Nel Pd tregua finita

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Nel Pd tregua finita: fuoco amico e sospetti incrociati tra renziani e zingarettiani

Al quartier generale del governatore del Lazio temono che sia ripartito quel fuoco amico che immancabilmente si scatena contro chiunque venga eletto segretario del Pd

Ricordate? Alla fine dello scorso anno era apparsa su Facebook una pagina denominata Libdem con un gabbiano giallo come simbolo. Di lì era nato un giallo: era l’inizio del nuovo partito di Renzi? Carlo Calenda ci aveva messo un like e aveva fornito qualche suggerimento. Dopo molte chiacchiere, qualche polemica e diverse smentite di fonte renziana, quella pagina, improvvisamente così come era stata aperta, è stata chiusa. C’è chi aveva pensato che l’iniziativa fosse un test per saggiare il terreno e chi invece aveva ritenuto di derubricare il tutto a un’iniziativa personale di qualche supporter più renziano di Renzi medesimo.

Poi ecco che da ieri mattina sono spuntati sei tweet di questo tenore: “Pare che quando i sondaggi nazionali danno il Pd in ripresa merito sia già di Zingaretti, quando, invece, il Pd è il cosiddetto campo largo del centrosinistra incassano sconfitte storiche come in Basilicata, Zinga non c’entri, perché segretario solo da 20 giorni”. Tweet che chi monitora il web per il governatore del Lazio attribuisce al mondo renziano.

E questo, secondo gli uomini del neosegretario, fa il paio con Matteo Orfini che sullo ius soli attacca l’allora premier, e ora presidente del partito (nonché grande sponsor di Zingaretti), Paolo Gentiloni.

Insomma, al quartier generale del governatore del Lazio temono che sia ripartito quel fuoco amico che immancabilmente si scatena contro chiunque venga eletto segretario del Pd.

Dal Nazareno, dove hanno cercato di porre rimedio all’ondata di tweet sulla sconfitta lucana diffondendo dei dati da cui si arguisce che la lista del Pd e quelle collegate nel loro insieme superano di 7 punti il risultato del partito alle scorse politiche, c’è un po’ di preoccupazione, anche se Zingaretti ha deciso di non rispondere direttamente colpo su colpo ai suoi detrattori.

E ora un dubbio serpeggia tra i Dem versione Zingaretti: vuoi vedere che si stanno preparando le basi per la scissione? Ufficialmente nessun segnale lo lascia presagire. Renzi continua a fare mostra di non occuparsi delle beghe quotidiane del Partito. E dall’intervista rilasciata da Luca Lotti a Repubblica, quella in cui si prefigura una possibile nuova candidatura alla premiership dell’ex segretario, si arguisce che invece Renzi possa rimanere dentro il Partito democratico senza fare nessuno strappo, ma semplicemente aspettando di potersi riappropriare del Pd. Ma il sospetto da parte degli zingarettiani è forte.

In questo Pd che pare non aver mai pace i sospetti, però, sono sempre incrociati. E se gli zingarettiani paventano una possibile scissione, i renziani invece cominciano a pensare che siano proprio gli uomini dell’ex segretario a volerli spingere alla porta.

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SALVINI COME CASA POUND Seminatore di odio razziale e di spese inutili.

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Anna Maria Bernini e Mara Carfagna sono due bellissime signore, eleganti, e che fanno politica e che di solito dicono cose anche molto sensate. Con solo un paio di difetti.

1- Il primo è quello di parlare di centrodestra, come se questo esistesse ancora e avesse un’anima. Il centrodestra non esiste più. Assorbito dall’ondata razzista di Salvini, una cosa mai vista in Italia e che fa francamente impressione.

2- Il secondo difetto è considerare comunque Salvini un compagno di viaggio, un possibile alleato di domani. Ma non è così.

Salvini oggi è semplicemente l’uomo più pericoloso d’Italia.

1-Ha introdotto nella società dosi di razzismo e di odio sociale ignote fino a ieri. In Nuova Zelanda vivono pacificamente 200 etnie e 160 religioni. Qui per tre a momenti si fanno le crociate e comunque si sta già cominciano a sparare per le strade. In più ha fatto varare una legittima difesa che consente quasi di ammazzare chiunque.

