Ma insomma, prima ci stracciamo le vesti perché gli animali si estinguono e ci prodighiamo per ripopolare valli, fiumi e monti. Poi ci lamentiamo se la convivenza con gli stessi si rivela non proprio semplice.

La storia dell’orsa uccisa in Trentino.Aveva aggredito due persone negli ultimi anni: secondo il presidente della provincia di Trento abbatterla era la cosa giusta da fare.

orsa

Il problema degli orsi è che fanno gli orsi e non sbagliano a fare gli orsi.
Questo significa che gli animalisti da pub hanno torto: non sono orsacchiotti pulciosi da 130 chili. Ma ha torto anche chi viene aggredito e sopravvive per raccontarlo e, soprattutto, chi governa il territorio dove gli orsi stanno.

Ha torto chi viene aggredito e sopravvive, perché se l’attacco fosse stato predatorio avrebbero trovato le ossa mangiucchiate del 70 (e del cagnaccio). Quindi l’attacco o era territoriale oppure era difensivo.

Se l’orso ha attaccato per diferndersi, il tizio non doveva giocare a “scaccia l’orso”: è un’idea poco brillante(*)

Nel caso l’attacco sia stato territoriale, il tizio avrebbe dovuto essere a) stato messo al corrente che lì c’era la possibilità di trovarsi nel territorio di un orso e b) istruito su come comportarsi nel caso ne avesse visto uno anche da molto lontano(*) –ancora una volta, giocare a “scaccia l’orso” non è una buona idea.

Quindi: o il tizio non è stato informato, ed il problema non è dell’orso ma del governatore, oppure è stato informato e se ne è fregato, nel qual caso il problema è del tizio e non dell’orso. Che ha fatto l’orso e un orso non sbaglia a fare l’orso.

Abbattere l’orso, probabilmente, è stata una mossa un po’ drastica –probabilmente, gli orsi piacciono finché non si vedono; forse si sarebbe potuto prendere e portare altrove.

(*)nota (anche per adrben): gli animali attaccano solo se sono messi con le spalle al
muro, perché un confronto fisico non è mai gratis ed
è pericoloso. Quindi prima le hanno provate tutte per nascondersi oppure per rendersi ben visibili e mettere bene in chiaro che possono arrecare danni. Nascondersi per attaccare vale solo se vuoi mangiare l’attaccato –e, ancora una volta, non ce la si cava con un bastone. Se il cagnetto viene morso da una vipera (o un tizio da un orso), significa che è andato a scocciare la vipera e non ha desistito quando questa s’è messa
a soffiare, perché non ci sono vipere grandi abbastanza da mangiare un cane (forse un chihuahua, ma che ci faceva fuori dalla borsetta?); i cani sono stupidi, quindi è colpa del padrone che non ha vigilato a sufficienza.

Non sono uno studioso di demografia animale. D’altra parte però vorrei che fosse chiaro che il concetto di natura non è proprio così disneyano: la presenza di un certo animale su un territorio – per introduzioni o altri fenomeni – non è eterna, ma soggetta a flussi storici. Bisognerebbe tenerne conto quando ci si gonfia troppo di parole come natura.

In Trentino erano estinti ma la Provincia Autonoma ha sviluppato un progetto finanziato dal 1998 fino a qualche anno fa dalla Comunità Europera (progetto Life Ursus) per ripopolare la zona con orsi sloveni.
Si pensava che oltre a portare soldi portasse turismo.
Però non si è pensato che il Trentino non è il Canada con i suoi spazi enormi e che la densità abitativa del Trentino non è quella del Canada né quella del Trentino di 400 anni fa (in cui comunque lì’orso era stato oggetto di caccia ed estinto)
Reimportare l’orso e farlo arrivare a 50 esemplari significa che la possibilità di contatto orso uomo è relativamente alta e quindi anche la possibilità di incidenti.
Non si critica tanto o solo l’eliminazione del capo ritenuto pericoloso, ma la gestione del progetto.
Non importi forzatamente animali come l’orso per poi ucciderli.
In Abruzzo, con spazi sicuramente diversi, ci convivono ma lì non costruiscono per motivi turistici impianti e alberghi ovunque per far soldi.
Hai voluto l’orso. Beh ora lo gestisci come si deve o se no restituisci i fondi presi dalla Comunità Europea.

Probabilmente ripopolare non è stata una scelta felice. Ci vorrà del tempo per correggere il tiro. Non bisogna certo sentirsi in colpa per l’errore commesso e ignorare la pericolosità di questi predatori. Credo che la provincia di Trento disponga delle professionalità per poter decidere cosa è meglio.

Ma insomma, prima ci stracciamo le vesti perché gli animali si estinguono e ci prodighiamo per ripopolare valli, fiumi e monti. Poi ci lamentiamo se la convivenza con gli stessi si rivela non proprio semplice.ultima modifica: 2017-08-14T17:17:11+00:00da bezzifer
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