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25 aprile, una festa minacciata.

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25 aprile, una festa minacciata. Mattarella all’Altare della Patria dà il via alle celebrazioni. In un clima di revisionismo strisciante, di provocazioni neofasciste e di divisione politica.

A Vittorio Veneto, Sergio Mattarella ha detto che la memoria è “un dovere morale e civile” perché gli eventi della Resistenza “compongono l’identità della nostra Nazione da cui non si può prescindere per il futuro”. Ma anche perché la lotta per la Liberazione “con la sua complessità, è un fecondo serbatoio di valori morali e civili”. “Ci insegna che, oggi come allora, c’è bisogno di donne e uomini liberi e fieri che non chinino la testa di fronte a chi, con la violenza, con il terrorismo, con il fanatismo religioso, vorrebbe farci tornare a epoche oscure, imponendoci un destino di asservimento, di terrore e di odio”. D’altra parte, ha aggiunto il capo dello Stato, “la Storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva”.

“Contro interessate riscritture della Storia” occorre ribadire che la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo rappresentano per l’Italia “un nuovo Risorgimento” in cui la nazione “ha ritrovato la propria dignità” ha affermato ieri Mattarella incontrando le associazioni dei combattenti. Insomma una festa di “tutti gli italiani”, diversamente da quanto sta avvenendo nel dibattito politico, che si è nuovamente diviso nei giorni che hanno preceduto questo 25 Aprile. Una festa amara per le numerose dimostrazioni dei neofascisti che si sono susseguite negli ultimi giorni, dallo striscione “Onore a Mussolini” esposto dagli ultras laziali nei pressi di Piazzale Loreto a Milano, alla vandalizzazione di lapidi partigiane. Discussa in particolare poi la scelta di Matteo Salvini, ministro dell’Interno, di non prendere parte alle celebrazioni e di andare invece a Corleone per inaugurare un commissariato, perché “la vera Liberazione è dalla mafia”.

1. Il 25 aprile può essere ripudiato solo dai fascisti
2. La grande maggioranza dei partigiani erano comunisti.
3. Ma molte forze partigiane erano anticomuniste
4. Quindi il 25 aprile commemora solo gli ideali comuni, democrazia, libertà, solidarietà…Gli ideali della costituzione
5. Chi non commemora il 25 aprile si oppone quindi a quegli ideali
6. Dopo il 25 aprile di fascisti in giro non ce n’erano. I coraggiosi si erano immolati, i vigliacchi si erano nascosti e riciclati.
7. Al 25 aprile questi fascisti vigliacchi imboscati rispuntano in grande massa.

Conclusione : la maggioranza di chi non festeggia il 25 Aprile è l’erede di fascisti vigliacchi imboscati. Chi è contro il 25 aprile è figlio di quella gente vile che a Milano, quel giorno, chiusero porte e finestre nel timore di essere trascinati a Piazzale Loreto ed appesi come meritavano.
I comunisti furono deboli, ebbero pietà. Andavano ammazzati tutti come cani rognosi. Quei cani rognosi hanno figliato i leghisti di oggi… e Casa Pound…Siamo al secondo tempo di quel film.
Oggi però non avremo più pietà…Altro che Nutella e Moschetto…. degli scimpanzé della padania, figli di celtiche pene dei wickinghi…PERCHÉ OGGI.Il Governo del Degrado e della Vergogna istituzionale, morale, sociale e intellettuale, ormai ha preso le distanze dal senso di civiltà e di democrazia, opponendo solo proclami inconcludenti e forme malate quanto misere di pseudo dittature da commedia, considerando che tollerano e agevolano celebrazioni fasciste di teppisti esaltati senza memoria e dignità. Livelli di anti democrazia preoccupanti, ai quali opposizione e istituzioni dovrebbero devono ribellarsi e non solo indignarsi.Ora serve agire,non con la paura o e la violenza,ma con la testa,ITALIANI basta non votarli e tornano nelle fogne dove sono stati per 70 anni,se si vuole la democrazia serve testa,non pancia o e menefreghismo, il menefreghismo lo addebito a chi non va a votare,perché con voi astenuti o non votanti più il popolo democratico e votante assieme,dovreste sapere che siamo la maggioranza,se ci uniamo potremo avere una bella ITALIA democratica,altrimenti non lamentiamoci se il fascismo ritornerà. E non ci saranno più partigiani e o alleati che ci libereranno.STA TUTTO IN NOI.AUGURI ITALIA. E BASTA CON LO SLOGAN MA CHI VOTIAMO,VI RICORDO CHE IL GOVERNO RENZI GENTILONI CI HA FATTO USCIRE DA UN CRISI SPAVENTOSA,PORTANDOCI IN POSITIVO ECONOMIA E SVILUPPO, ANCHE SE I MEDIA E L’ACCOZZAGLIA SINISTROSA PIÙ I PENTA&LEGA FASCISTA,VI HANNO FATTO IL LAVAGGIO DEL CERVELLO.E ORA SI VEDE IL RISULTATO.

