L’ex ministro delle finanze greco boccia il governo gialloverde: “Salvini? Un misantropo. I grillini? Hanno inaccettabili visioni xenofobe”

“Io volevo stare nell’euro, Savona no” Varoufakis racconta.

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Savona non è il nuovo Varoufakis. Ci tiene a specificarlo l’ex ministro greco che aveva fatto tanta paura all’Europa per le sue idee radicali. “Io, dice Yanis Varoufakis in un’interista al Corriere della Sera, chiedevo condizioni per tenere la Grecia nell’euro. Savona è stato indicato da un partito, la Lega, il cui sogno, non troppo segreto è uscire fuori dall’euro”.

Meglio mettere i puntini sulle i di questi tempi. Varoufakis non ci sta ad essere anche solo accostato all’uomo che sembra essere imprescindibile per far nascere un governo in Italia. Difeso da Salvini e Di Maio, causa del primo naufragio del governo gialloverde, ministro quasi sicuro ( ma non al Mef) del nuovo governo gialloverdenero. Tutti gli occhi sono per lui, per capire se il nodo sul suo nome si possa sciogliere e andare avanti.

Intanto l’economista 82enne si dice sereno ma a quanto scrivono i retroscena sui giornali non sembra proprio così. 

L’economista anti euro non avrebbe perdonato l’ostilità del Capo dello Stato e avrebbe scritto una mail di fuoco, pubblicata dal Corriere: “Il mio silenzio sdegnoso li offende più di una risposta. Mattarella non ha capito che ormai il popolo si è ribellato e deve dare una risposta” ha scritto il 23 maggio.

Un muro contro muro con il Quirinale che non giova a nessuno. Lo sa bene Di Maio che sull’empechment ha dovuto fare un repentino passo indietro, con annessa figuraccia. Anche su questo l’ex ministro greco non ha dubbi e la reputa una vera sciocchezza: “In una crisi istituzionale come quella che vive l’Italia, l’ultima cosa da fare è sfiduciare il capo dello Stato”.

Ma Savona non è l’unico problema politico dell’Italia. Anche se, secondo Varoufakis non ci sono condizioni affinché l’Italia faccia la fine della Grecia del 2015, perché troppo importante nel quadro europeo, le parole di stima per il governo che (forse) sarà non si sprecano. Salvini? Un misantropo che porterà “un danno per l’immagine dell’Italia nel mondo intero”. I grillini? “mescolano idee che gioverebbero alla gente comune con inaccettabili visioni xenofobe”.

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Ma il Pd ha intenzione di svegliarsi dal letargo dicono ora i TAFAZZI. E questo il vero problema: la politica non è il calcio, anche se molti italiani sbagliando fanno gli ultras di un particolare partito / esponente politico

Dopo la sberla presa alle elezioni, il PD (o meglio i dirigenti) sembra dare la sensazione di essersi chiuso a riccio e di non voler fare nulla per riprendere il ruolo di partito degno di tale nome.
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Di certo i dirigenti del partito (quelli che se ne sono andati ma anche quelli rimasti) hanno passato mesi e mesi non tanto ad attaccare gli avversari (grillini, leghisti in testa) quanto piuttosto ad attaccare il proprio segretario.   Che questo sia stato dettato da antipatia, da invidia, dal fatto che per alcuni la politica era troppo lontana da quella della sx, di certo un risultato lo ha ottenuto delegittimando il proprio segretario hanno delegittimato il partito.
In questi 5 anni, a fatica e certamente con qualche errore, chi era a capo del partito aveva portato il paese in una situazione decisamente migliore rispetto a ciò che aveva trovato, ma questo non è servito, Tafazzi appunto.
Naturalmente il Tafazzi dei momento  ha omesso di raccontare quanti si sono battuti affinché il PD facesse questa fine, probabilmente sono gli stessi che omaggiavano “la nuova sinistra” di proprietà della Casaleggio Srl e che promette linciaggi e stupri in ogni dove, o quegli scissionisti che brindavano alle sconfitte del PD in contemporanea con destre di ogni tipo. Ecco, quelli andavano bene sia hai media  che al Tafazzi. Quelli che poi danno la colpa alle vittime delle loro stronzate.
Il PD non è calato in modo così pesante per demeriti propri. Il PD è in difficoltà perché i media di massa ITA, i soli che formano l’opinione “delle masse”, hanno innescato nel cervello degli ITA le equazioni “Renzi=Berlusconi”, “Boschi=crisi delle banche” (ripetuta ieri sera da Floris in tutte le salse, in modo più o meno diretto, ca. 12 volte), “Rosato=Legge elettorale truffa”, etc etc ripetute 1000 volte 365 giorni all’anno negli ultimi 4 anni – ovvero dal momento nel quale all’interno del PD vince definitivamente, con Renzi, la linea del RIFORMISMO INTRANSIGENTE – ovvero: Basta privilegi a ANCHE a sinistra. A quel punto, anche una larga fetta degli intelletuali della cosidetta. “sinistra” ITA (ciò l’altro ENORME BASTIONE DELLA COSERVAZIONE ITA), si danno alla “scoperta” di 1000 presunti “scandali” del PD renziano.
ORA:Tutti i riflettori sono puntati su Lega e 5 Stelle. Mentre i democratici non sono ancora riusciti a superare la batosta del 4 marzo. Eppure c’è solo un modo per convincere gli italiani a tornare ad avere fiducia in loro.E l’unico modo per risalire la china è riconquistare un ruolo di alternativa credibile presentando proposte di governo concrete e praticabili che suonino come l’unica, vera opzione presente sul mercato politico. Finora così non è stato, prevalgono silenzio e vaghezza, e di sicuro non è un caso. Il Pd sembra ancora ingessato dall’incapacità (impossibilità?) di condurre a unità le due anime del partito, le stesse accusate agli esordi dieci anni fa – ricordate? – di “fusione a freddo”. Oggi, certo, ci sono nuovi riferimenti politici e culturali: c’è chi subisce il fascino della sfida macroniana, avanti con le riforme e crescita dell’economia, e guarda al centro berlusconiano; e chi invece pensa alla sinistra di Jeremy Corbyn, meno vincoli europei, lotta alla globalizzazione e scelta di campo a favore degli esclusi e degli emarginati.Non è solo l’alternativa tra due ricette, è la domanda chiave del momento, e cioè capire se basti solo l’una o solo l’altra formula, o non servano e l’una e l’altra per ridurre le disuguaglianze, oggi problema numero uno e causa principale del diffuso rifiuto di ogni establishment. Due anime. Per conciliare le quali occorrerebbero contenuti chiari e condivisi. E forse anche un modo diverso di comunicare la propria opposizione e un’idea diversa di Paese. Si ha l’impressione che non basti più solo richiamare tutti alla responsabilità; spulciare i curriculum degli avversari; elencare i vulnus alla Costituzione; evocare i possibili disastri prossimi venturi. Anzi, se dovessi dare una definizione sbrigativa dell’abusata parola “populismo” sceglierei proprio il rifiuto testardo di regole ragionevoli, di vincoli, trattati, e della classe politica che li ha finora interpretati. Perché sono proprio questi uomini e cose che l’Italia gialloverde intende portare sul banco degli imputati accusandoli di aver fallito. Per convincere gli italiani del contrario c’è solo un modo: dimostrare di avere un programma più attento a loro, più vicino alle loro esigenze, più efficace. Non è facile per niente. Auguri.
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C’è qualcosa nell’aria IL RITORNO AL TREMENDO VENTENNIO. E una larga parte dell’elettorato si è spaventata(CON RAGIONE), perché le demagogiche proposte anti Europa ed anti euro non sono patriottismo, ricordano il ventennio, non quello Berlusconiano che negava la crisi perché “i ristoranti erano pieni” ma quello di Benito Mussolini che nessun revisionismo e negazionismo storico può definire un patriota.

