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Coronavirus: Renzi, aiutare pmi

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "Renziani in rete Con una parola: noi facciamo politica, non populismo"Intero paese rischia disastro economico senza precedenti.”Viviamo ore molto difficili, soprattutto in alcune regioni del Nord. Ma è l’intero Paese a rischiare un disastro economico senza precedenti. Il Coronavirus va messo sotto controllo. Ma contemporaneamente vanno attuate misure efficaci soprattutto per le piccole e medie imprese che rischiano di pagare un prezzo salatissimo”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua e-news.

Errori enormi fatti dai giornalisti dalle tv dalle trasmissione della 7 Rai 1 2 3 tutti.Magari va anche ridimensionata la comunicazione!!!!!basterebbe una conferenza stampa del ministro della sanità al giorno e basta.Il fatto e’ che di questo passo qualsiasi disastro economico troverà la sua ragion d’essere nella situazione sanitaria….. eccolo il colpevole epocale! Spero che il buon senso e la serietà alla fine prevalga!

Bisognerebbe anche chiedersi come mai siamo l’unico paese europeo ad essere in questa situazione. Non credo che noi siamo più furbi e bravi degli altri. E nemmeno credo siamo i più stupidi.Mi chiedo… e non riesco a toglierlo dalla testa… come mai non si riesca a trovare il paziente zero… a meno che qualcuno non lo ha fatto sparire dopo averlo portato qui.
Perché mai proprio in due piccole realtà dove non ci sta flusso elevato di turismo asiatico… Proprio in regioni dive ci sta l’ossatura economica dell’Italia dove mettendole in ginocchio si mette in ginocchio tutto il paese in modo disastroso.
In una nazione che e tale forse i servizi di sicurezza su sarebbero già attivati. Quanto meno per escludere questo dubbio atroce!

L’emergenza è già in atto e rischia di trasformarsi in una grave recessione. Il governo ha promesso di affrontare l’emergenza con la ” sospensione del pagamento delle bollette ” (testuale, Patuanelli). Ma il problema ha diversi aspetti: manca liquidità, l’accesso al credito delle piccole imprese e delle partite IVA è, più che difficoltoso, impossibile, dato che i parametri di valutazione del merito creditizio prescindono dalla bontà del progetto da finanziare o dall’urgenza, ma si basano sulla redditualità pregressa del richiedente e sul suo patrimonio. Non si finanzia per spingere l’economia, si finanzia (se lo si fa), per garantirsi un profitto. Il che è lecito, ma, nella situazione attuale, sempre meno etico. E, a proposito di etica, misure bandiera come il RdC o Quota 100, impattanti sulla finanza pubblica e poco o nulla incisive, andrebbero abolite senza se e senza ma e i denari risparmiati utilizzati per far ripartire i cantieri, anche e soprattutto quelli piccoli, che possono dar lavoro alle piccole imprese e creare nuovi posti di lavoro.

Sono sicuro che se fossi stato premier tu avresti dato coraggio a questo paese , avresti preso in mano la situazione come solo tu sai fare sempre . Con responsabilità decisionale per il bene di tutti senza affossare l’economia.

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Renzi, danno enorme da comunicazione

L'immagine può contenere: 3 persone, il seguente testo "Innanzitutto zero polemiche tra rappresentanti delle Istituzioni. Assurdo litigare in momenti del genere. lo per primo ho rinunciato alla discussione con il Premier sulle note vicende delle scorse settimane perché in emergenza ci si aiuta, non ci si fa la guerra. MAT RENZI NEWS MATTEO RENZI"Rischiamo disastro economico senza precedenti.”E’ l’intero Paese a rischiare un disastro economico senza precedenti”. Lo scrive Matteo Renzi, leader di Italia viva, nella sua newsletter Enews. “La priorità sarà – già dalla prossima settimana – ripartire di corsa con l’economia. Non basterà un’aspirina, occorreranno misure fortissime perché gli errori di comunicazione hanno prodotto un danno enorme all’estero, oltre che in Italia”, aggiunge. “Nel nostro piccolo, come Iv ci faremo sentire a tutti i livelli per stimolare le Istituzioni a fare le scelte giuste”.

