).

E quanta gente crede alla propaganda occidentale ? O la propaganda la fanno solo nazioni come la nord Corea, l’Iran e la Russia per citarne tre a caso.

Comunque sono d’accordo che sarebbe sicuramente meglio per tutti se le sanzioni venissero allentate o tolte del tutto, ma conoscendo gente come Nikki Haley la vedo dura.

Un recente  articoli dei media seri facevano presente come, in effetti, sebbene ‘non abbiano ancora quella determinata tecnologia’, ottenerla non fosse per nulla complicato.

Resta il fatto che i Nord Coreani stiano sviluppando date tecnologie per eliminare ogni possibilità di intervento preventivo o di ‘regime-change’.

In sintesi, quella che ci guadagna di più di tutti è la Cina: cementifica lo status quo e mette paura a Giappone e Corea del Sud (e anche all’America, se per questo).

Poi vorrei capire come hanno fatto e soprattutto chi è che gli ha fornito materiali e tecnologia per arrivare a questo punto.
Chi glia ha fornito l’uranio, chi le centrifughe per arricchirlo, chi tutti i componenti necessari per l’assemblaggio sia della ombra che dei missili.
Da dove viene tutta l’elettronica che usano? Da dove vengono tutti i computer?

Poi la cosa bella della Corea del Nord è il come, piano piano, stia spostando l’asticella della tecnologia che crediamo in suo possesso:

-I giornali dicono che non ha la tecnologia per lanciare un missile a lungo raggio? Lanciano un missile a lungo raggio.
-I giornali dicono che questi missili a lungo raggio non sono in grado di raggiungere tutto il territorio degli USA? Lanciano un nuovo missile capace (a detta loro) di raggnungere ogni territorio USA.

I giornali dicono che non ha le capacità di lanciare ordigni nucleari su ICBM? Beh, spero che questo giorno non arrivi mai, ma il trend è quello, e potrei sbagliarmi, ma stanno facendo progressi su progressi.

La banalizzazione, semmai, consiste proprio nel pensare che la guerra cominci con il “superamento del 38° parallelo”. Gli storici hanno ormai messo in luce come la guerra fosse già in corso grosso modo dal ’47 (con più di metà delle schermaglie su iniziativa del Sud); la responsabilità (tutt’altro che marginale) di Kim, nel ’50, è consistita nel trasformare quella guerra di attrito in una guerra convenzionale (ma la responsabilità degli anticomunisti consisterà nel trasfrormarla in un massacro indiscriminato su larga scala, ossia, sono fiducioso che prima o poi lo si riconoscerà, in un genocidio). Per fare un esempio, Cumings cita spesso come un anno prima dello scoppio ufficiale della guerra, agosto 1949, truppe nordcoreane cacciavano truppe sudcoreane dalla cima di una montagna al di sopra del 38° parallelo, per poi continuare a marciare verso la penisola di Ongjin, al di sotto di esso (ed oggi parte della Corea del Nord): lì fu solo l’impreparazione militare del regime di Rhee che, unitamente alle pressioni diplomatiche statunitensi, permise di evitare lo scoppio di un conflitto convenzionale, che il Sud aveva già pianificato.
Il problema, semmai, è proprio il 38° parallelo: una linea di demarcazione tra occupanti che ha tagliato in due un’unica nazione. Tant’è che tuttora la stragrande maggioranza della popolazione del Sud (61.4%, secondo un sondaggio dell’Asan Institute for Policy Studies del 2015) ritiene che gli USA siano responsabili di aver spaccato in due il paese — e fu così, il colpo di grazia essendo proprio la proclamazione unilaterale della ROK del ’48; stiamo parlando di uno stato fantoccio, retto da quadri collaborazionisti dell’occupazione giapponese, e che rivendicava la sovranità su tutta la penisola (non solo sulla parte al di sotto del 38° parallelo).

Al di là dei (presunti?) progressi del paese in campo militare, la corea del nord resta un territorio poverissimo, ma di una povertà terribile, dove manca praticamente ogni cosa.ultima modifica: 2017-08-08T17:03:18+00:00da bezzifer
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