2- Ma non basta. I suoi provvedimenti ”liberali” nessuno li ha visti. In compenso quota 100 e reddito di cittadinanza stanno costando, di nuovi debiti, sei miliardi al mese, cioè oltre 100 all’anno. Senza contare i buchi che si creeranno nel Sistema Sanitario Nazionale: dovremo importare medici dalla Nigeria, prima gli italiani.

In realtà, il centrodestra, se vuole esistere davvero, deve estromettere Salvini e censurare aspramente quasi tutto quello che dice e che fa.

Un centrodestra come lo intendono Bernini e Carfagna ha senso solo se Salvini non c’è. Con lui dentro, siamo dalle parti di Casa Pound.

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Pd, cambia tutto. Ma con chi?

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Pd, cambia tutto. Ma con chi?

l neo segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti ha annunciato, giustamente e pomposamente, che il suo partito “cambierà tutto“. E ha ragione. La trasformazione del Pd in un nuovo e aggiornato Pds è ormai sotto gli occhi di tutti.

Alla ipotesi fantapolitica della costituzione del polo di sinistra, occorre contrapporre l’analoga ipotesi fantapolitica della costituzione di un polo di destra a trazione centrista. Per realizzare il quale occorrerebbe che Renzi facesse un suo partito e puntasse alla alleanza con la Lega. Per questo ritengo fantascentifica l’ipotesi: penso che Zingaretti punterà a fare un “nuovo” vecchio PD in stile ulivo (prodian-veltroniano), cioè o cultura comunista morta e sepolta ovunque meno che nei curricula delle seconde e terze file o nisba partito democratico? tornassero allora a chiamarsi PDS, anzi meglio ancora, Rifonadazione Comunista e presidente Bertinotti. Abbiamo già visto e dato, meglio la politica di Renzi. Ma visto i primi risultati,non faranno molta strada.

Il vero problema attuale dell’area avversa alla destra è che il ” centro” è sparito completamente,non ha leader e visibilità.Insomma tuti quelli che erano nell’ex UDC,che fine hanno fatto,dove sono,chi li ha rimpiazzati?Inoltre Renzi (ed il ” renzismo”) è stato e continua ad essere visto dalla sinistra come il diavolo da cui ” battezzarsi”,si assiste però paradossalmente ad un fenomeno uguale ed opposto nella destra,con un ” salvinismo” spregiudicato imperante …..senza però che da quella parte ci sia uno,uno solo che obietta ( forse solo Maroni,ma lo fa sottovoce, tanto che nessuno lo sente).Spero solo che non si ritorni,in peggiori condizioni,alla sitazione della Prima Repubblica,con la Lega salvinista al posto della DC….

Cosa serve ! Il cosiddetto “centro”, cattolico democratico, cattolico popolare, liberal democratico e laico riformista, che non può che riconoscersi in un altro movimento/partito/campo politico e culturale. Non con la sinistra, dunque. Molto meglio con i club massonici egemoni nel periodo renziano-verdiniano, evidentemente…

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L’illusione persa della rimonta del Pd. SARA COLPA DEL RENZI?

L’impalcatura è fragile. Lentamente l’illusione che il Pd nel passaggio di mano dal renzismo a Zingaretti possa recuperare voti, si sta spegnendo. I sondaggi ma soprattutto il voto delle regionali in Basilicata (e i precedenti, dalla Sardegna all’Abruzzo) dicono sì che perdono i grillini, vistosamente, ma non c’è alcun travaso di voti, o ritorno di voti, verso il Pd (che in Basilicata ha perso dopo una guida regionale ininterrotta dal 1996).

Il vero perdente qui non è Di Maio, che per ogni tranvata che si prende nei denti fa un sorriso e dice che poteva andare peggio. Il vero perdente, politicamente parlando, è Zingarello, che ha dovuto prendere atto che non lo caga nessuno. Fuori dalle transenne di protezione della Ditta, della stampa amica e della magistratura amicona, Zingarello è un povero piagnucoloso Nessuno che elemosina qualche votarello qua e la. Non solo perché ha il carisma di una vecchia zia. Ma soprattutto perché non ha nessuna proposta politica. Zingarello è il dramma della Sinisra di oggi. Io stesso, avessi votato in Basillicata, avrei scelto una delle liste civiche, e per le europee voterò +europa.