 

 

C’è qualcosa nell’aria IL RITORNO AL TREMENDO VENTENNIO. E una larga parte dell’elettorato si è spaventata (CON RAGIONE), perché le demagogiche proposte anti Europa ed anti euro non sono patriottismo, ricordano il ventennio, non quello Berlusconiano che negava la crisi perché “i ristoranti erano pieni” ma quello di Benito Mussolini che nessun revisionismo e negazionismo storico può definire un patriota.

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L’Italia, nella realtà che nemmeno Cina, USA, Russia, Giappone, India, Brasile e le due Koree, possono (anche se lo volessero)negare o tornare indietro, non lo può: la Globalizzazione esiste ed irreversibile, essa porta per evidenti ragioni di massa critica economica a consorziarsi ed allearsi per reggere la concorrenza economica e produttiva degli altri.
La “suggestiva” sirena dell’ isolazionismo, può solo significare togliere dalla polvere della storia l’autarchia.
Sì proprio QUELLA delle baionette In zama, un economia che non avendo risorse di materie prime si arrangia come può con i tragici risultati che nostri padri e nonni hanno subito.
Tutti sappiamo che la nuova economia italiana, nata con la repubblica, ha si dimostrato un grande potenziale ed ha varie punte d’eccellenza, ma ha sempre avuto (non prescelta ma per necessità ) una vocazione a esportare la maggioranza della sua produzione visto che l’eccellenza costa ed in Italia non ce ne sono a sufficienza a potersela permettere.
Quindi l’autarchia 2.0 difficilmente, senza adeguate materie prime, potrebbe continuare ad esprimere eccellenze, diverrebbe un mercato chiuso, senza sbocchi e con una limitata richiesta del mercato interno, perché chi produce sarà un pessimo consumatore: visto la tendenza della produzione ad adeguarsi alla domanda, diminuirebbero gli occupati e vi sarebbe crisi e miseria.
I lavoratori sopravvissuti alla falcidia, sarebbero sempre più simili ai servi della gleba che, pur producendo per le tavole dei loro signori, saranno costretti a cibarsi di radici.
La storia ci insegna che le necessità di sviluppo, percorrono ogni strada possibile per sopravvivere, ma quando la stragrande maggioranza si rivelano vicoli ciechi, si usano con decisione le o la rimanenti/e.
L’Europa, ci ha assicurato il più lungo periodo di pace e prosperità della sua plurimillenaria storia.
La stessa idea, di Unità Europea nasce dalla constatazione che le due guerre mondiali sono nate in Europa, che la maggioranza dei Paesi combattenti, erano europei e la maggioranza delle vittime civili pure.
È stato per questo, che è nata la Comunità Europea e non a caso, il suo primo organismo è stata la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) visto infinite guerra si sono combattute per il controllo della regione della Ruhr per unire sotto il controllo ora di Francia ora di Prussia (ed in seguito Germania) le miniere di ferro e quelle di carbone necessarie per produrre l’acciaio occorrente all’industria pesante per produrre armamenti.
Il Italia non è stata una passiva comparsa nella nascita dell’idea europea ma il suo primo e più determinato protagonista era Italiano e non è certo solo per questo perché il primo trattato è stato firmato a Roma.
È italiano chi ha avuto questa fondamentale intuizione: era un antifascista e la produsse durante il suo confino a Ventotene (dal 1939 al 1943). 
Si chiamava Gualtiero Spinelli e con la collaborazione di Ernesto Rossi scrisse il Manifesto di Ventotene il cui titolo originale (che ne riassume sinteticamente i contenuti) “Per un’Europa libera ed unità. Progetto del manifesto”.
Ed è italiano De Gasperi che firmò il primo atto concreto del sogno europeo. 
Questo tra l’altro affida agli elettori la riflessione e la scelta su quali siano i patrioti se Spinelli perseguitato per il suo antifascismo e padre nobile dell’Europa Unita o chi lo perseguitò gli emuli del quale hanno una mente così ristretta è razzista (ora per motivi elettorali momentaneamente accantonati) da non vedere l’unità dell’Italia ma la cui Patria ferma alla “padania”;