PER FORTUNA SI PUÒ TORNARE AL RECENTE PASSATO PER AVERE UN FUTURO.STA TUTTO IN NOI.

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IL GOVERNO CABARET Ai conti ormai non pensa più nessuno, conta solo l’infinita campagna elettorale.

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Proseguono, come in un cabaret, le risse fra Di Maio e Salvini. Intanto le settimane passano e si avvicina la stagione (autunno) in cui si dovrà pensare alla nuova legge di stabilità. Questa legge non si può non fare: è il bilancio dello Stato, e un bilancio va comunque scritto.

Da come si stanno mettendo le cose non si ha idea di chi possa scrivere una legge di stabilità decente. Se non si vogliono accettare gli aumenti automatici dell’Iva (messi come clausola di salvaguardia) bisognerà fare molti salti mortali. In questi giorni le cifre si sprecano, ma si sa che solo per evitare l’aumento dell’Iva servono (subito) almeno 23 miliardi. Poi c’è il resto.

Dove trovare tutti questi soldi? Il governo gialloverde sembra pensare che da qualche parte arriveranno, miracolosamente. Ma non è mai successo e non succederà nemmeno questa volta.

Allora ci sono solo due possibilità. La prima è che i gialloverdi, con qualche scusa, se ne vadano lasciando a altri il compito di rimettere ordine e di recuperare i 30-40 miliardi che serviranno.

La seconda è che trovino il coraggio di lanciarsi lungo la strada del debito crescente: debiti, cioè, senza più limiti. “Vaffa alla commissione di Bruxelles”, e via.

Ma si può fare? Sì, si può. Anche se bisognerà immaginare un’Italia molto diversa da quella di oggi. Fuori dalla comunità europea e anche dall’euro, con le banche nazionalizzate (ma con quali soldi?) in modo da poterle obbligare a compare Bot. E così via.

Questa strada, che piace ai sovranisti e che sembra facile da percorrere, ha un solo, enorme difetto: non porta a nessuna crescita. È una sorta di abbonamento alla stagnazione perenne. Per chi avesse dei dubbi, andare a vedere il Giappone degli ultimi trent’anni.

Fantascienza? Forse. Ma non si vedono i gialloverdi al lavoro su idee credibili. Tutti a far vedere chi è più tosto.

La buona amministrazione, invece, sembra scomparsa.

Purtroppo, è tutto quello che sanno fare: campagne elettorali infinite

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IL SGOVERNO STA FACENDO Una sceneggiatura perfetta.