La traversata del deserto del PD è appena iniziata, senza un programma “nuovo” e gente credibile il partito non riprenderà. L’idea di Veltroni, due poli, è vecchia rimasticatura: non per caso neppure la Lega ci crede dall’altra parte. Ci vogliono due-tre idee forza per le elezioni europee: superamento di Dublino III e politica comune della immigrazione; abolizione dei “paradisi” fiscali interni e tassa comunitaria uguale sui profitti aziendali; elezione della Commissione a cura del parlamento.

La rinascita dalla Sinistra deve partire dalla constatazione che almeno un 40% degli italiani non sono di destra e non voteranno mai Salvini e Berlusconi. I M5S stanno sbagliano politica ma non sembra proprio che il PD abbia proposto una politica diversa se non di ritornare a fare le politiche dirigiste e a favore dei ricchi che hanno fato in passato: Serve la linea Macron/Renzi per non far vincere una destra che attualmente è certo più popolare o populista del PD.

A Me fate tenerezza , continuiamo a parlare di sinistra  quando ancora non capite cosa accade , non capite che la gente vuole altro , la sinistra moderna non cerca il comunismo , la sinistre moderna cerca un riformismo e un europeismo vero e pure Italiano . La vera sinistra vuole  i porti non chiusi e i diritti nelle FABBRICHE , la sinistra moderna vuole centri di accoglienza efficienti  e più contratti a tempo determinato o indeterminato cioè lavoro e meno assistenzialismo, la sinistra vuole meno sprechi nel pubblico , giustizia sicura , ospedali funzionanti , CARCERI PIENE di criminali evasori  mafiosi non di povera gente in galera per una dose di MARIANNA o perché e un clandestino “una accoglienza dignitosa (lavoro – casa)” La dignità (lavoro – casa) è problema comune, non solo per chi viene accolto ma anche perchè in Italia c’è da decenni o perchè ci è persino nato (quale che sia la nazionalità dei genitori).
Occorre andare oltre 4 parole infilate ogni tanto nel discorso stile “lottiamo contro la fame nel mondo”. questo vorrebbe un vostro vecchio sostenitore ………….mentre per voi è più importante altro.

Bisogna mettersi in testa di ascoltare la gente, l’elettore non va educato ma seguito. Fare i di più non rende, si facciano umili e smettano con le guerre sui principi. La gente ha problemi e li vuole discussi e risolti.

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Zingaretti meglio secondi che terzi certo,ma primi?con Renzi 17 regioni vinte vediamo quante ne vincerà zingaretti.

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Il paragone va fatto con le regionali precedenti dove il PD perde il 17% e la coalizine il 27%. Il confronto con le politiche, da galoppini di Zingaretti se volete farlo, dovete togliere almeno Leu e scoprirete che il risultato è uguale a quello definito disastroso da Zingaretti. Poi per parlare di non sconfitta scendendo sotto il la doppia cifra in una roccaforte, avete la faccia di bronzo Tanto non potrete raggirare a lungo.Mi sa che Zingaretti avrà vita breve, politicamente intendo.
Dopo le europee già qualcuno lo vorrà defenestrare.

“Per arrivare primi, se sei terzo, prima devi riuscire a essere secondo”… o mamma mia che profondo pensiero, Zingaretti. Nemmeno Jacques de La Palice (per chi non sapesse, Lapalisse)… si spinse così in là.Questi sono come i generali, fanno gli strateghi. Invece c’è bisogno di ascoltare la gente, i suoi problemi, fare politica. Coi principi non si mangia, lo ius soli lo discutano quando tutto il resto è stato risolto. PD = 8% in discesa,una batosta in una regione governata negli ultimi 20 anni , pd all 8%, Zingaretti non ha aggiunto nulla ha solo imbarcato tutti quelli che poteva imbarcare , non ha detto nulla , ha parlato solo di TAV , non ha un programma ,non ha un progetto , il vuoto è rimasto vuoto.

Temo che nel PD anche con il nuovo segretario non cambierà nulla; la fiammata nei sondaggi dopo le primarie è stato solo un fuoco di paglia. Zingaretti avrebbe dovuto avere il coraggio di azzerare tutta la classe dirigente effettuando un cambio generazionale a tutti i livelli e tagliare definitivamente il cordone ombelicale con l’ottocentesco PD quello che brucio RENZI; invece siamo alle solite correnti che pretendono le poltrone e faranno i capricci per avere i posti sicuri nelle liste bloccate.

