Pd, Calenda: “Il mio manifesto europeista non è un’ammucchiata. No a Leu e Forza Italia”

Pd, Orfini: “A nome di tutto il partito firmo il manifesto di Calenda”. L’ex ministro: “Bene, ora cerchiamo altri alleati”

Il presidente dell’Assemblea: “Decisione non legata alle elezioni in Abruzzo, ci stavo lavorando da qualche giorno”. Martina: “Iniziativa utile per il partito e per l’alternativa”

 “Domani sottoscriverò a nome del Pd il manifesto ‘Siamo europei’ promosso da Carlo Calenda. Ho condiviso questa scelta con Nicola ZingarettiMaurizio Martina e Roberto Giachetti: il Pd dunque ne assume i contenuti”. Ad annunciarlo è Matteo Orfini, presidente del Pd e attuale reggente del partito.

“Iniziamo da qui  – aggiunge – per lanciare la sfida ai populisti. Nei prossimi giorni incontrerò i segretari regionali per avviare il percorso e convocherò un tavolo con i nostri parlamentari europei e italiani per elaborare il contributo programmatico con il quale il Pd affronterà la sfida”.

La decisione del reggente del Pd non è legata all’esito delle elezioni di ieri in Abruzzo. “Era una cosa a cui stavo lavorando da qualche giorno – spiega – e dunque non è legato all’esito delle elezioni abruzzesi”.

All’indomani della convenzione nazionale del Pd, dove gli europarlamentari dem avevano presentato un “contromanifesto” europeista alternativo alla proposta di Carlo Calenda #SiamoEuropei, il candidato alla segreteria Maurizio Martina aveva teso la mano all’ex ministro dello Sviluppo Economico. E aveva scritto su Twitter: “Per quanto mi riguarda il Pd deve concorrere al progetto #SiamoEuropei. Senza esitazioni. Abbiamo questo compito ora e negarsi sarebbe da irresponsabili. Un motivo in più per sostenere alle primarie del 3 marzo la nostra mozione #fiancoafianco”.

Lo stesso Calenda gli aveva risposto con una certa freddezza. “Per quanto mi riguarda non ho più intenzione di perdere tempo con le beghe del Pd”. E aveva aggiunto che il suo manifesto “vuole parlare all’Italia, dell’Italia e dell’Europa”. Rivolto ai dem, aveva precisato: “Ci faranno sapere cosa intendono fare dopo il congresso.

La risposta del Pd è arrivata prima del 3 marzo, giorno delle primarie dem.

“Sono molto contento – commenta Calenda a Repubblica – mi pare un elemento di unità formalizzata molto importante che ci consente di cominciare ad accelerare il lavoro”.

Dopo aver incassato l’atteso ok del Pd, Calenda detta la sua linea politica. “Dobbiamo continuare a fare opposizione – spiega – io, non essendo in Parlamento, andando sui media. Dall’altro lato, più rapidamente possibile, dobbiamo aprire una discussione con altre forze che entrino in questo progetto”. “Il pd – conclude – la sua parte l’ha fatta”.

“Bene che si sia compreso che #SiamoEuropei è un’iniziativa utile – sottolinea Martina – per il Pd e per l’alternativa, mai avuto dubbi”.

“Il mio manifesto – aveva dichiarato nei giorni scorsi Calenda in un’intervista a Repubblica – è rivolto al Pd, innanzitutto. E poi il manifesto è rivolto a +Europa di Emma Bonino e “Italia in comune” del sindaco Federico Pizzarotti ma soprattutto agli italiani. L’obiettivo del manifesto è quello di utilizzare il tempo da qui al 21 marzo, data indicata da Prodi come grande festa europea, per moltiplicare le adesioni su tutto il territorio italiano e fare partire una mobilitazione tra i cittadini”.

“Non è un progetto fuori dal Pd – aveva chiarito – al contrario. L’obiettivo è di unire il Pd e altre forze dietro una idea. Non farei mai una scissione, né inaugurerei un partito personale: io sono iscritto al Pd. Resto nel Pd, ma il Pd non basta”.

Dunque Calenda dice che non intende allearsi con Leu, nemmeno con Forza Italia, e tenersi a distanza dal M5s. ORA A CHI SOGGHIGNA E: Adesso mi crocifiggerete, forse dirò un’eresia, ma parlando con colleghi amici ecc., vedo che siamo veramente in tanti a non poterne più di Salvini e Di Maio, e non tutti sono “del PD” come ama ripetere la propaganda grilloleghista (sempre meno grillina e sempre più leghista). Siamo sicuri che un fronte unitario trasversale per cacciare via questi qua e ripristinare i valori di democrazia, senso civico e rispetto per le istituzioni sia davvero così sbagliato? Francamente, non vedo come si possa uscire da questo incubo in tempi brevi!!!
Dunque Calenda dice che non intende allearsi con Leu, nemmeno con Forza Italia, e tenersi a distanza dal M5s. ORA A CHI SOGGHIGNA PERCIÒ AFFERMATO.
Vorrei ricordare  l’esperienza politica della ampia coalizione democratica, aggregata da Giuliano Pisapia nel 2011 per le elezioni comunali di Milano. Pisapia fu in grado di formare una coalizione di tutte le forze democratiche e progressiste milanesi, da Tabacci a SEL, a alla borghesia illuminata milanese, alle associazioni. Vinse sorprendentemente le primarie del Centrosinistra, superando il candidato PD (Stefano Boeri) e successivamente vinse clamorosamente al secondo turno (ottenendo il 55%) contro la corazzata del Centrodestra, padrona di Milano da molti anni, sostenuta in prima persona dal budget e dalla discesa in campo in prima persona di Silvio Berlusconi. Pisapia vinse con pochi mezzi materiali, ma con la forza della sua ragionevolezza, con il garbo e la cortesia con la quale mise in ridicolo la tronfia spocchia dei suoi avversari. Si può ripetere…
MA IL PD NON E DI SINISTRA MI DICONO I SOLITI TAFAZZARI DI ESTREMA SINISTRA.
Coglioni !  Se il PD non è di sinistra dove sta la sinistra in Italia? LEU, Tutto lì? Stiamo freschi! E perché la destra, destra vera altro che centrodestra, da SEMPRE si accanisce contro il PD? Forse nel m5s c’è (c’era) qualcosa di sinistra? Può darsi, ma è stato espulso (Pizzarotti,De Falco). Calenda è un moderato che guarda a sinistra. Sia il benvenuto, è da quella parte che il PD deve crescere. Rincorrere l’estrema sinistra è storicamente fallimentare, si consegnano in blocco tutti i moderati all’estrema destra. Puro tafazzismo.
Pd, Calenda: “Il mio manifesto europeista non è un’ammucchiata. No a Leu e Forza Italia”ultima modifica: 2019-02-12T09:03:37+01:00da bezzifer
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