Il PD ha presentato una nuova proposta per riformare la legge elettorale (e anche i nomi stanno finendo)

Legge elettorale: infografica

La legge elettorale sembra un tema sempre caldo, in Italia“.

Magari ricordo male io, ma prima dei referendum del 1992 e 1993 la questione non era tanto sentita a livello politico. Mi pare che ne parlassero solo i radicali.
Forse i disordini seguiti all’approvazione della legge 148/1953, che tra l’altro non raggiunse il suo scopo e venne frettolosamente abrogata pochi mesi dopo, avevano vaccinato i parlamentari di allora, che per quieto vivere avevano rinunciato ad affrontare la materia.

Ma la legge elettorale la si dovrebbe cambiare davvero una volta ogni tanti anni. E invece qui se ne parla sempre…. non soddisfa mai nessuno…. uffa“.

In linea generale è vero, ma nella particolare situazione italiana la storia è andata così: la legge scritta nel 1993 dall’attuale Presidente della Repubblica riceveva molte critiche, allora una maggioranza parlamentare nel 2005, a meno di sei mesi dalle elezioni, ne ha scritta una nuova. Venne criticata ancor di più della precedente, e con ragione (perfino all’estensore, l’allora ministro delle riforme), tuttavia, sotto sotto, ai grandi partiti non dispiaceva affatto il premio di maggioranza e i candidati paracadutati dall’alto; insomma, sono convinto che se la Corte Costituzionale non fosse intervenuta per mettere mano a quella brutta legge ce la terremmo ancora oggi.
Attualmente si cerca, senza grandi speranze di successo, di superare le due leggi mutilate dalla Consulta.

La cosa importante è che prima o poi la smettiamo di voler modificare le regole del gioco. Sistema elettorale e politico si influenzano e riassestano a vicenda.
Ci sono molti esempi di questo, ad esempio il fatto che alcuni partiti avessero introdotto primarie dei candidati per ovviare alle liste bloccate, che alcuni partiti avessero deciso di “andare da soli” invece che in coalizione, etc.
Però per poter raggiungere una certa stabilità prima o poi dobbiamo smetterla di cambiare continuamente la legge elettorale. Così possiamo parlare anche d’altro, ecco.

C’era l’italicum, che offriva loro la concreta possibilità di andare al governo con maggioranza autonoma…. ed i 5 stelle hanno scatenato l’inferno.C’era il proporzionale alla tedesca, che assicurava un congruo corrispettivo tra percentuali ottenute e numero di seggi… ed i 5 stelle hanno votato contro, impallinando la legge.Se esiste una legge elettorale che non faccia urlare i 5 stelle contro ‘l’instaurazione del regime’, non si è ancora riusciti a scoprire quale sia. A quella che hanno depositato loro, ma senza alcuna variazione, ché altrimenti è regime. L’hanno chiamata democratellum.
Ciò detto, approvare una legge elettorale negli ultimi scampoli di legislatura è un suicidio. La scadenza elettorale è troppo vicina, e gli equilibri fra le varie forze sono troppo facilmente prevedibili; è chiaro che ognuno cerca qualche vantaggio per sé e qualche handicap per gli avversari.

Ma ragioniamo per alternative. Una legge elettorale che non premi (e quindi favorisce) le coalizioni e che offra una prospettiva di un governo per tutta la legislatura, é una legge elettorale che concede un premio di maggioranza al primo partito, che stando ai sondaggi é oggi il M5S o il PD col 27.5% circa. Quindi un governo monocolore determinato dalle preferenze di poco più di un quarto dell’elettorato. Il problema é il M5S, che in un sistema parlamentare (perché così lo disegna la costituzione), é pregiudizialmente contrario a ogni idea di governo di coalizione. Ed è esattamente questo il motivo per cui il M5S non può esprimere un’idea chiara di legge elettorale. Perché esprimono un radicale anticostituzionalismo. Da un lato si oppongono all’unica legge elettorale che offrendo un doppio turno potesse dare più legittimità popolare ad un governo monocolore perché è contro la costituzione, dall’altra non hanno nessuna intenzione di accettare il parlamentarismo che la costituzione attuale presuppone. Costituzione e anti-costituzione.

Mi stupisce che MDP e SI siano contrarie: di fatto la legge abbassa le soglie al Senato dall’8% al 3%. Con questa riforma potrebbero essere ragionevolmente sicuri di entrare in entrambe le Camere (anche se già il 3% a livello nazionale non è scontato se vanno separati), pur se con pochi seggi; con l’attuale legge il Senato lo vedranno solo con le visite turistiche. Oltretutto qualsiasi correzione da proporzionale a collegio uninominale tende a favorire la sinistra. Se vogliono spostare a sinistra il PD è l’occasione buona per farci una coalizione.

 

Il PD ha presentato una nuova proposta per riformare la legge elettorale (e anche i nomi stanno finendo)ultima modifica: 2017-09-23T11:51:32+00:00da bezzifer
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