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E’ TORNATO ROBESPIERRE: Lo Stato può prelevare i vostri soldi dai vostri conti correnti quando vuole e come vuole. Inoltre vi può spiare in ogni momento.

Risultato immagini per E' TORNATO ROBESPIERRESe il Pd non ritrova un  po’ nell’antico nerbo e coraggio, si renderà responsabile della distruzione di quel che resta di questa Repubblica.

Due fatti:

1- Il parlamento sta per approvare (domani) un decreto sulle intercettazioni che in pratica autorizza la magistratura a intercettare chiunque e dovunque. Persino usando i famigerati trojan. Virus che si infilano nel computer e che comunicano a terzi tutto quello che fate. I trojan andrebbero proibiti su scala mondiale, come le bombe al napalm. Invece il parlamento italiano li sta rendendo legali. Ci si domanda se i parlamentari italiani siano pazzi o semplicemente ignoranti. Sta di fatto che, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di questa cosa, niente sarà più come prima. Il vostro Iphone, iPad, computer: sarà tutto “aperto” nelle mani della magistratura e delle forze di polizia: sarà come parlare in piazza. Si dovrà tornare nei boschi, di notte, per avere un po’ di intimità.

2- Il secondo caso è ancora più grave, se possibile. Il capitalismo, e l’attuale benessere da esso generato, sono nati intorno al concetto di capitale. Se dovevo spedire una nave in India (o scavare una miniera nel Minnesota) raccoglievo capitali da cittadini danarosi e coraggiosi. Se andava bene, ok. Se andava male, quei soldi, quel capitale, era perso e tutto finiva lì. Oggi non è così. Stato e creditori, in Italia, possono inseguire i ”capitalisti” e rifarsi sui loro patrimoni personali. L’agenzia delle entrate (grazie alle disposizioni di qualche balordo) può prelevare soldi sui vostri conti correnti bancari, senza contradditorio e senza alcuna sentenza: va in banca e preleva quello che le sembra sia di suo diritto. Se i soldi della vostra impresa non bastano, attacca i vostri patrimoni personali.

Tutto ciò, quasi certamente, confligge e in modo pesante con l’articolo 42 della Costituzione, ma ormai della Costituzione non importa più a nessuno.

In sostanza: nulla di ciò che possedete è al sicuro. Lo stato può sempre allungare le mani e prendervelo. E’ tornato Robespierre.

Qui di seguito il testo di un’associazione di imprenditori che si batte, probabilmente invano, contro questa deriva iper-populista.

***

Cardone (INSS): “Mi chiedo perché la politica ce l’abbia tanto con gli imprenditori. Questo provvedimento autorizza lo Stato a frugare nelle loro tasche e fare ciò che vuole. Non posso che vedere una precisa volontà di andare a combattere l’impresa, anziché incentivarla”

Fare impresa in Italia è difficile e costoso, per via delle lungaggini burocratiche e di una pressione fiscali tra le più alte in Europa. Il 37% delle nuove attività, finisce con il chiudere, non superando i 4 anni. Le cose, ora, potrebbero farsi ancora più difficili con l’approvazione del “codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019.

Un provvedimento che è stato accolto con estrema preoccupazione dal mondo imprenditoriale e, in particolare dai soci delle S.r.l., quelle società di capitali a responsabilità limitata, che potrebbero vedere messi a rischio i conti personali dei soci e degli amministratori, con lo Stato legittimato ad accedervi in caso di controllo fiscale su attività che riguardano il flusso di capitali dell’azienda.

“Con questo codice sembra che si vogliano uccidere definitivamente le S.r.l. e, di conseguenza, la voglia di fare impresa o investire in attività sul territorio italiano. – Commenta Francesco Cardone, imprenditore e cofondatore dell’associazione di categoria Imprenditore non sei solo, che riunisce centinaia di imprenditori in Italia. – Ora, se l’Agenzia delle Entrate accerta, ad esempio, un aumento di reddito di 10 mila euro per un socio di un’azienda, per il discorso della cosiddetta ristretta base societaria, l’Agenzia può procedere a fare degli accertamenti non solo sui conti della società, ma anche su quelli privati di tutti i soci dell’azienda. Loro percepiscono la somma come un incasso che ha portato alla redistribuzione degli utili. Questo autorizza lo Stato a frugare nelle tasche degli imprenditori e fare ciò che vuole. In un simile provvedimento, non posso che vedere una precisa volontà dello Stato di andare a colpire soci e amministratori delle S.r.l., combattendo l’impresa, anziché incentivarla”.