Altri ancora sono in piena confusione di idee; In sostanza la scelta è tra Spinelli, De Gasperi , Pertini e Matarella o quella scala cromatica che va dal nero/orbace, al verde e al giallo dalle troppe e contradditorie sfumature.
Scusate, mi sono lasciato prendere la mano dalla passione politica.
Ero rimasto nella mia analisi dell’autarchia a la strada pressoché obbligata che le rimane per sopravvivere: quella della guerra che richiede grosse produzioni d’armamenti desistinati ad essere usati, consumati, distrutti e sostituitì continuamente, fino che il conflitto e che offre successivamente all’economia il volano della ricostruzione di un Paese in macerie.
Lo so, può sembrare il farneticare di una fantapolitica senza contatto con la realtà; ma vi chiedo prima di congedarmi da voi un ultimo sforzo di riflessione.
Il maggior cruccio per l’Europa Unita, sono quelli, che con un termine superato dai fatti e dalla brexit è diventato assolutamente eufemistico : erano gli euroscettici.
Ora invece esiste ormai in Europa, un internazionale, che con termine che mi piace avendolo coniato io, definisco nazionapopulxenofoba, ciò che li unisce, momentaneamente, è l’attacco all’Europa Unita, ma una volta che fossero riusciti: o ad uscirne o a minarla dall’interno fino farla scoppiare, creerebbero in molti Paesi, governi di natura autoritaria ( come già si riscontra nei governi di alcuni paesi, che sono precedentemente appartenuti al Patto di Varsavia e dopo la sua disgregazione hanno aderito all’EU. L’incapacità politica e i gravissimi problemi economici di queste autarchie li renderanno instabili anche perché non vi sarà più la forza equilibratrice dell’Europa. Allora, a mio avviso, si ricorrerà a vecchie ricette collaudate perché note anche agli antichi romani: non c’è nulla che unisce di più un popolo e stabilizzi maggiormente un regime traballante di una guerra e del pericolo di un nemico alle porte. 
Quindi l’ ex alleato contro l’Unità Europea è destinato a diventare il peggior nemico!

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Il Pd vuole uscire dalla crisi creando il ‘fronte repubblicano’.

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Il Partito democratico pensa di uscire dalla sua crisi nascondendo il simbolo e andando alle elezioni sotto le insegne di un “fronte repubblicano” che difenda i valori dell’Unione europea, in una specie di secondo tempo del voto del 4 marzo che veda il ballottaggio definitivo tra sovranisti e anti-sovranisti. Io penso che sia una scelta molto rischiosa. Per varie ragioni.

http://www.paginainizio.com/quotidiani.php?url=webpin.ilfattoquotidiano.it

Tutto giusto, come spesso sono gli articoli di Stefano Feltri. Ma ancor prima di parlare di strategia e di tattica il PD deve decidere COSA vuol essere. Gli manca un’identità. Ciò non è strano essendo nato come incontro fra ex-comunisti ed ex-democristiani di sinistra. E già non era semplice. Ma con Renzi ha provato a diventare un’altra cosa ancora, ovvero ad aggiungere ai due gruppi di cui sopra anche gli ex-forzitalioti. Se il PD non si decide a breve lo stillicidio degli abbandoni (di dirigenti, di militanti e di elettori) non potrà che continuare. E lo dico con grande dispiacere per tutti coloro che rinunciavano alle ferie per andare a friggere salsicce alle Feste dell’Unità.

Il problema è che essere contro qualcosa è facile COME FATTO DA M5S& LEGA, ma non basta: ce lo dimostrano le avventure di Giggino e Salvino, assai bravini nel mestiere di sfasciacarrozze, ma improbabili come governanti. L’analisi che compiono della realtà è superficiale, “il popolo” contro “le élites”: ma che cavolo vuol dire? Essere PER qualcosa, senza diventare un mero esecutore e al contempo rimuovere la realtà, oggi è molto difficile. La base sociale della sinistra qual’è? Cosa “promette”, a fronte delle promesse mirabolanti dei demagoghi un tanto all’ora e la palingenesi che seguirebbe dalla fuoriuscita dall’Europa (nuovi cieli e nuova terra in cui non si pagheranno i debiti)? Questo è un problema che ha la sinistra democratica, come la destra democratica (ma la destra liberale, forse, non esiste più).