Risultati immagini per IL GOVERNO STA FACENDO Una sceneggiatura perfetta.Adesso assicurano che la crisi non c’è e non ci sarà, dopo il giorno il cui sembrava imminente. Lo dice Luigi Di Maio, mostrando il volto buono, dopo aver esibito i muscoli in tv, a Consiglio dei ministri in corso: “Stop polemiche, il governo va avanti altri quattro anni”. Lo dice anche, sia pur con maggiore scetticismo, Matteo Salvini, assai meno schiumante di rabbia rispetto al giorno prima, quando si era precipitato a dichiarare, sempre a Consiglio dei ministri in corso, mentre l’altro lo attaccava in tv sul caso Siri: “Siamo nelle mani di Dio, per quel che mi riguarda continuerò a lavorare per i prossimi quattro anni”.

UNA MANICA DI BUFFONI CHE RAPPRESENTANO ALLA PERFEZIONE IL CIALTRONISMO DILAGANTE IN ITALIA. Lo specchio del Paese che li sostiene.

Certo il governo si fa opposizione da solo. Difficile essere più efficaci di se stessi nel dimostrare la propria stupidità. Lasciamoglielo fare.
Intanto aspettiamo che i nodi vengano al pettine
C’è la Raggi
C’è Siri
C’è laTAV
C’è la flat tax
C’è l’IVA
C’è la Libia
Se non fosse che è tutto sul nostro conto, lo spettacolo comincerebbe a divertirmi.

La ragione di stare insieme quando si inizia la legislatura, è assai diversa da quella dopo un anno e mezzo di Governo.
Prima si parlava di progetti, ora si valutano fatti e risultati: Pil a zero virgola il decimale, disoccupazione in aumento, maggiore costo per interessi sul debito; una ventina di Miliardi in più, in uscita a bilancio per il biennio 2019-2020. 
Le sceneggiate demagogiche ormai hanno le settimane contate.

OGGI SALVINI HA SMENTITO L’ESISTENZA DELL’EMERGENZA MIGRANTI ! DIMOSTRANDOSI IL PIÙ’ GRANDE CAZZARO DELLA STORIA D’ITALIA !!!

Abbiamo un Ministro degli interni che in campagna elettorale parlava di circa 600.000 irregolari in Italia da espellere in fretta, rubando voti agli italiani, ora smentisce se stesso parlando di circa 90.000, senza alcun pudore e senza alcuna vergogna, mentre i 5 stelle cercano disperatamente di recuperare i valori e la loro identità, attaccando un giorno si’ e un giorno pure gli alleati di governo. Nel frattempo, però, tutti rimangono attaccati alle poltrone mentre l’economia ristagna, lo spread ed il debito salgono senza sosta.

Irresponsabili senza civiltà, maestri solo di ladronerie corruzione, bullismo e analfabetismo istituzionale. Guitti privi di qualsiasi dignità. Quando questi due ubriachi ( che ora fanno : mantiemimi che ti mantengo),dicono che dureranno altri quattro anni,chi ci crede?Nemmeno loro.Il dramma è : quando cadranno per terra,chi avrà il coraggio di rimettere su la baracca disastrata? Come dico sempre ,parliamoci chiaro,se molti gli italioti danno ancora consenso a questi pirati ubriachi,dimostra che son proprio loro i veri malati gravi.Non si scappa, ognuno ha quel che si merita. Non occorrono le analisi, basta l’evidenza che le forze più oscure – la mafia e il fascismo – stanno dilagando occupando le piazze e gli scambi.E VEDO UN FUTURO MOLTO INCERTO E BRUTTO.