Mi sa che rimarrete deluso. Il cosiddetto rinnovamento zingarelliano, cioé un ritorno ai bei miti dell’Ottocento, piacerà al vecchiume politico e a qualche altro pensionato nostalgico. A me non piace un c@zzo, e dico che senza un contatto con i ceti produttivi e una sana politica delle riforme (alla Renzi, tanto per intenderci) il Piddi rimarrà il partito del dopolavoro ferroviario. Auguri!

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PD sveglia,La Basilicata conferma UN DATO INCONTROVERTIBILE, adesso a dirigere il partito non c’è più Renzi. Forse il problema non era Renzi?

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Nel Pd del bicchiere mezzo pieno lo scontento renziano: “Eterni secondi come Toto Cutugno”… “Senza Renzi felici e perdenti” “Abbiamo perso dignitosamente”. La vice presidente dem Anna Ascani twitta: “Alla 6° volta persino il grande Toto smise di esultare per il 2° posto”

Il centrosinistra si conferma seconda forza anche alle regionali in Basilicata, ma per il Pd c’è poco da gioire: perde una roccaforte rossa da 24 anni e il partito si attesta al 9%.

Ovviamente non so se il cosiddetto fronte renziano abbia ragione o meno. Non esiste una prova ed una dimostrazione matematica a quello che dicono.Non esite nessuna “dimostrazione matematica”, ma esistono i dati di fatto. E un dato di fatto è che Renzi è stato contestato soprattutto all’interno del PD. Ora del PD se ne occupano altri, ma non mi pare di vedere chissà quale inversione di tendenza. Forse è il caso di riconoscere che i problemi erano altri (non tutti interni al PD) e vedere un po’ di correggerli. E il modo migliore non è certo una guerra interna. Rimane il fatto che ora è Zingaretti a occuparsi del PD, e a lui non si dovrà fare la guerra che è stata fatta a Renzi, ma tutti dovranno dare una mano, renziani compresi. Renzi deve rimanere una risorsa del PD e nessuno deve usarlo come ariete contro Zingaretti.

lo sconquasso non l’ha lasciato Renzi. Chissà perché TUTTI coloro che sono contro il PD lo temono. La realtà è che i populisti stanno avanzando in tutto i mondo e fino a quando i loro disastri non saranno evidenti alla maggior parte delle popolazioni, sarà difficile combatterli. In Italia abbiamo ben due partiti populisti, M5S e Lega; il primo è alla frutta, per l’altro ci vorrà un po’ più tempo.

E NO SI RISOLVE UN CAZZO DICENDO! Non abbiamo perso… mi sembra di averla già sentita. Sto convincendomi che Zingarello in realtà non esista. Si tratta di Bersani con abitino nuovo e pelata vecchia. Un Bersani in maschera che porterà il PD alle gloriose vette del 21%. D’altra parte chi voterebbe per un morto di sonno, dallo sbadiglio contagioso come l’influenza?

MA il morto di sonno mi dice! Quindi quelli che hanno portato il PD al 18% hanno ancora il coraggio di parlare? Ma non gli è rimasto un briciolo di dignità? Ancora co sta storia del 18%? Da mediocre politologo ignori che il 18% è il risultato finale di uno stillicidio contro Matteo Renzi iniziato dopo il referendum del 2016. Ci sono voluti sì 2 anni ma per distruggere tutto il buono che Renzi aveva creato ce n’è voluto di tempo.