Analisi parzialmente condivisibile. Io cambierei senz’altro l’ordine delle “cose da fare”, la quarta di Feltri per me è la prima ed è quella veramente importante.

 Serve un messaggio, un senso. Il Pd si è prefisso una missione impossibile, difendere una idea di politica che sembra superata. Se vuole presentarsi come il baluardo della democrazia rappresentativa e liberale contro le derive sovraniste e illiberali deve liberarsi da ogni compromesso morale, da ogni incrostazione clientelare e para-criminale. Che la formula elettorale sia un listone o una coalizione, poco importa. Il 4 marzo, nonostante quello che dicono molti commentatori, gli elettori italiani hanno votato per avere cambiamenti concreti nelle loro vite. Hanno delle richieste alla politica. Che il Pd ha deciso di ignorare. E’ ora di tornare ad ascoltare.

Poi, io non sono così negativo sull’approccio di Calenda. Intendiamoci, è simpatico e accattivante  carismatico , quello che propone ha alcuni pregi: è concreto, è fattibile, può funzionare per migliorare la situazione, dato che il suo obbiettivo principale è produrre crescita e occupazione. Ma essendo un approccio concreto di cose realistiche, realizzabili e senza concessioni ai voli pindarici, è poco attraente, difficilmente può mobilitare. Ha bisogno di tempo, e di essere confrontato sui risultati concreti con gli altri approcci sul campo. In sostanza, ha bisogno che il governo attuale nasca, operi, e si confronti con la realtà. Che non fa sconti, e obbliga o ad accantonare utopie irrealistiche o a pagarne il prezzo. Allora un approccio “alla Calenda” potrà proporre agli elettori un confronto, gli elettori avranno gli elementi per farlo e i “nuovi” non potranno più dire “gli altri i danni li hanno fatti, noi non siamo stati messi alla prova”. Gli elettori allora giudicheranno. Infatti Salvini ha terrore di questo e cerca di sfuggire in ogni modo al confronto con la realtà per poter sfruttare ancora la sua “verginità” (in realtà fittizia, ma tant’è) con gli elettori. Vedremo che succederà.

 

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Come si è ridotta l’Italia…. e ci si sente pure “oltraggiati” se all’estero veniamo presi in giro

Appesi a Salvini. Il leader della Lega davanti alla scelta: o accetta la mediazione su Savona o si vota a fine luglio. L’ipotesi di voto in autunno non c’è più.

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Occhio che il PdR non ha dato sicura disponibilità, ha detto solo che riflette attentamente sulla proposta di Di Maio, lo preciso così solo per rassicurare i mercati, si sa mai che ci troviamo i carri armati tedeschi a Roma viste le ultimissime minacce.

In questa crisi più irrituale del mondo, nei tempi (biblici), nella girandola di incontri (informali) al Quirinale, nei radicali cambi di linea di Di Maio, passata in due giorni dalla richiesta di impeachment allo “spirito di collaborazione” verso Quirinale, in questa crisi che tocca quasi i 90 giorni, dicevamo, a questo punto la questione si può riassumere così: o Matteo Salvini accetta la proposta (di mediazione) che gli è stata formulata dal leader M5S – potremmo dire: con l’alto patrocinio del Colle – oppure si vota. A fine luglio, o la prima

DITE MATTARELLA SE L’E’ LEGATA A UN DITO? Perbacco, la richiesta di impeachment significherebbe, se fosse una cosa seria e non la stupidata che è, una condanna anche all’ergastolo. Mattarella. NON se l’è legata a un dito perché si rende perfettamente conto di avere a che fare con un diversamente abile, che per altro gli avrà chiesto umilmente perdono domenica di agosto.

E’ un incubo: il conta balle furbo e sfaticato Salvini tiene in sospeso il Paese apparentemente per un interesse di bottega, in realtà perché ha una fifa matta di governare. Salvini ha dimostrato che per puro egoismo personale non ha voluto fare un governo con quegli sprovveduti dei grillini così come aveva già previsto di fare fin dall’inizio. Il suo scopro è quello di distuggere questo paese.  Come diceva Tognazzi ? Toglietevi le fette di culatello dagli occhi così riuscite a vedere il cinismo di questo personaggio.

Questo pastrocchio si chiama INCIUCIO. E visto che le proposte presentate agli elettori e poi trasferite in parte nel contratto, oops INCIUCIO, sono incompatibili nella parte economica, si tratta di OSCENO INCIUCIO.E già perché i due imbroglioni si sono resi conto che le promesse mirabolanti non si possono concretizzare. Basti pensare che nel contratto di governo non vengono riportate le coperture finanziarie. Comunque chi continuerà a votare i due lestofanti sarà complice del declino dell’Italia. Evidentemente sono italiani abili a raggirare con imbrogli e truffe, esattamente come sono abituati a fare Salvini e Di Maio.