Inoltre, in caso di situazioni di crisi aziendale e successivo indebitamento, contratto proprio per salvare le sorti dell’azienda e di tutti coloro che vi lavorano all’interno, dall’amministratore ai dipendenti, i creditori possono rivalersi sui patrimoni personali dei soci. Il codice stabilisce, infatti, che “Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi”.

Una novità fiscale, questa, che finirà, senza alcun dubbio, per scoraggiare gli aspiranti imprenditori, e per frenare chi ha già un’impresa S.r.l., che, temendo pesanti ripercussioni sui conti personali, con ovvie conseguenze per l’intero nucleo famigliare, sceglierà solo investimenti sicuri, a discapito dell’innovazione e della potenziale crescita dell’attività.

“Un’azienda localizzata in Italia porta vantaggi all’economia del nostro paese. Eppure, lo stato sembra voglia spingerci a delocalizzare la produzione all’estero. Costituire una società ora sarà più difficile, l’unica salvezza per coloro che non vogliano rinunciare al desiderio di creare valore economico e sociale per il proprio paese, sembra essere, ormai, la via dell’aggregazione tra imprenditori ed imprenditrici. Io continuo a chiedermi perché la politica ce l’abbia così tanto con gli imprenditori e invito tutti i colleghi ad unirsi per costituire un fronte comune e colmare il vuoto sempre più ampio lasciato dalle istituzioni” conclude Cardone.

Cardone (INSS): “Mi chiedo perché la politica ce l’abbia tanto con gli imprenditori. Questo provvedimento autorizza lo Stato a frugare nelle loro tasche e fare ciò che vuole. Non posso che vedere una precisa volontà di andare a combattere l’impresa, anziché incentivarla”

Fare impresa in Italia è difficile e costoso, per via delle lungaggini burocratiche e di una pressione fiscali tra le più alte in Europa. Il 37% delle nuove attività, finisce con il chiudere, non superando i 4 anni. Le cose, ora, potrebbero farsi ancora più difficili con l’approvazione del “codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019.

Un provvedimento che è stato accolto con estrema preoccupazione dal mondo imprenditoriale e, in particolare dai soci delle S.r.l., quelle società di capitali a responsabilità limitata, che potrebbero vedere messi a rischio i conti personali dei soci e degli amministratori, con lo Stato legittimato ad accedervi in caso di controllo fiscale su attività che riguardano il flusso di capitali dell’azienda.

Con questo codice sembra che si vogliano uccidere definitivamente le S.r.l. e, di conseguenza, la voglia di fare impresa o investire in attività sul territorio italiano. – Commenta Francesco Cardone, imprenditore e cofondatore dell’associazione di categoria Imprenditore non sei solo, che riunisce centinaia di imprenditori in Italia. – Ora, se l’Agenzia delle Entrate accerta, ad esempio, un aumento di reddito di 10 mila euro per un socio di un’azienda, per il discorso della cosiddetta ristretta base societaria, l’Agenzia può procedere a fare degli accertamenti non solo sui conti della società, ma anche su quelli privati di tutti i soci dell’azienda. Loro percepiscono la somma come un incasso che ha portato alla redistribuzione degli utili. Questo autorizza lo Stato a frugare nelle tasche degli imprenditori e fare ciò che vuole. In un simile provvedimento, non posso che vedere una precisa volontà dello Stato di andare a colpire soci e amministratori delle S.r.l., combattendo l’impresa, anziché incentivarla”.

Inoltre, in caso di situazioni di crisi aziendale e successivo indebitamento, contratto proprio per salvare le sorti dell’azienda e di tutti coloro che vi lavorano all’interno, dall’amministratore ai dipendenti, i creditori possono rivalersi sui patrimoni personali dei soci. Il codice stabilisce, infatti, che “Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi”.

Una novità fiscale, questa, che finirà, senza alcun dubbio, per scoraggiare gli aspiranti imprenditori, e per frenare chi ha già un’impresa S.r.l., che, temendo pesanti ripercussioni sui conti personali, con ovvie conseguenze per l’intero nucleo famigliare, sceglierà solo investimenti sicuri, a discapito dell’innovazione e della potenziale crescita dell’attività.