Ovviamente nell’attribuire le responsabilità caro morto di sonno guarda il dito non la luna, a mio avviso è questo che suscita ancora diffidenza perchè a tutti i costi si vorrebbe cancellare un passato che ha fatto anche errori ma è indubbio che ha fatto riforme coraggiose.
Ogni governo all’inizio metteva quelle riforme come prioritarie per poi riporre nel cassetto perchè mancava sempre quel coraggio che è indispensabile quando tutti vorrebbero avere ragione, per portare a termine alla fine è necessario prendere una decisione a maggioranza che può scontentare qualcuno.
Gli scontenti invece di adeguarsi alla maggioranza, tutti ripetono che in democrazia le decisioni si devono prendere a maggioranza, non si rassegnano e cominciano con una bordata di critiche. In un contesto del genere è stato un miracolo arrivare al 18%. PERCHÉ NON DITE LA VERITÀ !Dopo il 41% di Renzi nel PD si è scatenato il panico fino ad arrivare alla data del Referendum dove molti personaggi hanno votato contro sperando di liberarsi di Renzi, E il 4 dicembre NON ha perso Renzi, ha perso L’ITALIA, SVEGLIAAAAAAAA. Vi sembra che questa nazione sia cambiata in meglio dopo l’avvento dei PRODIGIOSI. Aspetta un mesetto, poi senti che SVENTOLE sui denti dai dati economici, pazienta ancora un po, il resto è storia che conosciamo.Ma mi pare che in Basilicata il PD di Zingaretti NON sia al 18% come dici tu caro morto di sonno AHAHHAHAHAH .

Non é certo che con Renzi si sarebbero riconquistate. Però quello che é certo é che Renzi a suo tempo le aveva conquistate, spesso strappandole alla destra.Questo, amico mio, proprio non può negarlo.Come non può negare che quando persero Bologna, Parma, Grosseto, Prato, ecc.., i Segretari erano ben altri..Cordialitá E CONTINUA CON LA TUA DORMITA. PD sveglia, adesso a dirigere il partito non c’è più Renzi. Forse il problema non era Renzi? CIoè dopo aver fatto da scendiletto per i giallo-verdi pur di far perdere il PD (e Renzi) adesso, che nel PD comandate voi, pensate che la soluzione definitiva sia cacciare quel 70% di partito che aveva votato Renzi?
Sono sicuro che con questa strategia riporterete il PD alla conquista del mondo.
Io nel frattempo aspetto da fuori perchè mi vergogno a farmi vedere vicino a certa gente, non vorrei che come soluzione mi proponesse un altro governo con Berlusconi o peggio con Giggetto Di Mail e il suo circo Barnum.

 

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SALVINI,PUTTANE DI STATO Poche idee, ma tutte dannose.

 

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L’uomo politico di maggior successo in questo momento è tale Matteo Salvini.

Il suo passato politico, per la verità, è pieno più di ombre che di luci. Comincia infatti al Leoncavallo di Milano, poi prosegue presentandosi al congresso della Lega alla testa dei comunisti padani (5 in tutto). Il tempo di farsi ridere dietro e i comunisti padani si sciolgono e non se ne sentirà più parlare.

Dopodiché si mette in agguato nella Lega, aspetta che i due veri fondatori, Bobo Maroni e Umberto Bossi, lascino il campo per presentarsi alla ribalta. Ha un’intuizione politica: e cioè che in Italia è scoperto il settore della destra estrema. Perfino Giorgia Meloni, che punta a diventare una vera signora, ha abbandonato gli anfibi e fa discorsi un po’ di circostanza.

Salvini invece picchia duro. Mette su una macchina da propaganda poderosa. Nessun senegalese o nigeriano può rubare una banana perché Salvini subito interviene con una grandinata di tweet.

I furti e i delitti degli italiani, ovviamente non contano. Le idee forti di Salvini sono un po’ così-così. Sull’Italexit ha molte perplessità anche se i suoi fidati consiglieri sarebbero per l’Italexit.

Poi si inventa quota 100 per mandare qualche centinaio di migliaia di persone in pensione a 60 anni, in un paese che ha già la più alta spesa pensionistica nel continente. Ma questi sono in fondo esercizi preparatori.

I due veri assi sono la cacciata dei negher (mai realizzata) e soprattutto la riapertura dei casini di Stato. Nessun economista negli ultimi 5 secoli ci aveva pensato, ma lui ha avuto la grande idea: lo Stato si risanerà con i soldi delle puttane di Stato.

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CON LE CAZZATE CAUSA L’IGNORANZA I BULLI A 5 STELLE Ogni volta che si presentano perdono metà dei voti. La corsa verso lo zero assoluto è inevitabile.