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Il fascismo fu un regime nemico degli italiani. MATTARELLA

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Mattarella: il fascismo fu un regime nemico degli italiani

Il Presidente della Repubblica: “la festa del 25 aprile ricorda il nostro secondo risorgimento, il momento in cui l’Italia è risorta dalle ceneri della seconda guerra mondiale”

Mai come quest’anno il 25 aprile è al centro di una bufera politica: tra i ministri della Lega – tra cui Salvini – che decidono di non partecipare alle celebrazioni, i fascisti a Milano che espongono striscioni in onore di Benito Mussolini e varie rivisitazioni della storia che si manifestano in tutta la Penisola, ora più che mai sono importanti le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha dichiarato, nel ricevere gli ex combattenti al Quirinale: “I giovani facciano propri i valori costituzionali. La festa del 25 aprile ci stimola a riflettere come il nostro Paese seppe risorgere dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. Un vero secondo risorgimento”.
Riguardo poi il caos dello striscione affisso a Milano dai tifosi della Lazio il Presidente non lascia spazio a dubbi: “Il fascismo è stato un regime nemico degli italiani”. 
“Conoscere la tragedia il cui ricordo è ancora vivo ci aiuta a comprendere le tante sofferenze che si consumano alle porte dell’Europa che coinvolgono popoli a noi vicini”, ha aggiunto Mattarella, “Domani in moltissime località verranno ricordati le donne e gli uomini, i civili e i militari, i sacerdoti che contribuirono al riscatto del nostro Paese” ha concluso Mattarella. 

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SALVINI! Chi fugge, fugge. Per coerenza avresti dovuto travestirsi da tedesco anche lui. Il tuo DUCE.

Mussolini fuggì travestito da tedesco. Vauro ironizza sulla ‘fuga’ di Salvini dal 25 aprile

Una vignetta spiega con perizia il vero retroscena della diserzione di un ministro della repubblica dalle celebrazioni per la Liberazione

La vignetta di Vauro su Salvini e Mussolini

La vignetta di Vauro su Salvini e Mussolin

Salvini, sprezzante come al solito e camerata di tavolate con i fascisti di CasaPound, gli stessi che alla faccia della legalità sono responsabili di molte illegalità, non celebrerà il 25 aprile.Del resto un estremista di destra che in vita sua è passato dall’essere comunista padano a nazionalista para-fascista è solito vivere di giravolte, tanto qualche beota che si fa ingannare lo trova.Ora Vauro ha ironizzato sulla ‘fuga’ dal 25 aprile di Capitan Nutella. Ricordando quando il Benito che piace tanto ai suoi camerati tentò di fuggire dall’Italia travestito da soldato tedesco. Un codardo che aveva ucciso e mandato a morire centinaia di migliaia di persone e che scappava senza dignità.Chi fugge, fugge. Per coerenza avrebbe dovuto travestirsi da tedesco anche lui.

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SALVINI CONTRO L’ITALIA Nella prossima Commissione voglio un posto dove girano i soldi. Ma deciderà Macron, non lui. E il presidente francese stima solo Renzi e Draghi.

Risultati immagini per Matteo Renzi e Mario DraghiSpesso accusato di non esistere, il nostro ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi invece esiste e è anche persona accorta. Nei giorni scorsi ha scritto infatti all’Unione europea, pregandola di tenere pronta un’azione di intervento nel caso di arrivi consistenti di migranti dal Nord Africa, vista la situazione.

Moavero, insomma, ammette che da soli, se le cose dovessero mettersi male, non potremmo farcela (chiusura o non chiusura dei porti…) e chiede a Bruxelles di tenersi pronti.

Speriamo che non accada nulla di grave. Ma, se dovesse accadere, molto probabilmente dovremo constatare, ancora una volta, la stupidità di Salvini, che in questi mesi ha fatto di tutto per isolarci dal resto dell’Europa. E che, ancora oggi, continua nelle sue sciocche polemiche con Macron, che sarà l’uomo forte dell’Europa post elezioni.

Lo stesso Salvini, peraltro, sta insistendo su una teoria del tutto campata per aria. Sostiene infatti che nella prossima commissione l’Italia dovrebbe avere un dicastero importante (“dove girano i soldi, per aiutare l’Italia”). È probabile, invece, che alla fine non abbia proprio niente. Il nostro paese rischia di essere l’unico con un governo sovranista, collocato quindi fra i perdenti e non meritevole di troppe attenzioni.