Un’azienda localizzata in Italia porta vantaggi all’economia del nostro paese. Eppure, lo stato sembra voglia spingerci a delocalizzare la produzione all’estero. Costituire una società ora sarà più difficile, l’unica salvezza per coloro che non vogliano rinunciare al desiderio di creare valore economico e sociale per il proprio paese, sembra essere, ormai, la via dell’aggregazione tra imprenditori ed imprenditrici. Io continuo a chiedermi perché la politica ce l’abbia così tanto con gli imprenditori e invito tutti i colleghi ad unirsi per costituire un fronte comune e colmare il vuoto sempre più ampio lasciato dalle istituzioni” conclude Cardone.

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VOCI DA UN COLLE FURENTE PER LA SOVRAESPOSIZIONE DI CONTE: HA ALIMENTATO IL PANICO INVECE DI PLACARLO.

VOCI DA UN COLLE FURENTE PER LA SOVRAESPOSIZIONE DI CONTE: HA ALIMENTATO IL PANICO INVECE DI PLACARLO. 16 APPARIZIONI TV IN UN GIORNO: DIETRO C’E’ IL SOLITO CASALINO, CHE GOVERNA PALAZZO CHIGI COME UN MONARCA E HA USATO IL VIRUS COME DISTRAZIONE DI MASSA DALLE BEGHE DEL GOVERNO – IRA DI MATTARELLA ANCHE PER LE FRASI DI SALVINI, MENTRE MELONI E SILVIO PREDICAVANO CALMA.

Conte ha il fiato (dal) Colle: le sue troppe apparizioni in tv hanno irritato parecchio Mattarella, anche perché hanno innescato un effetto a catena tra gli altri politici: il ministro della Salute Roberto Speranza, i vari presidenti di regione, poi gli assessori, i sindaci, alimentando ancora di più il panico e l’allarmismo. Peraltro dal Quirinale si chiedono come mai il ministero di Speranza non abbia esercitato una moral suasion nei confronti dei vari virologi, scatenati su tutti i media, per calmare l’isteria collettiva.

L’ultima botta di comunicazione che non è stata affatto apprezzata è stata la riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri presso la Protezione Civile, tipo bunker in tempo di guerra. Sarebbero bastati un paio di comunicati al giorno per aggiornare gli italiani, con trasparenza ma pure cautela. Invece Conte, pullover al posto della pochette, è apparso in 16 diversi collegamenti tv in un solo giorno, domenica, un giorno peraltro in cui molti erano a casa e dunque appena cambiavano canale si ritrovavano la faccia del premier davanti. E anche i suoi vecchi e nuovi sponsor, che speravano di aver trovato un mediatore in grado di mantenere il sangue freddo visto che fa l’avvocato e non il politico, si sono ricreduti: al primo ”cigno nero”, il primo evento inatteso,  ha reagito in modo totalmente scomposto, e lo ha pure ammesso! (”il numero dei contagi mi ha sorpreso”).

Tutto ovviamente parte sempre da Rocco il Rasputin, quel Casalino che ha cavalcato il coronavirus per distrarre dalle beghe governative. L’agit-prop ha aizzato i giornalisti con cui è in contatto costante, e hanno sfornato articoli e titoli molto allarmistici.Naturalmente a Mattarella non sono piaciute manco gli attacchi scomposti di Salvini, mentre ha apprezzato Meloni e Berlusconi che hanno usato parole concilianti e non hanno per ora cavalcato troppo l’emergenza sanitaria per scopi politici. Non solo al Colle c’è chi poco sopporta Casalino: dentro Palazzo Chigi i dirigenti e funzionari ”stabili” e non di nomina politica non sanno più come gestire il potere dilagante di Rocco, che ha accentrato tutte le decisioni e non lascia toccare palla a nessun altro. Gli uomini del deep State considerano poi assai tardiva la nomina di Walter Ricciardi come consulente speciale di Speranza: quanto ancora ci voleva prima di scegliere un esperto che potesse guidare le scelte puramente scientifiche del governo?