POVERI ITALIANI.L’italia rischia il default e questi due giocano a scacchi!!!!! Prima incantati da chi aveva promesso un Impero, poi incantati da chi aveva firmato un contratto con gli italiani.Ora incantati da due soggetti che hanno promesso di “scrivere la storia” e ricchezza per tutti…Come al solito, passato l’amore i personaggi, prima osannati, vengono odiati. Poi PIANGERANNO sul latte versato perché il risveglio sarà duro e catastrofico,ma il popolo ha sempre ragione,anche nel ignoranza.Che vergogna e che pena due nullità che vogliono gOvernarci! uno il giggetto è un poveretto incolto impreparato e insignificante, l’altro un furbacchione che non ha mai combinato nulla nella vita e si atteggia a ducetto da bar.Povera Italia come siamo caduti in basso, Milano si difende grazie ad una persona competente come Sala, mentre la capitale con il totale fallimento dell amministrazione grillina é paragonabile ad una città del terzo mondo e peggio del Cairo pochi mesi e tutto questo castello crollerà,speriamo con danni risolvibili.

Credo si sappia già da molto tempo che nel mondo attuale il bello e il cattivo tempo lo fanno i mercati finanziari, le banche, la burocrazia….si poteva avere già un governo….forse non il “massimo auspicabile”, ma un governo. Un governo che certamente non sarebbe uscito dall’euro ma che forse avrebbe avuto un po’ più voce in capitolo quando si sarebbe trattato di confrontarsi con l’establishment europeo a Bruxelles o in altre sedi.Tre mesi buttati al vento.Tre mesi in cui non si è combinato una mazza. La responsabilità è di tutta una popolazione di terz ordine che la furba egoista boriosa arrogante ma ignorante. C’e’ solo da vergognarsi e da preoccuparsi di essere in un paese con persone di questa fatta. Di pochissima dirittura morale, egoiste, prive di buon senso, e in fin dei conti, stupide.

 

 

 

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Calenda vai avanti e non ti curar di Bersani e soci.Bisogna arrendersi all’evidenza: Bersani&C sono dei Cinque Stelle. Vogliono più spesa pubblica come loro, hanno un’idea talmente dell’Europa che sono contro l’Euro, sono favorevoli a ridiscutere il piano di opere pubbliche, a Taranto magari chiuderebbero l’ILVA. La differenza è che i grillini hanno largo seguito, mentre i LEU sono 4 gatti.

Governo, Pd: “Non ci sottraiamo se c’è un via libera a Cottarelli anche dal centrodestra”

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AGGIUNGIAMO BERSANI E FASSINA E IL GRUPPO  Le CULO E COMPLETO

I dem pronti a rinunciare alla linea dell’astensione. Sul fronte interno, Martina dice sì al fronte repubblicano, ma con la lista del Pd. Botta e risposta su Twitter fra Calenda e Bersani. Orfini: “Ci sono le condizioni per votare subito. Se Lega e m5s sono in grado, facciano un governo” Si tratta, tra telefonate e dichiarazioni pubbliche. Si prova a far uscire il Paese dallo stallo politico. E una delle ipotesi è quella di far partire il governo Cottarelli con una “non sfiducia” o con una fiducia tecnica. Dal fronte del Nazareno arriva un messaggio: il Pd ‘non si sottrae’, anche nel caso il M5S voti contro la fiducia. Se è vero che il segretario del Carroccio potrebbe non ostacolare un ‘governo elettorale’ a guida Cottarelli pur di avere l’indicazione di una data certa per le elezioni in autunno e non più a luglio. In questo caso, tra gli scenari possibili, anche quello di abbandonare l’astensione per votare la fiducia.Nel Pd intanto continua il dibattito interno sull’opportunità di creare un “fronte repubblicano”, la proposta lanciata dal ministro dello Sviluppo uscente Carlo Calenda, ossia un listone unico con l’obiettivo di tenere assieme tutti coloro che vogliono rimanere nell’Europa e nell’euro. A definire i contorni del progetto è il segretario reggente Maurizio Martina che, a Radio Anch’io, chiarisce: “Il Pd sarebbe la lista fondamentale di questo nuovo schieramento che deve nascere, crescere, raccogliere nuove energie; poi le formule le vedremo. Si può ragionare su tutte le ipotesi utili di lavoro. Per me la cosa importante è lavorare a un progetto largo, di coalizione, che aiuti tutte le energie che vogliono dare una mano all’Italia a stare in partita”. Di rincalzo il presidente dem Matteo Orfini aggiunge a Sky: “Ci sono le condizioni per votare subito, se M5s e Lega sono in grado facciano il governo”. Mentre su Twitter Calenda e il leader di Leu Pier Luigi Bersani si rendono protagonisti di un botta e risposta sui possibili scenari elettorali: “E nel mentre Bersani ancora lì a dire che non si può fare un Fronte contro i Lega e M5s perché non siamo sicuri che solo chi è di sinistra sinistra sinistra partecipi. A volte penso che siamo in un video game”.Nel dibattito interviene anche il fondatore dell’Ulivo Romano Prodi. In un articolo scritto su Il Messaggero, l’ex premier legge le eventuali elezioni come uno scontro tra chi crede nell’euro e chi no. Mentre Graziano Delrio, ministro uscente dei Trasporti e capogruppo dem alla Camera, invita a prendere le distanze da Salvini. “O si appoggia lo sforzo di Mattarella o è giusto votare il prima possibile”, dichiara ai cronisti a Montecitorio. Ma Stefano Fassina di Leu in un intervento sull’Huffington Post dice no al fronte repubblicano: “Prodi, Calenda, Pd, fermatevi! La vostra analisi e la conseguente proposta, alimentata dalle spiegazioni al no a Paolo Savona, è foriera di sciagura e contribuisce attivamente a spingere l’Italia nel baratro”.

