Cinque cose brevi brevi sull’Abruzzo

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1. Il Movimento 5 Stelle ha perso quasi 200 mila voti sui 300 mila di un anno fa. Proprio così: ha perso due voti su tre. Ok, si sa, le regionali non sono le politiche e allora: ha perso pure 30 mila voti rispetto alle regionali del 2014. Il 2014 era l’anno in cui il M5S era in crisi perché Renzi faceva il 40 per cento. La candidata alle regionali era la stessa di adesso. Io fossi in loro qualche domandina su quanto si stia facendo prosciugare e svuotare dalla Lega, appiattendosi a destra, me la farei. Vedo che Fattori se l’è fatta. Ma di Maio & company?

2. Abbiamo la prima regione italiana con un governatore di estrema destra, il che forse può porre invece qualche dubbio sulla fine della diade destra-sinistra. La destra, quanto meno, esiste eccome. Anzi, più è estrema meglio sta.

3. A proposito, la Lega non si è mangiata solo un bel pezzo di elettorato grillino, ma pure di Forza Italia (dimezzata in voti assoluti rispetto a un anno fa); insomma il centrodestra ormai in realtà è un destra-centro anzi un destra-destra, con la Meloni che fa da brand sudista per integrare i voti salviniani al centrosud.

4. Divertente il discorso sul centrosinistra. Il Pd ha preso l’11 per cento, roba da semisparizione e in discesa perfino rispetto all’anno scorso, ma l’alleanza nel suo complesso ha preso invece il 31 e rotti per cento: in termini assoluti 195 mila voti, cioè 50 mila in più di un anno fa (includendo, un anno fa, anche il risultato di Leu). Il che vuole dire a) se si fa un’alleanza ampia non tanto con la “sinistra radicale” quanto con l’associazionismo e pezzi di società, attivismo e mondo reale, il centrosinistra va assai meglio che al termine della sciagurata, personalistica e divisiva fase renziana; b) il Pd da solo comunque non va da nessuna parte, mentre il centrosinistra se ritrova uno straccio di radice sociale si porta a casa quasi un terzo dell’elettorato anche in un momento terrificante come questo.

5. In generale, se non va a votare un elettore su due, è comunque tutto molto molto mobile (oltre che abbastanza triste).

6. La REAZIONE setta canta M5S “Devono morire di fame”, “meritano il peggio”: le reazioni della base 5S SETTARI La musica è finita” “Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile bojata.

I numeri non mentono mai: in Abruzzo c’è un partito che in meno di un anno è riuscito a passare dal 40% al 20% scarso. In termini numerici i risultati sono ancora più lapalissiani: dai 303mila voti del marzo scorso ai 116 mila di ieri. Ora, è verissimo che politiche e regionali sono elezioni molto diverse ma è altrettanto vero che numeri di questo tipo non indicano una sconfitta ma una vera e propria Caporetto.
D’altronde il sottoscritto, che ha la malsana abitudine di provare a guardare la realtà dei fatti e non vive nell’ iperuranio ve lo ripete dall’ estate scorsa che scodinzolare dietro a Salvini non sarebbe stato un buon affare, perché, naturalmente, tra l’ originale e la brutta copia, le persone scelgono sempre l’ originale. Ora i 5 stelle possono decidere che cosa fare: se continuare ad espellere i loro senatori per compiacere Salvini; a non dire una parola contro Salvini neppure quando questo attacca senza requie il sindaco di Roma o il presidente della Camera; se continuare insomma a fare i servi sciocchi della Lega oppure se iniziare a farsi due domande con un briciolo di autocritica e di umiltà. Nel secondo caso si possono ancora salvare. Nella prima opzione faranno la fine di vostri amici dal LeU. Anzi, pure peggio.PIAZZALE LORETO.

Cinque cose brevi brevi sull’Abruzzoultima modifica: 2019-02-11T19:04:15+01:00da bezzifer
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