 

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Sarà un destino cinico e baro (e ironico), ma ogni volta che i 5 stelle si presentano a un’elezione regionale, perdono metà dei voti. Loro dicono che è normale, ma mica tanto: chi sta in politica di solito cerca voti, non di perderli. La sensazione è che i 5 stelle perdono voti perché con tutte le cazzate che fanno e i loro NO hanno stufato. Non solo: la loro idea che un paese possa andare avanti esclusivamente distribuendo denaro pubblico (che non c’è, quindi debiti) comincia a far sorridere anche nei bar di provincia. Insomma i 5 stelle stanno perdendo metà dei loro voti perché li devono perdere. Dentro è tutta una storia di risse, di dossier (anche porno), di personalità in conflitto, di gente che non sa bene cosa fare (non lo ha mai saputo).

La sensazione è che la loro crisi sia ormai inarrestabile. Non hanno mezza idea su come sistemare il paese e questo si paga.

Il loro tramonto è cominciato e niente lo potrà arrestare. Sono il passato. Alle spalle si lasciano non Cavour, ma Di Maio e la Lezzi. I residui di una storia meridionale andata male. Senza alcuna ombra di grandezza.

Diciamo di più. Hanno sfasciato mezzo paese. Non possono anche pensare di avere un lungo successo alle elezioni. In realtà la loro parabola è terminata e all’origine c’era un errore fondamentale. Errore di cui comincia a rendersi conto perfino Marco Travaglio quando sostiene che estraendo i ministri con il sistema dei clic in rete a volte va bene, a volte va male. 

Purtroppo quella dei clic in rete era stata la grande stupida pensata di Gianroberto Casaleggio e ancora oggi le decisioni importanti vengono affidate non a un dibattito pubblico, ma a dei banali sondaggi sulla più sgangherata delle piattaforme esistenti, cioè la Rousseau.

In sostanza, i 5 stelle sono un non partito quasi perfetto: nessuna idea programmatica decente e personale politico raccattato lungo le strade come si faceva con gli attori del neorealismo negli anni Cinquanta (poi si è smesso).

Ci sono tutte le premesse quindi perché i 5 stelle ci lascino presto e perché i loro gruppi dirigenti tornino a servire gazzose dietro al bancone di qualche bar.

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CARNEVALE ITALIANO DEGLI ITALEXIT. Gli inglesi finiranno per scappare dall’Europa come i ladri di Pisa. Noi peggio.

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Ormai in Italia sono rimasti Claudio Borghi Aquilini vien dal mare e un certo Bagnai, più una disperata siciliana, a sognare l’Italexit.

A sentirli vien da ridere. L’Inghilterra, che dispone di una democrazia consolidata da 700 anni, e che ha istituzioni governative e amministrative che noi ci sogniamo, ha combattuto tre anni per la Brexit avendo alle spalle un referendum vittorioso. E alla fine si troverà costretta a fuggire come i ladri di Pisa, lasciando sul terreno grandi pezzi della propria economia e forse 5 o 6 anni di recessione.

L’Italexit, se ci si dovesse arrivare, minaccia di essere una specie di carnevale di Rio dove ognuno fa quello che gli pare e gli anni di recessione diventano probabilmente dieci.

Tutto ciò senza alcun altro scopo di avere mano libera con la moneta. Banca d’Italia ricompra da qualche trafficante di Singapore i torchi di stampa della Zecca e si mette a stampare lire che nessuno, da Chiasso in avanti, vorrà cambiare con qualsiasi altra moneta. In realtà il carnevale di Rio promesso dai signori dell’Italexit si trasformerebbe presto in una specie di tragedia venezuelana con il ritorno a un benessere di 20 anni fa in rapidissimo arretramento. I ricchi andranno a soggiornare e a curarsi in Francia e in Svizzera. Gli altri patiranno la fame lungo la Penisola.

D’altra parte la Brexit è lì che insegna. Alla fine gli inglesi si ritroveranno con meno lavoro e meno welfare (Lord Beveridge che il welfare aveva inventato dall’alto dei cieli starà maledicendo quei deficienti degli inglesi contemporanei).

Persino Churchill, che quasi da solo e a mani nude sconfisse Hitler, dedicandosi poi alla pittura, starà pensando che gli inglesi sono ormai inevitabilmente decaduti e rimbambiti.