Ormai di questi L&U non è più possibile dire nulla, senza incorrere nella censura.
Che dire di gente tipo Bersani, D’Alema, Grasso, Fassina, Speranza, ecc. ecc. che di fronte ad una situazione tragica come l’attuale dicono NO ad un Fronte Repubblicano anti-populista (nel rispetto delle differenze di pensiero tra i suoi aderenti), solo perchè chi partecipa non è ABBASTANZA COMUNISTA come loro?

Come dicevo, solo la  censura mi impedisce di scrivere ciò che penso di loro. Bersni chi?ma parla ancora?ma è stato eletto?,mi pare di sì,grazie a un misero 3,15e non nel suo seggio.Non ha capito che fa solo danni quando parla?La proposta di calenda,in un momento storico come questo è molto seria e fondata ed ha ottime possibilità di risultare vincente;altro che sini sini sinistra.bersani se ne stia buono con Fratoianni e rifondazione comunista,così ci saranno buone possibilità che non lo rivedremo più,perchè non raggiungeranno neppure quel misero 3,15% alle prossime ed imminenti elezioni. Calena vai avanti e non ti curar di bersani e soci.Ricordo molto bene mente le continue difficoltà procurate a Prodi da Rifondazione. Bertinotti presidente della Camera che indiceva manifestazioni contro il governo e Turigliatto e Rossi, di Rifondazione anche loro,  che un giorno si e l’altro pure minacciavano di non votare al senato, dove Prodi aveva solo 2 voti di maggioranza. Poi, quando il governo cadde e si andò a elezioni, il giorno che ci furono i risultati degli scrutini (e vincitore fu Berlusconi), ricordo Bertinotti col calice di spumante in mano che festeggiava il +0,1% di Rifondazione.Ecco, LeU (che conta come il 2 di coppe quando la briscola è spade) è il clone di Rifondazione: cariatidi che hanno fatto il loro tempo, ma che sanno benissimo come far fruttare il loro o,1%.

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ORA CARI ELETTORI LA PALLA PASSERA NELLE VOSTRE MANI E MI AUGURO CHE ABBIATE CAPITO CHE GENERE DI PERSONAGGI E DI PARTITI O MOVIMENTI AVETE DATO IL DIRITTO DI GOVERNARE

Governo, la soluzione del rebus entro stasera: esecutivo politico o elezioni ma in autunno.Il Quirinale deciderà se ha fondamento il tentativo di Lega e M5s. E si apre uno spiraglio per il tentativo di Cottarelli.

 

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Carlo Cottarelli aspetta, Sergio Mattarella aspetta. Attendono una risposta da Matteo Salvini, per capire se esiste ancora la possibilità di dare un governo politico all’Italia. Il Movimento 5 Stelle anche questa mattina ha detto di crederci, tornerebbe volentieri sull’ipotesi Conte, togliendo Paolo Savona dalla casella del Tesoro e sostituendolo con un nome rassicurante. Uno nome come quello di Pierluigi Ciocca, economista in passato ai vertici della Banca d’Italia. Troppe le tensioni internazionali, dunque, per tornare a giocare con il fuoco. Sulla soluzione “politica”, però, c’è ancora il freno a mano tirato della Lega, sempre più tentata dalle urne. L’attesa del presidente della Repubblica ha comunque un termine. Il tempo scadrà prima di cena, a quel punto il Quirinale deciderà se ha fondamento il tentativo politico o se dovrà sciogliere le Camere per tornare al voto.

Salvini: al voto subito!!! Ma non subissimo, perché a fine luglio ho il torneo di calcetto. A settembre ho le cure termali. Inoltre evitiamo le domeniche pari che ho le freccette.

Salvini sicuramente vuole incassare, bisogna vedere se il PD vuole regalargli l’incasso o se invece decide di crescere e diventare un po’ più responsabile.E la SETTA presa per il culo dal ruspista si sfogano dicendi. Responsabili! I renzini e gli orfini si sono messi a mangiare pop corn davanti alla play station ed hanno lasciato solo quel pover’uomo di Mattarella. Ma che diavolo c’entra ora il PD? Qui ci sono due dilettanti che non sanno decidere che cosa gli conviene. Non sono stati in grado di mettersi d’accordo fra loro, sanno solo impedire qualsiasi soluzione. Ma vadano in mona! ma la responsabilizzazione del pd  dovrebbe quello di rinnovare la sua classe  dirigente  e affrontare le elezioni con un programma efficace cari SETTARI.E voi a governare.Poveri settari quel furbone dell’autista di ruspe vi ha teso il trappolone e voi ci siete caduti in pieno e siete ancora qui a dar la colpa al PD? proprio senza vergogna…voi poveri novelli della politica vi siete fatti fregare dal volpone Salvini che ora passerà all’incasso in autunno e voi tornerete al posto che vi compete all’opposizione a urlare contro la casta.Anche se la mia speranza e spero non solo speranza, che Salvini a furia di alzare la posta sta facendo terra bruciata intorno a se,poteva andare al governo,ma invece vuole andare a elezioni tirando fuori una scusa dietro l’altra. E allora non si capisce perché pretende di essere rivotato per governare,visto che la sua occasione già ce l’ha adesso,questo dimostra un certo cinismo,il paese è in difficoltà ma lui vuole andare alle elezioni,non a luglio che i settentrionali sono in ferie ma in autunno,nel frattempo il paese è senza governo,anche se lui ne può fare uno.Poi con il M5S rischia di rompere per i suoi continui tira e molla che hanno stufato pure Di Maio. Rischia di dover tornare con Berlusconi ma con la coda tra le gambe,perché il Cav è ricandidabile e se non accetta le condizioni di B. non ha fatto il governo,non va con i 5S e rimane da solo senza neanche Berlusconi.A tirare troppo la corda…