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Viviamo ore molto difficili, soprattutto in alcune regioni del Nord. Ma è l’intero Paese a rischiare un disastro economico senza precedenti. Il Coronavirus va messo sotto controllo. Ma contemporaneamente vanno attuate misure efficaci soprattutto per le piccole e medie imprese che rischiano di pagare un prezzo salatissimo.”

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "Sono giorni difficili, la sfida è complicata ma l'Italia deve farcela e ce la farà. Tutti insieme, senza isterie e polemiche. Renziani in rete"Leggo di polemiche tra il Governo centrale e le Regioni sulla gestione del coronavirus. Gli uni si lamentano della gestione di alcuni ospedali, gli altri del mancato controllo statale negli aeroporti con la chiusura dei voli diretti dalla Cina. Avremo tempo per capire chi e dove ha sbagliato. Ora però mi permetto di lanciare un appello: basta polemiche! C’è un’emergenza e va gestita tutti insieme, seguendo la scienza e non le polemiche. Se c’è un aspetto positivo in questo dramma è che tutti i NoVax sono spariti e che la gente si affida ai medici, non agli apprendisti stregoni.
Ora lavoriamo insieme senza polemiche tra Governo e Regioni e ringraziando per lo straordinario lavoro i medici, gli infermieri, il personale ospedaliero, i volontari.
Poi finita l’emergenza chi vorrà avrà tanto tempo per litigare. Noi saremo invece dalla parte di chi dovrà rilanciare l’economia italiana – dal turismo alla manifattura – colpita duramente da questa crisi. Sono giorni difficili, la sfida è complicata ma l’Italia deve farcela e ce la farà. Tutti insieme, senza isterie e polemiche.

Noi cerchiamo e lavoriamo per risollevare l’ITALIA e abbiamo lanciato l’idea del Piano #ItaliaSchock per sbloccare le infrastrutture già finanziate nel nostro paese.
Il 20 febbraio in conferenza stampa al Senato abbiamo presentato il nostro disegno di legge #ItaliaSchock nel quale prevediamo le misure necessarie per accelerare le procedure e velocizzare la realizzazione delle opere pubbliche.
Oggi sul Sole 24 ore, il viceministro Cancelleri rilancia la nostra proposta come se si sentisse per la prima volta e fosse la sua. Il plagio di Cancelleri da un lato fa sorridere, dall’altro dice anche che una parte della maggioranza ha apprezzato a tal punto la nostra proposta tanto da volerla fare propria e questo ci fa ben sperare sul grande lavoro che possiamo fare in Parlamento su questo tema.

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SEGRETARIO DEL PD! MEGLIO MUOIA UN RENZIANO CHE UNO DI SINISTRA

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Non ci potevo credere ,sono andato a vedere nel suo profilo purtroppo lo ha scritto davvero ! Pensare che ho avuto x tanti anni la tessera del PD. Io spero che i vertici del partito prenderanno dei provvedimenti su questo essere che non credo che centri molto col pd. Questo personaggio favorisce l’odio e i voti x Salvini .Forse la frequentazione con i 5 stelle ha ingenerato il virus dell’insulto. Se è una gara credo, che così facendo, andranno, certamente, sul podio.

Ma cosa gli abbiamo fatto a questi del PD? Capisco l’acredine in quanto in questi anni ne abbiamo vista tanta nei confronti di Renzi, ma arrivare ad augurare la morte che non si deve augurare a nessuno, ce ne corre. E poi si dice…volemose bene. È dura costruire un rapporto corretto tra le persone che ti augurano la morte

Non dimenticare che L Italia è uno dei paesi più ignoranti del mondo non abbiamo idea di quello che ci circonda non sappiamo distinguere il vero dal falso ed ecco i risultati devastanti, poi in politica i risultati più devastante di questa ignoranza dilagante non per niente abbiamo i vari giggiuzzi bibitari capitan fracassa Meloni tizi come sto cretino ecc ecc è putroppo la cruda realtà di un paese che aime’ è alla deriva , bisogna cercare di cambiare rotta al più presto o come paese faremo una brutta fine , bisogna assolutamente che il paese lasci da parte il populismo il sovranisti , è farci guidare sopratutto gente capace seria che guidi il paese , putroppo L unico leader politico che ha L Italia è Renzi è c’è lo siamo fatto scappare per capricci da bambinelli o perché è antipatico , a sto punto non ci rimane immediatamente un governo di ampio spettro tecnico e di unità nazionale, sono di Italia viva non auguro la morte a nessuno sono accanto alle famiglie e prego per le famiglie dei defunti a per tutti le persone che in questo momento soffrono , mi girano pure le balle quando si sottovaluta una emergenza di questo genere sentendo parlare gente che dice a ma i decessi do di persone di età avanzata con patologie pregresse , ma non ho capito ste persone se muoiono non c’è problema ? Ma che ca……. di discorsi si fa in Italia , sono fiero di essere italiano , però qua siamo arrivati proprio all assurdo , sentire un connazionale dire o scrivere ste cose è semplicemente vergognoso imbarazzante schifosamente vomitevole