Per tornare all’Italia, c’è da tremare all’idea che un affare così importante come un’eventuale Italexit venga affidato non al conte Camillo Benso di Cavour, ma alla peggior classe politica che stiamo sperimentando negli ultimi due secoli

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Esulta e ringrazia Matteo Salvini per la vittoria alle regionali in Basilicata,e manda un tuyt # BAYBAYGIGINO. MA!Più che tornare il bipolarismo , qui se non ci svegliamo torna il fascismo.

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Basilicata, Salvini esulta: “Ora si cambia l’Europa”. Di Maio: “Ma quale crollo, M5s primo partito” Il Pd: “Torna il bipolarismo”. Soddisfazione per Forza Italia e Fdi. Il ministro Costa: “No ripercussioni sul governo, Conte bravo a mediare”. Il candidato del centrosinistra Trerotola: “Abbiamo perso con dignità”

L’italia s’è destra. Quando si iniziano a tollerare manifestazioni in ricordo della nascita del fascismo è già tardi. Grazie 5 stelle e governo del cambiamento per averci riportato indietro di 100 anni. Grazie anche al PD & co per avergli spianato la strada.Non è stato Renzi ma tutti quelli che hanno dichiarato che il PD era un partito di dx e il m5s di sx. Eccovi serviti. Meno male che gli italioti sono traditori e quindi tradiranno anche questi cialtroni fascisti ma staremo male per un bel po.

La verità è una sola: l’elettorato in grande maggioranza e ovunque in questa terra é, e resta abbastanza ignorante!! Per tanti la politica è come uno spettacolo in arena, ad un certo punto il popolo per divertirsi mette un pollice giù o su!! Avete, abbiamo, quindi i politici e la politica che meritiamo!!!

Salvini adesso ha in mente di cambiare l’ Europa e lo vuole fare con Austria, Ungheria Polonia…. auguri a tutti gli Europei..Per ora abbiamo vissuto 75 anni di pace in Europa ( esclusa la guerra civile nell’ ex Jugoslavia), siamo sicuri che Salvini & CO. riescano poi a garantire altrettanti anni di pace oppure il “Populismo” stesso si autoalimenta sulla ricerca continua di un nemico da combattere. I Migranti l’ Europa Macron la Merkel ecc..In Europa non cambieranno proprio niente. Eventualmente, giustamente, ci sbatteranno fuori, come questo popolo merita. La prossima maggioranza al parlamento europeo sarà composta da PPE-S&D-ALDE Insieme avranno più di 400 seggi sui 705 che comporranno il parlamento.I cosiddetti sovranisti non supereranno i 150…..Stai sereno, fascistello da strapazzo. Solo per ricordare: “Roma Ladrona, la lega non perdona”, “Secessione, Secessione”, “Terrone, torna a casa tua: farai del bene a noi e alla tua terra”.

In sostanza: ha vinto la destra e la sinistra perde e i 5S (ma mi sa che sono diventate 4…) stanno ancora cercando il 24% di voti che mancano all’appello dalle politiche e le spiegazioni di Di Maio fanno ridere i polli, ma ormai pure quelli non si divertono più tanto.MA! Ognuno è libero di festeggiare o di leccarsi le ferite come meglio crede, ma anche questa volta noto un ritorno alla prima Repubblica, quella in cui tutti i partecipanti alle elezioni, chi per un motivo, chi per l’altro si dichiaravano vincitori. Sarà anche la terza Repubblica, ma qui niente di nuovo sotto il sole.E di problemi reali risolti nemmeno l’ombra, solo chiacchiere e propaganda.

Le letture di Di Maio sono allarmanti;sa che con questo trend ed i seggi in Parlamento per altri 4 anni rimarrà al Governo inghiottendo ogni giorno il ricatto che gli farà la Lega minacciando il ricorso alle urne.Comunque adesso tutti concentrati sul voto alle Europee dove lì non contano le alleanze.Comunque in Basilicata sono andati a votare 250.000 persone o poco più.Alle Europee saranno 42 milioni. Comunque caro Salvini ricordati che D’Alema nel 2000 fece ancora meglio 11 a 0 ; ne perse 11 di Regioni e pagò il fatto di aver voluto sostituire Prodi a Capo del Governo e si trovò pure coinvolto nella Guerra nella ex Jugoslavia.Un capolavoro.E passò il testimone ad Amato.Uno stratega il sig. D’Alema che nel PD ZINGHERETTIANO vogliono riabilitare!

 

 

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