Inoltre, e Salvini non si arrabbi, oggi ci sono solo due italiani che Macron e gli altri accoglierebbero volentieri nella Commissione: Matteo Renzi e Mario Draghi, entrambi non proprio in sintonia con Salvini. Gli amici del ministro dell’Interno, da Siri in avanti, sono considerati dei piccoli pasticcioni o imbroglioni con i quali nessuna persona per bene vuole avere a che fare.

Essere stati coerenti e positivi alla fine paga. Essere stati invece rumorosi e dannosi, come Salvini, procurerà solo altri danni, oltre a quelli già visti.

E così l’Italia, socio fondatore, custode dei “trattati di Roma” (da cui è nata la Comunità) rischia di rimanere fuori dalla prossima commissione.

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IL CIRCO GOVERNATIVO DA SPETTACOLO Riunioni notturne, grandi risse, tutto per acchiappare voti.

 

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Hanno ragione sia quelli che dicono che non abbiamo più un governo che quelli che dicono che ne abbiamo due. La verità è che il gioco sta sfuggendo di mano sia a Salvini che a Di Maio. Ma perché si è arrivati a queste sceneggiate notturne, con urla e strepiti?

La ragione è sempre la solita: le imminenti elezioni europee. Tutti e due vogliono vincere e quindi tutti e due sono alla ricerca del gol perfetto, del tiro in porta che lascia l’avversario senza fiato.

Per Salvini questo significa mandare a casa la Raggi, sindaco di Roma, per manifesta incompetenza e cattiva amministrazione (tutte cose evidenti, peraltro).

Per Di Maio, il gol perfetto è costringere il sottosegretario Siri a dimettersi, in modo da segnalare che i 5 stelle sono sempre quelli dell’onestà, implacabili nel loro voler tenere pulita la casa del governo gialloverde. Insomma, i custodi della moralità. Persino il vecchio trombone della collina di Sant Ilario è sceso in campo per tuonare contro Matteo Salvini.

Nessuno può dire se ci sarà crisi di governo oppure no. L’esperienza porta a dire che non ci sarà: fare i ministri piace troppo a entrambe le parti. Meglio avere in mano mezzo governo che niente. Inoltre, chi dovesse lasciare non è sicuro di poter tornare un giorno al governo.

Resta il fatto che anche il tormentato Consiglio dei ministri di ieri notte non ha avuto al centro la crescita, ma solo questioni di prestigio e di ruoli.

Con un Di Maio (il più trasformista, camaleontico dei due) che domani andrà a rendere omaggio persino alla Brigata ebraica (chissà chi diavolo gliene ha parlato…), il massimo dello chic per chi vuole darsi una connotazione di sinistra (persino l’Anpi è da anni in polemica con la Brigata ebraica).

Salvini, fermo nella sua idea di rinnegare la Resistenza, andrà a Corleone perché là c’è la mafia (ha impiegato quasi un anno, ma alla fine se ne è ricordato…).

Insomma, spettacolini politici. Con un Di Maio che guarda a sinistra e sogna un governo con il Pd, e un Salvini che invece non vuole più niente a destra: solo lui.COME IL DUCE

Intanto, visto che pensano solo a spendere soldi, lo spread, implacabile, sale.

Prepariamoci a pagare.

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Qualcuno spieghi all’illuminato Salvini che nessuno di quelli che conosce la storia del ventennio pensa che il 25 aprile sia una festa solo per comunisti…. e comunque, solo nella testa di legno dei fascisti il 25 aprile è una festa comunista.