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MA CALENDA C’È O CI FA

Risultato immagini per MA CALENDA CÈ O CI FAA leggere la dichiarazione di Calenda su quelle che chiama alleanze non ci si crede. Sono di una contraddizione in termini così lampante che c’è da chiedersi dove avesse la testa scrivendola. Seguite la logica e trovatela voi, se c’è. Io non ci sono riuscito. O forse sì. State a sentire.

Comincia col dire che non si alleerà mai con chi governa coi populisti. Quindi niente PD, che definisce “schiacciato sulla linea del M5S”, ma neanche con Italia Viva che “sta dimostrando poca serietà nell’attaccare quotidianamente un governo che ha fatto nascere”. Da un politico così raffinato ci si aspetterebbe un giudizio almeno all’altezza della storia sulla formazione di questo governo e sulla complessità del sostenerlo senza rinunciare ai propri principi. Senza farsi schiacciare dal M5S come, appunto, ha descritto il PD nella riga precedente. Facile parlare seduti al caldo. Furbesco sfruttare in questo modo la propria irrilevanza.

Prosegue poi, sorprendentemente, assumendo la stessa posizione di Italia Viva: “ci batteremo insieme al centrosinistra, a due condizioni molto chiare: niente 5 stelle in coalizione e candidati di qualità. Così abbiamo fatto in Emilia-Romagna e così faremo in Veneto. In Puglia, al contrario, non possiamo sostenere un candidato come Emiliano, che incarna il peggior populismo e chiediamo al PD di ritirarlo.”. Significativo che non citi la Toscana. Forse reputa Eugenio Giani troppo amico di Renzi?

OK Calenda, ma in Puglia che farai? Replicherai la stessa linea di Renzi, ma andando da solo al confronto col PD a chiedere la stessa cosa? ma separatamente da Italia Viva e + Europa, rinunciando a fare massa critica per ottenere lo stesso risultato? E, in caso di risposta negativa, rinunciando a un candidato alternativo dei poco seri? Oppure ti presenteresti da solo o non ti presenteresti affatto, dando una possibilità ad Emiliano? Altrimenti ti inventerai in extremis una ragione seria per accettare Emiliano e non perdere l’appoggio del PD, magari a Roma? E quello poco serio sarebbe Renzi?

E a Roma come? Magari con un accordo tra PD e M5S che preveda che i due “alleati strategici” si presentino separatamente per la corsa al Campidoglio, col PD su un candidato sindaco “terzo”, guarda un po’, ma pronto ad imbarcare ex post, nella sua maggioranza, la pattuglia dei grillini purificati dalla perdita (ala Lombardi, la stampella di Zingaretti nel Lazio, contro Raggi)?

Sarebbe una versione, meno nobile, di quanto avvenne dopo l’elezione di Rutelli nel 93 quando, dopo pochi mesi dalla vittoria della sinistra, la nuova maggioranza imbarcò gli ex DC, nel frattempo diventati Popolari, inaugurando la stagione del centro – sinistra. La mia è una congettura, sbaglierò ma mi sembra di vedere la stessa mano. Il PD uscirebbe dalla morsa romana della Raggi, ma consoliderebbe il rapporto coi grillini “buoni”, si fa fuori Italia Viva e la si sostituisce con loro, e il sindaco “terzo” campa. Grande serietà nei confronti dei romani.