Salvini è il classico tipo che sputa dove mangia! No all’EU, ma dall’EU i sodi gli fanno comodo! La sua politica è andare al governo per fare lo stato di Padania e salutare tutti, ma con l’Euro come la mette? E’ disposto a rinunciare a tanti soldi? E’ talmente incompresibile quello che vuole, che mi sa non lo sa nemmeno lui con precisione, ma si cela dietro il motto: “Prima gli italiani”. Quali quelli della Lombardi a del Veneto?MA NEMMENO QUELLI.COMUNQUE E gli altri? ALLA LARGA DA QUEL LOSCO FIGURO!!! Il Salvini a governare non ci pensa proprio. Ha fatto la sceneggiata napoletana con Savona (che fino a tre settimane fa non sapeva nemmeno chi fosse) perché a lui riesce bene fare la vittima, l’indignato, il capopopolo, l’antieuropeista che dal 94 prende dall’Eruoparlamento 13.500 euro al mese e va a cena con la LaPen a botte di 400 euro a persona (tutto a spese dell’Europa) … prima degli interessi degli italiani vengono gli interessi di partito e alla Lega adesso convengono le elezioni, visto il numero di boccaloni pronti a votarli.

Salvini e Di Maio il 5 marzo hanno cominciato a riempirsi le bocche con il “bene degli italiani” e programmi meravigliosi, per poi fottersene allegramente nel momento in cui si è rivelato opportuno dirottare le proprie scelte verso il proprio tornaconto politico / elettorale. Ci vuole davvero del coraggio a votarli ancora in massa.

ORA CARI ELETTORI LA PALLA PASSERA NELLE VOSTRE MANI E MI AUGURO CHE ABBIATE CAPITO CHE GENERE DI PERSONAGGI E DI PARTITI O MOVIMENTI AVETE DATO IL DIRITTO DI GOVERNARE.VISTO I RISULTATI E LE PAGLIACCIATE FATTE IN QUESTI QUASI 90 GIORNI,ALLE PROSSIME ELEZIONI SARA DOVEROSO LASCIARLI FUORI DAL MONDO POLITICO.A CASA A LAVORARE A GUADAGNARSI LA PAGNOTTA CON IL PROPRIO SUDORE.NON A SPALLE NOSTRE.MI RACCOMANDO CIAO.

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Ora I mercati ogni tanto fanno una pausa, riflettono sul da farsi e dove conviene speculare.

Spread apre a 270 punti.Lo spread tra il titolo italiano e quello tedesco ieri era volato fino a quota 313 punti, ai massimi dal 2012

Il punto e’ che la situazione e’ cosi INCASINATA instabile che per gli investitori, come per noi italiani, e’ difficile capire cosa succederà tra due ore. Faccio un esempio: se tu avessi 10.000 euro nel salvadanaio e avessi bisogno di metterli a frutto, li investiresti in titoli di stato italiani? Oppure, se tu già possedessi 10.000 euro di titoli li terresti ancora o li venderesti di corsa? Una sola cosa e’ certa al signor Di Maio e Salvini non interessa aiutarci a rispondere a queste domande.

E i mercati finanziari, nella loro infinita saggezza, aspettano di capire cosa succederà:
se ci sarà un governo che farà dei vincoli di bilancio il fondamento, e conteranno i nomi
se ci sarà un governo, che se ne fregherà altamente, dei vincoli di bilancio, ed anche qui conteranno i nomi,o se si andrà ad elezioni, col trionfo di Lega ed M5S.

COMUNQUE RICORDIAMO SEMPRE:La moneta più importante è la fiducia. Serve molto tempo per conquistarla e si perde in un attimo. Poi, risalire è molto difficile. Un truffatore difficilmente viene dimenticato. Un paese con 2300 miliardi di debiti, che non ha un governo, e che minaccia di processare il proprio presidente e che aspira a non pagare i propri debiti, anzi, a farne subito molti altri, non è un buon esempio di debitore.

L'immagine può contenere: 9 persone, persone che sorridono

 

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LA PAGLIACCIATA HA DUE COLPEVOLI Salvini e Di Maio

Governo, Renzi: “Pagliacciata che ha due colpevoli, Salvini e Di Maio. Pd prontissimo a elezioni a luglio”