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25 aprile, Mattarella: “Fu il nostro secondo Risorgimento. La storia non si riscrive”. Salvini: “Festa non solo dei comunisti” Il capo dello Stato incontra un’associazione di ex combattenti: “Domani il ricordo di chi riscattò l’Italia”. Di Maio sarà alle manifestazioni per la Liberazione con tre ministri M5S. Zingaretti: “Tutti stiano con le orecchie aperte”

Una vigilia del 25 aprile mai così piena di polemiche. Tra ministri – della Lega – che decidono di non celebrarlo, polemiche anche nel governo sul significato della Liberazione, tifosi laziali che inneggiano a Mussolini a Milano. In questo quadro, le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, risuonano chiare ed inequivocabili: “I giovani facciano propri i valori costituzionali. La festa del 25 aprile ci stimola a riflettere come il nostro Paese seppe risorgere dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. Un vero secondo risorgimento in un Paese materialmente distrutto e gettato nello scompiglio dal regime fascista nemico e da quello monarchico”, ha detto il capo dello Stato durante una cerimonia al Quirinale con le associazioni dei combattenti.

Purtroppo l’unica cosa da constatare , è che non è bastato l’antifascismo settantennale per far
nascere un’Italia coesa, solidale e decisamente post-fascista. Chi, ahimè, si è nutrito di retorica,
o, almeno, ha pensato di poter vivacchiare su quei nobili sentimenti, senza pensare di doversi
sforzare di attuare nella pratica quotidiana quelle conquiste, ha miseramente fallito. Se un
novello messia felpato , direi quasi persino fintamente armato , eccita le fantasie del 30 per cent
dei votanti italiani anno 2019, c’è qualcosa che è andato storto. Quanti soffrono nel vedere
l’Italia ed i giovani laziali inneggiare a Mussolini dovrebbero fare un grosso esame di autoanalisi,
oltre a condannare.
MA E CONCLAMATO CHE!  Tra noi italiani c’è una maggioranza di fascisti e la presenza al
governo di un senza ideali come il felpa lo certifica. Il capetto padano fa quello che gli italiani
vogliono, fa il gradasso come quello che lo ha preceduto quasi un secolo fa, non importa se
provoca danni di cui pagheranno le conseguenze, saranno sempre pronti a dare la colpa agli
altri, non si sa bene a chi.Che gli Italiani siano in gran parte fascisti lo diceva anche l’altro duce
che affermava di non aver avuto bisogno di inventare il fascismo perché lo aveva trovato negli
italiani.La democrazia è faticosa, impegnativa, richiede partecipazione; la dittatura è molto più
comoda: tanti di noi considerano, disgraziatamente, la libertà un bene superfluo di cui si può
benissimo fare a meno; ed è per questo che è fondato il timore – contrariamente a quel che fa
finta di credere Salvini – che il fascismo  possa ritornare, ovviamente sotto forme aggiornate

 

Salvini è cresciuto tra i centri sociali milanesi nel mito del secessionismo; dopo la fine di Bossi, ha trasformato il partito in forza nazionalista,ispirandosi a partiti neofascisti come Forza nuova; ha preso a piene mani dai programmi di quell’area politica: Forza Nuova è da 15 anni che esprime i concetti oggi predicati da Salvini. Stando così le cose, come si può pensare che la testa di minchia che si ritrova Salvini abbia rispetto per il 25 aprile?  Salvini ricordati che assieme ai comunisti  sono morti tanti che comunisti non erano né lo sono diventati. È grazie a loro che oggi può parlare senza censura. La bocca se l’amore sciacquino i tanti che la pensano come lui.

Dire che il 25 aprile debba essere una ricorrenza per tutti e non solo per la sinistra è più che corretto. Io non mi definisco di sinistra ma sono antifascista. Allora Salvini vai a ricordarlo su qualche palco in Italia, non trovarti la scusa che vai a Corleone contro la mafia visto che la giornata contro le mafie è il 21 marzo, perché il 25 aprile pure i mafiosi sono in vacanza. Solo che ti fanno comodo i voti dei nostalgici del del Ventennio vero?

Esponente con orgoglio il Tricolore Repubblicano, alzato con il sangue dei vari patrioti che hanno combattuto contro l’oppressione della dittatura, dai socialisti ai cattolici, ai conservatori ai liberali, il 25 aprile è la festa degli Italiani e la condanna dei fascisti. Viva l’Italia! Viva la Repubblica Italiana!