Calenda, quei polli non li conosci, o forse li stai conoscendo troppo bene ora, chissà. Ma il canovaccio della commedia non scriverlo in modo così pretestuoso e puerile. Lo sai che spesso quando la storia si ripete trasforma tutto in farsa? Hai mai sentito parlare di conti senza l’oste? Ragiona di più e meglio. La politica romana non è il Libro cuore, rischi di trovarti dentro Pinocchio, a rincorrere il Cocchiere e Lucignolo.

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SE QUESTI SONO GLI ARGOMENTI DEL PD… CHE DIRE, “CARI COMPAGNI”, AUGURI! ORMAI NON VI SI DISTINGUE PIU’ DAI PEGGIORI GRILLINI

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Avrà il plauso del suo segretario nazionale…sono a questo…augurare la morte ai renziani…naturalmente…rimandiamo al mittente tale augurio, attento a dove cammini…le maledizioni sono un boomerang…Sono dei poveretti e chi non condivide la loro visione della società e del mondo e’visto come un nemico assoluto .Non c’è più differenza fra destra e sinistra…. ognuno parla a vanvera senza ricordarsi né della storia ne del rispetto da dimostrare agli altri..Oramai è diventato un sport abituale quello di tirare pietre alla cieca sui social per poi ritirarle chiedendo scusa. Personalmente questo tipo di scuse non li accetto e non le chiedo nemmeno, E’ necessario una ferma condanna e una messa al bando. Niente da discutere senza se e senza ma. Il PD si è grillizzato prima alla comunità del PD venivano chiamati pdidioti adesso loro augurano la morte a quelli che dovrebbero essere Alleati DOMANDO COME SI FA A STARE INSIEME

Matteo Renzi.., una scemenza rimane tale.. chiunque la dica.. e essere iscritto a un partito ( qualunque esso sia) non e’ una patente di intelligenza. Non è che Zingaretti è stato tenero nei tuoi confronti.Comunque stai tranquillo, un detto recita: chi vuole il male altrui, il suo è dietro la porta.

Grazie a Renzi sono uscito dalla caverna del PD, Oggi vedo la realtà che mi circonda, ieri vedevo le ombre

 

 

 

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ITALIANI VITTIME DEL COGLIONAVIRUS!

CORONAVIRUS, CONTE E L’INCUBO RECESSIONE: “DOBBIAMO FERMARE IL PANICO”. E CHIEDE ALLA RAI TONI PIÙ BASSI,

“È il momento di abbassare i toni, dobbiamo fermare il panico”. Giuseppe Conte è nella sede della Protezione civile di Roma con a fianco il commissario per il coronavirus Angelo Borrelli e tutti i ministri. Collegati in teleconferenza ci sono i governatori, invitati a coordinarsi con il governo, ma senza i toni perentori del giorno prima. Perché a spaventare adesso, insieme al rischio di un’emergenza sanitaria, sono le conseguenze della paura incontrollata sul sistema Paese. Tanto che da Chigi è partita una telefonata alla Rai: “Basta allarmismi”. E che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha preparato un piano “contro le fake news su di noi nel resto del mondo”. Così, da Palazzo Chigi ieri è partita una telefonata verso l’ad della Rai Fabrizio Salini con l’invito a “raffreddare” l’informazione sul coronavirus. E alle 12, a viale Mazzini, sono stati convocati i direttori di rete e di testata con indicazioni precise: la prima preoccupazione resta la salute dei cittadini, ma proprio per questo le informazioni vanno date in modo corretto. Senza allarmismi e toni alti non solo nei tg, ma anche nei talk e nei programmi contenitore della mattina e del pomeriggio. La conseguenza sarà una drastica riduzione dei minuti, e degli ospiti in studio, dedicati alla diffusione del virus e dei contagi.

