“Era meglio non far niente”. Naturalmente tutti qui sapevano come far meglio, ma non far niente voleva dire: migliaia di sbarchi al giorno, ogni giorno. E altre migliaia, e ancora, e poi di più. Com’era quella sulla “tenuta democratica del Paese”? P.S. la “nuova miniera d’oro che è l’immigrazione” era già in attività da prima e ampiamente sfruttata, da entrambe le sponde del Mediterraneo.

In Libia la milizia appoggiata dal’Italia ha perso.Il gruppo armato che bloccava le partenze dei migranti è stato sconfitto dopo settimane di scontri, e ci sono due conseguenze importanti

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Vedo che molti  già si stanno fregando le mani: “Che bello, i nostri hanno perso!”

Visto che quando vi fu un crollo degli sbarchi il mantra era “ma potrebbe essere tutto un caso, aspettiamo qualche mese!” chiedo la stessa prudenza: aspettiamo qualche settimana per vedere come si assesta la situazione, sapendo che ogni lavoro diplomatico e di supporto al governo libico (l’unico legittimamente riconosciuto dall’ONU) prenderà sicuramente qualche tempo.

E ORA ARRIVA DALLA SOLITA ACCOZZAGLIA SBRAITANDO. Minniti, ahi ahi ahi ahi! Mi sa che deve tornare in Libia e negoziare nuovi accordi, quelli vecchi non valgono più.Vediamo se il filtro ai migranti dura, o se è stata solo una parantesi di tre mesi.

Le cose stanno in modo leggermente diverso.
I Dabbashi sono stati sconfitti da un attacco congiunto di milizie filo Haftar e filo Serraj. E Serraj ha dato un comunicato nel quale si è dimostrato molto felice dell’esito dell’operazione:
https://www.agenzianova.com…
E già questo dovrebbe metter in dubbio il titolo dell’articolo sulla sconfitta dell’Italia.

Nessuno ha mosso un dito contro il terminal ENI in zona, altra cosa che dovrebbe metter in dubbio la ricostruzione  (ma come, battono gli italiani e lasciano stare la cosa più importante dell’Italia in zona?). Infine non risultano significativi aumenti dei flussi.

Una interpretazione molto più plausibile è semplicemente che – a seguito dei ri-tessuti rapporti con Haftar (recentemente ricevuto dal Ministro della Difesa Pinotti), si sia scaricato un signore della guerra locale con l’accordo che le cose non sarebbero cambiate.
Inciso: l’Italia non ha riconosciuto Haftar come capo di governo (o potenziale tale) ma come importante personaggio politico: in caso contrario Haftar sarebbe stato ricevuto da Gentiloni (come hanno fatto i francesi con l’incontro Macron – Haftar).

In altre parole: a noi che Dabbashi comandi o meno Sabratha importa zero. Importa che non partano i barconi e che l’ENI venga lasciato in pace. Il nome del warlord locale è invece molto secondario.

Poi mi rendo conto che tanti piaccia dare una lettura di parte e non necessariamente corretta solo per poter esternare la propria giornaliera dose di anti-renzismo.

Tenete presente cari denigratori che:Sulla dichiarazione di Serraj ho messo la fonte. Agenzianova è una delle migliori fonti sulla situazione in Libia secondo me.

Darei per assodato l’assenza di attacchi al terminal ENI (una cosa così grossa andrebbe sui giornali) e comunque sempre su Agenzianova c’è scritto che la situazione è tornata alla normalità senza che nessuno molestasse l’ENI.
I dati sui flussi sono sul sito del ministero dell’interno, in presenza di aumenti significativi nuovamente sale l’attenzione della stampa – cosa che non sta avvenendo.

Infine l’incontro tra Haftar e la Pinotti (e se non erro in precedenza Haftar aveva incontrato Minniti in Libia, ma potrei sbagliarmi) è notizia facilmente reperibile.

Il resto, come ho scritto (“Una interpretazione molto più plausibile…”), è la mia interpretazione. 🙂

“Era meglio non far niente”. Naturalmente tutti qui sapevano come far meglio, ma non far niente voleva dire: migliaia di sbarchi al giorno, ogni giorno. E altre migliaia, e ancora, e poi di più. Com’era quella sulla “tenuta democratica del Paese”? P.S. la “nuova miniera d’oro che è l’immigrazione” era già in attività da prima e ampiamente sfruttata, da entrambe le sponde del Mediterraneo.ultima modifica: 2017-10-11T12:28:32+00:00da bezzifer
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