 

 

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La grande menzogna del Pd, che vive senza un programma.

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Non so se vi rendete conto che il Partito Democratico non ha un programma, eppure questa non è una novità. Per anni e anni, centrosinistra e centrodestra si sono alternati al potere; tutto l’arco parlamentare si divideva in pro e contro Berlusconi e sul conflitto d’interessi delle Tv (poi ci ha pensato Internet) ma di sensibile non cambiava mai niente, e i cittadini venivano distratti come tanti polletti con argomenti secondari, mentre il lavoro veniva sistematicamente precarizzato dai partiti di entrambi gli schieramenti, tutti insieme, appassionatamente. Qualcos’altro ci hanno lasciato in dote: Berlusconi soffocò l’economia passando dalla lira all’euro in modo troppo repentino (il doppio prezzo lira-euro andava mantenuto per molti più anni) colpendo in tal modo i lavoratori a paga fissa. Il centrosinistra da parte sua si è votato al neoliberismo sin dal 1981 e con Ciampi e Andreatta (col divorzio Bankitalia/Tesoro) ha indebitato il paese verso le banche italiane, mentre Monti, Draghi, Prodi, Amato, D’Alema e sempre Ciampi ci hanno incatenato nella moneta unica col rapporto di ingresso troppo forte (marco-lira 990) creando debito estero; un cambio che fu drogato da repentini scambi monetari ad hoc realizzati dalle banche europee e italiane (vendettero marco per comprare lira).

La moneta troppo forte per una economia non equivale ad essere forti, ma anzi a diventare più deboli. Moneta troppo forte equivale ad alta disoccupazione, a bassi salari e alla ben nota desertificazione industriale. Forte devi diventarlo, la moneta forte non è lo strumento ma la conseguenza! Ci diventi se il mondo scambia la sua moneta per la tua, cioè se esporti più di quanto importi (e la tecnologia ti permette di farlo a lungo termine) e se richiami turisti. La Cina, ad esempio, molto presto avrà una classe media benestante che comprerà i prodotti stranieri nei supermarket. Sono centinaia di milioni di persone… Ecco spiegate le ragioni per cui il partito di Zingaretti non ha un programma. Il Pd attualeè il partito dell’austerity e non può rivelare cosa ha intenzione di fare, perché ciò sarebbe controproducente a livello di consenso: sarebbero tagli e tasse, con qualche favore al proprio bacino elettorale. Non lo dico polemicamente, lo ha sempre fatto.

Sul cui programma lavoravo sin dal dicembre 2011 (“Il neoliberismo che sterminò la mia  generazione”, edito da Andromeda: per chi volesse consultare in merito questo è il video nella Sala Conferenze della Camera) nel fondamentale paragrafo – un tantino predittivo? –  “Come un cittadino informato rilancerebbe l’Italia”, conteneva questi punti (in neretto quelli realizzati o prossimi alla realizzazione da parte del governo): 3) Riconversione industrie verso settori tecnologici; 4) Riprofessionalizzazione della forza lavoro mediante corsi gratuiti; 5) Nuovo piano industriale (energia e ristrutturazione preesistente); 7) Messa in sicurezza del territorio investendo nell’idrogeologico; 9) Blocco privatizzazioni assets industriali; 18) Pensioni minime a 780 euro; 19) Tetto massimo alle pensioni (è stato fatto in questo caso qualcosa di temporaneo ma comunque lodevole); 20) Separazione banche di investimento da quelle commerciali; 21) Reddito di cittadinanza; 22) Salario orario minimo garantito.TUTTO CIO  Era tutto intrinseco NELLA MODIFICA COSTITUZIONALE DI RENZI,MA IL PD E L’ACCOZZAGLIA INTRINSECA LA BOCCIARONO.