Ecco un pezzo dell’articolo, su cui sono completamente d’accordo (e non da ora, ma già dal primo momento!!!!!!!):.
VITTIME DEL COGLIONAVIRUS! – CONTE-CASALINO IN UN VICOLO CIECO: HANNO MILITARIZZATO TUTTE LE TV E ORA CHIEDONO ALLA RAI “TONI PIU’ BASSI” – ANNUNZIATA, D’URSO, GILETTI, FAZIO, IENE: NON C’E’ TRASMISSIONE DOVE IL PREMIER NON SIA COMPARSO DALLA SEDE DELLA PROTEZIONE CIVILE, TIPO SADDAM DAL BUNKER. HANNO TRASFORMATO L’EMERGENZA SANITARIA IN UNO STATO DI GUERRA :”LA GESTIONE COMUNICATIVA DI PALAZZO CHIGI E’ STATA SUICIDA, E’ EVIDENTE A TUTTI DI CHI E’ LA COLPA DEL PANICO”””””””””””Presentarsi in conferenza stampa, con il Capo della Protezione Civile Nazionale, è stato ed è un grave errore di comunicazione. Il Presidente del Consiglio, ed il Ministro della Salute, sanno che la Protezione Civile Nazionale interviene dopo che si sono avuti eventi “catastrofici” ? E non hanno fatto solo questo. Hanno anche ceduto alle richieste assurde dei Governatori leghisti del nord, creando panico nel paese. Auguri ITALIA.

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Enews 621DI RENZI

 

L'immagine può contenere: 3 persone, persone in piedi e folla

Buongiorno a tutti.
Viviamo ore molto difficili, soprattutto in alcune regioni del Nord.
Ma è l’intero Paese a rischiare un disastro economico senza precedenti.
Il Coronavirus va messo sotto controllo. Ma contemporaneamente vanno attuate misure efficaci soprattutto per le piccole e medie imprese che rischiano di pagare un prezzo salatissimo.

Voglio essere molto chiaro.
Innanzitutto zero polemiche tra rappresentanti delle Istituzioni. Assurdo litigare in momenti del genere. Io per primo ho rinunciato alla discussione con il Premier sulle note vicende delle scorse settimane perché in emergenza ci si aiuta, non ci si fa la guerra. Anche per questo trovo importante che Regioni e Stato Centrale si diano una mano, si diano la mano. Non le scaramucce di questi giorni, ma la leale cooperazione istituzionale. Sappiamo che c’è confusione nell’attribuzione di competenza e anche per questo eravamo intervenuti sul punto con la riforma costituzionale, poi fallita, di quattro anni fa. Ma, visto che non siamo riusciti a cambiare la Costituzione, c’è da sperare che il buon senso provveda. 

Grazie a tutte le famiglie che stanno vivendo situazioni di quarantena ma grazie soprattutto ai medici, agli infermieri, al personale sanitario, ai volontari di tutto il Paese e soprattutto della Lombardia. Stanno facendo un lavoro straordinario e non meritano di finire al centro delle divisioni politiche. Io dico grazie a tutti i medici e ai loro collaboratori a cominciare dai medici di Codogno fino al più piccolo ambulatorio del più sperduto paese italiano: grazie per la vostra dedizione.

Seguiamo tutti i suggerimenti degli esperti (a proposito, non si trova più un NoVax nemmeno a pagarlo in Italia, bene. Quando la realtà chiama, la scienza vince sul populismo e sulla superstizione) e cerchiamo di superare questa fase di tensione. Poi la priorità sarà – già dalla prossima settimana – ripartire di corsa con l’economia. Non basterà un’aspirina, occorreranno misure fortissime perché gli errori di comunicazione hanno prodotto un danno enorme all’estero, oltre che in Italia. E questi danni si faranno sentire sul turismo, sulla manifattura, sull’agroalimentare. Dovremo ripartire con mille difficoltà. Ma se ci mettiamo tutti insieme – senza distinguo assurdi – possiamo farcela perché noi siamo l’Italia. Nel nostro piccolo, come Italia Viva ci faremo sentire a tutti i livelli per stimolare le Istituzioni a fare le scelte giuste.

Un abbraccio speciale agli amici delle zone rosse, a cominciare da Patrizia Baffi la nostra bravissima consigliera regionale che abita a Codogno e che ha aperto via Skype i lavori della nostra Assemblea sabato. Qui invece trovate il mio intervento dai penalisti italiani.

Pensierino della sera: mi ha colpito la toccante intervista della figlia del primo italiano deceduto per colpa del Coronavirus. “Lo considerate un numero, ma era mio papà, una persona”. Bellissima, da leggere. Come pure da leggere la lettera del preside del Liceo Volta di Milano ai suoi allievi: la trovate qui. Nei momenti di difficoltà, capita di imbattersi in parole che danno significato e trasmettono comunque, nonostante tutto, speranza.

 

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