Maroni e Zaia fanno campagna elettorale coi soldi di lombardi e veneti, una cinquantina di milioni buttati via.

Con il referendum sull’autonomia, la Lombardia otterrà miliardi di euro? Lo ha detto Roberto Maroni, presidente della regione, ma le cose non stanno proprio così.

 

Il prossimo 22 ottobre in Veneto e Lombardia si voterà per un referendum in cui verrà chiesto ai cittadini se vogliono che la loro giunta regionale faccia richiesta allo Stato di ottenere maggiore autonomia. Il referendum è stato molto pubblicizzato, in particolare da Roberto Maroni, presidente della Lombardia. Secondo Maroni, se vinceranno i Sì all’autonomia la Lombardia potrà trattenere sul territorio molti dei soldi delle imposte che attualmente finiscono allo Stato centrale: «Il Sì al referendum sull’autonomia della Lombardia significa portare 27 miliardi in più ai lombardi». Il problema, però, è che non è vero.

Quando fu eletto Presidente della Lombardia era a capo di un partito che aveva come slogan “Prima il Nord”, coniugato per l’occasione in “Prima la Lombardia”. Immagino che tutti ricordino anche la storia federalista di Maroni e della Lega (e secessionista, a fasi alterne, ma comunque sempre autonomista). Direi quindi che il mandato politico per la richiesta di autonomia ci sia già stato: ampio, preciso, indiscutibile. Ora: Presidente Maroni, dopo 4 anni e mezzo di amministrazione (e i precedenti 15 a sostegno di Formigoni), ci dica quali sono i risultati ottenuti, che la volontà dei lombardi le era già chiara da un bel po’. Dovrebbe oggi spiegarci a che punto sia la richiesta di maggiore autonomia, non chiederci se può avviare il processo. Ci spieghi: perché non ha già attivato la richiesta ex art. 116? Aggiungerei a quanto già detto sopra anche il fatto che Maroni si presentasse in campagna elettorale promettendo di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia: perché nessuno ne ha più parlato? Dopo quattro anni e mezzo di giunta, Maroni non ha raggiunto il suo obiettivo ed ora, in vista dell’esame elettorale, usa il referendum come volano per rialzare il disattento consenso popolare, con una propaganda a dir poco imprecisa. Prima di fare un referendum è utile valutare la domanda secondo alcuni dei principi che conosce bene chiunque abbia fatto un questionario.Una domanda di questo tipo non verrebbe inserita in un questionario perché tendenziosa. In altre parole, è una domanda che porta le persone a rispondere in un certo modo per come è formulata. Si avrebbe un effetto simile chiedendo: “ti piacerebbe avere più soldi”?.Purtroppo però il valore dei dati ottenuti tramite una domanda tendenziosa è proporzionale alla qualità della domanda.

Più che un referendum per dare maggiore autonomia a Lombardia e Veneto, sarebbe ora di farne uno per togliere lo status di regioni a statuto speciale quelle che lo hanno.

E’ una roba anacronistica, foriera di sperperi, corruzioni e clientele, pagate dalle regioni a statuto ordinario, e che sarebbe ora di eliminare una volta per tutte.

Di sperperi, corruzioni e ruberie in Trentino sono piene le cronache. Certo non raggiungeranno i livelli di leggendario malgoverno della Regione Sicilia, ma si tratta di una ben magra consolazione. In realtà gli enti locali e in particolar modo le Regioni hanno dato una misera prova di se’ in questi primi decenni di Repubblica, indipendentemente dalle differenze Nord-Sud che esistono da quando esiste l’Italia. Le Regioni hanno continuato ad espandersi diventando enormi e costosissimi apparati burocratici senza apportare alcun vantaggio al cittadino; al contrario hanno aumentato burocrazia, tasse e creato confusione ed inefficienza entrando costantemente in conflitto con le competenze proprie dello Stato centrale. Il caso delle vaccinazioni del Veneto è solo l’ultimo di una lunga serie di esempi di come l’autonomia regionale ormai rappresenti un disastro per i cittadini. Ma la vera domanda è: Perchè ogni forma di amministrazione del territorio sulla carta sembra perfettissima, nei fatti causa sempre problemi? Facciamo alcuni esempi:
Statuto speciale: Trentino (bene), Sicilia (male)
Regionalizzazione su modello tedesco (rif. Titolo V):
Esistono regioni virtuose e non.
Ma soprattutto sono aumentati a dismisura i conflitti stato- regione. Io non capisco in che modo dato che le competenze dell’uno e dell’altro sono elencate?

 

Maroni e Zaia fanno campagna elettorale coi soldi di lombardi e veneti, una cinquantina di milioni buttati via.ultima modifica: 2017-09-07T17:35:05+00:00da bezzifer
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