In conclusione (mi piacerebbe che per rispetto della onestà intellettuale questo pezzo venisse condiviso da tutti, da 5S, Pd, Fi, ecc) l’unico interesse di Zingaretti pare essere la redistribuzione delle poltrone e del potere all’interno dell’apparato; un apparato spezzettato in correnti forgiate sull’interesse della carriera personale (e non mi interessa parlare del fatto che Zingaretti sia indagato e prescritto; mi pare molto più importante evidenziare la mancanza di spessore). L’interesse di Di Maio, solo contro tutti, è continuare a riconsegnare al paese una soglia minima di sicurezza sociale (e deve riuscirci con la Lega, non avendo il 50%+1 purtroppo). Tutto il resto sono chiacchiere.

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Salvini è al top ma rischia: non ha una visione per il futuro ed è davanti al burrone.

Risultati immagini per davanti al burrone.Avanti il prossimo. Giù nella scarpata ci sono le icone semoventi di Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Matteo Renzi, per dire solo dei più noti e dei più recenti. Ora il primo in alto, davanti al precipizio, nel cono di luce, è Matteo Salvini e tutti gli occhi sono puntati su di lui e sull’orologio che segna il suo tempo, per vedere quanto dura, se ci sono segni e scricchiolii sinistri, se comincia a scivolare pure lui nel burrone. È inesorabile la macchina dell’oblio e del rigetto che macina leader, li brucia, li consuma e poi li vomita, li spara in cielo e poi ricadono in terra, per una misteriosa forza di gravità che coincide con la precarietà, tramite overdose. La parabola dei leader è veloce, la loro esposizione mediatica è la causa del loro folgorante successo e pure del loro precipitoso declino. È una legge inesorabile della politica senza fondamenti, della leadership emozionale. La cosa più terribile è che non lasciano traccia, le scie dei rimpianti durano poco e poi restano a una minoranza scarsa, sempre più scarsa. È irripetibile il loro momento d’oro, le stesse cose che una volta conquistavano consensi e perfino entusiasmi, diventano a un certo punto insopportabili cliché; basta, non ne possiamo più di quel repertorio, quella faccia, quella voce. A volte fiducie immeritate si risolvono in sfiducie esagerate. Ma quando entri nel ciclo dei consumi mediatici di leader e di parole, tutto è liquido meno la legge che governa il ciclo, che invece è ferrea, inesorabile.

E allora implicito viene il suggerimento: e se qualcuno provasse la via diversa, se uno provasse a far seguire agli appelli estemporanei i disegni duraturi, se qualcuno provasse a lasciar traccia ad agire non solo sulla cresta dell’onda ma in profondità? So quanto sia difficile, in un’epoca del genere, e so quanto sia veramente ardito riuscire a usare l’appeal dell’istantaneo emotivo come una buccia che però protegge un midollo di sostanza. Ma è l’unica possibilità di non finire rapidamente e inopinatamente di proiettarsi nel futuro e di restare in piedi. Legarsi a idee, temi, prospettive che non passano. Temi grandi, decisivi, epocali e culturali, che riguardano le civiltà, i popoli, la storia, la forza delle idee e le cose che durano. Scommessa difficile ma è l’unica che si può opporre alla rapida obsolescenza della merce-leader. Pensaci Salvini, anche se sei stretto tra le elezioni europee, l’Iva, il marasma e l’assedio generale. Pensaci, anche se ti trovi tra un alleato presente che è il concorrente futuro e un alleato passato che vuol farsi futuro. Sei lì, in alto, il primo sulla vetta, e ricevi spinte da dietro e incitazioni dal basso. Difficile restare lì a lungo, bisogna cambiar gioco, cambiare posizione, muoversi a lato, guardare in alto. Pensaci, Matteo, se ne sei capace. Altrimenti buttati nel burrone gli ITALIANI ti ricorderanno e ti ringrazieranno per un gesto cosi nobile.

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