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“Tutti gli italiani si sono resi conto che dopo 86 giorni stiamo assistendo ad una pagliacciata che ha due colpevoli: Salvini e Di Maio. Stanno prendendo in giro gli italiani e gli stanno bruciando i risparmi. Questa cosa dello spread aumentato è la dimostrazione della cialtroneria di Salvini e di Di Maio“. Sono le parole del senatore Pd, Matteo Renzi, ospite di Otto e Mezzo, su La7. “Elezioni a luglio?” – continua – “Il Pd è prontissimo, ma gli italiani ti prendono per matto, perché nella storia italiana mai si è votato a luglio. Sono esplosi i mercati. Il povero presidente della Repubblica è stato vergognosamente insultato e lui ha dimostrato la sua forza e la sua grandezza, mantenendo la lucidità. Per una volta il Pd non c’entra niente. Stavolta questi due signori, Cip e Ciop, sono i veri responsabili di questa situazione di grande, grande, grande gravità”. Renzi cita il contratto di governo M5s-Lega e il professor Paolo Savona: “Sostenere che in un fine settimana si esca dall’euro è allucinante. Io il fine settimana vado a Forte dei Marmi, un altro il fine settimana va a Fregene, un altro ancora esce dall’euro. Per andare dove non si sa. Questa cosa qua, se la vogliono fare, devono avere il coraggio di dirla agli italiani. Vogliono mettersi insieme M5s e Lega? Un abbraccio affettuoso a tutti gli autorevoli artisti che sono andati in tv a dire che i 5 Stelle sono di sinistra“. Poi l’ex presidente del Consiglio rincara: “Stanno iniziando a dire che l’Italia farà la fine della Grecia. Erano 5 anni che non si sentiva più questa espressione. Mattarella deve avere il sostegno di tutti, perché è l’arbitro. Di Maio e i 5 Stelle? Sono passati dalla Casaleggio Associati alla Casaleggio Dissociati. E’ un telenovela sudamericana, con tutto il rispetto per il Sudamerica che non merita questo accostamento”

COME SEMPRE Ha ragione Renzi, Salvini e Di Maio hanno insultato il Presidente della Repubblica, hanno incitato le piazze all’insurrezione contro lo Stato di diritto ed adesso fanno una vergognosa marcia indietro. Dovrebbero dimettersi o almeno scusarsi, se sono coerenti con le proprie idee, perché per me hanno perso la faccia. (ma se fossero coerenti M5s non si sarebbe mai alleato con Lega). Anche lo stimatissimo per non offendere i lecca culo dott. Travaglio è una delusione oramai; un editoriale dove dice che il Colle ha sbagliato, a sostenere le tesi dei 5s, per essere rovinosamente smentito proprio da Di Maio che fa le giravolte sul Quirinale dicendo che l’Impeachment non e’ più sul tavolo perché non lo vuole la Lega. Ma come si fa a sostenere gente cosi? Per esclusione? Non e’ che il M5S sia il miglior partito, forse rappresenta il male minore, ma siamo sicuri? Ciao a tutti.

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C’è qualcosa di preoccupante in ciò che stiamo vivendo.

RI ELEZIONI 2018 ! ?????????

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Agli amici del PD dico.Occorre capire che è ora dello scatto d’orgoglio, esistono le condizioni per tornare a vincere, ma dobbiamo avere una squadra unita in cui nessuno contraddica la linea decisa democraticamente.
Occorre che la squadra sia diretta dal Sentore Matteo Renzi, che rimane la migliore risorsa del PD. Chiedo di tornare al 3 marzo in attesa del congresso.
Le dimissioni di Renzi, non sono mai state ufficialmente accolte, nell’ultima direzione un’indegna gazzarra gli ha impedito di prendere la parola, e per evitare degenerazioni da parte di una minoranza vociante si è nominato Martina Segretario ad interim.
Ma non basta un Segretario per il disbrigo dell’ ordinaria amministrazione.
Al PD non serve un segretario dimezzato, la situazione è tutt’altro che di ordinaria amministrazione, è necessario per tornare a vincere la direzione di Renzi, al congresso lo si potrà riconfermare o cambiare, ma oggi bisogna esprimere grande senso di responsabilità verso il Paese, le Istituzioni, il Partito, gl’iscritti e gli elettori Democratici; c’è un solo modo per farlo: mettere in campo la squadra migliore che il PD possa esprimere!

Per questo mi rivolgo al Matteo. C’è qualcosa di preoccupante in ciò che stiamo vivendo. Mattarella (#iostocon Matarella) ha fatto bene ma ha solo rinviato il problema. FB vale quanto vale ma l’aria che vi si respira è truce, da guerra civile. Minacce e minacce, se osi ricondurre le cose a una riflessione. Solo proclami e parole d’ordine. E’ la voce dell’ignoranza che vuole il potere. E poiché l’ignoranza non sceglierà mai la conoscenza e il dialogo, le prossime elezioni saranno un incubo. Che fare? Evocare la situazione algerina quando vinsero gli islamisti? O lasciar fare? A quel punto altro che Savona, il Ministro dell’economia sarà Grillo in persona. Incubo. Come sempre le persone razionali dovrebbero fare delle scelte e pensare a come rassicurare gli italiani che lavorano e si assumono le loro responsabilità. Penso a Maroni ai Media a Forza Italia (no Berlusconi) alla sinistra scissionista, e ovviamente a te. Se le cose continueranno così, andrà come sempre: sulle ceneri del populismo ricostruiremo l’Italia, ma le ceneri risulteranno necessarie. E ognuno sarà lasciato a se stesso: fughe e furbizie sarà ciò che ci resta, se tanto la casa deve bruciare. Il mio non è pessimismo, ma in base alle posizioni attuali di chi sta con Mattarella non vedo perché un “ignorante” debba smettere di votare per chi ne eleva lo status.Grazie per l’attenzione.

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