Il nazionalista in frangetta se l’è fatta sotto, proclama l’indipendenza ma la sospende in attesa di qualcuno che l’aiuti a tornare indietro senza lasciarci la faccia.

Carles Puigdemont: “Sospendiamo la dichiarazione di indipendenza della Catalogna” Il presidente catalano fa un passo indietro durante il suo discorso in Parlamento. Per Madrid si tratta di una dichiarazione di secessione.

Bene così, i carri armati e i blindati possono attendere.Bisogna sempre credere nel dialogo… o ci rimetteremo tutti.Serve il buonsenso è applicare l art . 155 della Costituzione spagnola per tutelare l articolo 2 della stessa che dice ” La Costituzione si fonda sull’unità indissolubile della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli”  Cari INDIPENDISTI vi sfugge il fatto che il referendum precedente, di soli tre anni fa, si è svolto pacificamente, ma ha dato risultati analoghi a quello appena svolto. Errare è umano, ma perseverare è… catalano! (senza offesa per i catalani onesti).

Non solo, ma se avete ascoltato l’intervento successivo al suo al parlamento catalano, emerge che nei seggi molte persone hanno singolarmente votato anche 3/4 volte…tipico degli eversori. Tre quarti d’ora soltanto prima dell’inizio delle votazioni P. ha dichiarato che si poteva votare in qualsiasi seggio e c’è stata gente che ha fatto il giro di tutti i seggi a portata. Oltre al fatto che le schede erano già in mano alla gente prima e dopo il voto e sono state infilate aperte nelle urne , non piegate, anche più di una per volta. Mai visto un referendum burletta come questo.

Ma la questione non è se c’è stata o no una maggioranza a favore dell’indipendenza: il referendum era illegale perché non era stato approvato dal parlamento spagnolo (a differenza del referendum della Scozia che era stato approvato dal parlamento inglese), dunque era illegale anche se avesse avuto il 100% dei votanti a favore della secessione. Nessun voto può essere legale se è illegale. Quel voto può anche portare all’indipendenza della Catalogna, ma solo se una parte consistente dei catalani sentisse così forte la necessità di diventare indipendente da prendere le armi e combattere una guerra, appunto, di secessione: se combattono, e vincono, possono effettivamente diventare indipendenti. Ma di solito, in tempi moderni, un popolo prende spontaneamente le armi solo se ha motivi ideali molto forti, ad esempio la liberazione da un regime oppressore. Non mi pare che sia il caso della Catalogna, e infatti penso che nessuno prenderà le armi, dunque la sconfitta dei dirigenti catalani è sicura, e il loro oblio anche.Il parlamento è sovrano, e se il parlamento non approva, bisogna accettare la decisione; se non si accetta la decisione democratica di un parlamento, si va nel mondo della illegalità, della negazione della democrazia. Il referendum scozzese è stato approvato dal parlamento inglese, titolato ad esprimersi. Nel caso della Catalogna, il parlamento titolato ad esprimersi era il parlamento spagnolo, che ha detto no.Una rivoluzione illegale può diventare legale, se vince e mantiene la vittoria nel tempo. Se i Catalani si sentissero davvero motivati a lottare anche con le armi per avere l’indipendenza, lo farebbero e, se vincessero, avrebbero l’indipendenza. Ma trovare motivazioni forti per prendere le armi contro uno Stato democratico, è molto difficile, direi impossibile.

Spero che a Madrid abbiano la lucidità di capire che hanno vinto su tutti i fronti e che Puigdemont cerca solo di salvare la faccia. Ora speriamo che non buttino nell’immondizia la vittoria ridando vita con il “dialogo” a questo morto che cammina.

Madrid deve chiudere la partita ora, aprire una trattativa con gli indipendentisti, significa riconoscere tacitamente la loro dichiarazione di indipendenza. Per cui devono andare in fondo e mettere fuori gioco, con qualsiasi strumento, Puigdemont&C. Sono le persone come questo signore che l’unico obbiettivo è quello di seminare odio – se la spagna ha una costituzione la devi rispettare altrimenti dichiarali guerra – ora gli unici che ci rimetteranno in tutta questa storia saranno i catalani che vedranno andare via il benessere piano piano e a quel punto capiranno quanto male questo signore ha fatto ai suoi concittadini.

In fondo era iniziata così anche la crisi che portò alla guerra civile in Jugoslavia, quasi 5 anni di guerra, 250.000 morti e più di 2.000.000 di rifugiati.
Al momento sembra quasi impossibile un simile epilogo, la maggior parte degli abitanti della Catalogna non nutre lo stesso odio, odio che però si può alimentare con la propaganda, ed i motivi economici in questo caso sono prevalenti.
Allora alcuni paesi fecero il tragico errore di riconoscere l’indipendenza di alcuni di quegli stati, ora sembra che abbiano imparato la lezione. imparato la lezione
Ma quando dei folli apprendisti stregoni iniziano a giocare con il fuoco nessuno può realmente dire come andrà a finire.

Vale realmente la pena correre un simile rischio in un paese libero e democratico?

Il nazionalista in frangetta se l’è fatta sotto, proclama l’indipendenza ma la sospende in attesa di qualcuno che l’aiuti a tornare indietro senza lasciarci la faccia.ultima modifica: 2017-10-11T11:30:22+00:00da bezzifer
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