Ma il bibitaro economista di Harvard non lo ha ancora attaccato? Potrebbe dare una lezione di economia a questo SIGNORE che si permette di mettere in dubbio la felicità sparsa a piene mani DAL LUMINARE GIALLO

Lo spread può fare molto male. Ignazio Visco: “Conseguenze gravi su banche e famiglie” Il governatore alla Giornata Mondiale del Risparmio: “Costa già allo Stato 5 miliardi di interessi in più nel 2019” … “Pil a +1% nel 2018, calerà nel 2019”

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La crescita raggiungerà l’1% nel 2018 per poi calare nel 2019. Sull’economia italiana uno dei fattori di maggiore incertezza è lo spread, perché “è difficile immaginare che una riduzione della ricchezza delle famiglie, maggiori difficoltà per le imprese di accedere al credito e di investire, una minore capacità di intervento del settore pubblico non abbiano conseguenze di rilievo per l’attività economica”. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, interviene alla Giornata Mondiale del Risparmio per avvertire sui rischi che un alto livello dello spread può avere sull’economia, può fare molto male a famiglie e banche.

Visco parla di “conseguenze gravi” di un “prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di stato” su banche e famiglie. Nell’intervento alla giornata del Risparmio, Visco rileva come “il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie” direttamente o indirettamente che detengono 100 miliardi di titoli pubblici mentre le banche e società a cui affidano i loro risparmi ne hanno 850 miliardi. Per le banche, spiega, gli effetti si vedono “sull’aumento del costo della raccolta”, caduta delle azioni (-35% da maggio). Sullo spread e sulla crescita del premio per il rischio sui titoli di Stato “ha contribuito l’incertezza sull’orientamento delle politiche di bilancio e strutturali e sull’evoluzione dei rapporti con le istituzioni europee. Sono riemersi i timori degli investitori nazionali ed esteri per la dinamica del debito pubblico e per il rischio di una sua ridenominazione”.

Dire cose sensate ai due dioscuri del presunto “benessere e della felicità degli italiani” é cosa vana. Con la loro narrativa del “profondo cambiamento”, della “lotta ai poteri forti”, all’Europa “perfida e maligna”, ai “barbari migranti neri” sono arrivati in cima sfruttando il fatto, valido ancora oggi che “gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero” (Cesare, De bello gallico). Inutile con loro invocare la ragione. Hanno lavorato sui sentimenti più ignobili e hanno avuto buon gioco sul piano elettorale. Ogni critica per loro è una medaglia da mettersi sul petto.

Visco non parla del cittadino con i 10000€ ! Visco parla del Sistema Economico-Finanziario, il quale per reggere ha bisogno di denaro prestato! Se il costo dei prestiti è crescente, è pure crescente la quota di Pil che ogni anno deve essere destinata alla rendita per interessi, e conseguentemente sottratta agli investimenti ed alla assistenza di qualsiasi tipo. Non fate confusione fra ciò che fa un cittadino, e ciò che deve fare Tria per tenere in piedi la baracca.Guardate che i BTP decennali sono la BASE su cui si calcola lo spread…Quando si dice che in sei mesi lo spread è passato da 130 a 310 punti, la pietra di paragone sono proprio i titoli a lunga scadenza decennali.180 punti (pari all’1,8% di differenza) vi pare poco??

Sapete quanti Btp ci sono nelle casse dei Fondi pensione e degli enti previdenziali dei professionisti? Non vi interessa niente del risparmio previdenziale dei tuoi concittadini? SAI CHE GRAZIE ALLO SPREAD QUEST’ANNO I RENDIMENTI DEI FONDI PENSIONE SARANNO TUTTI NEGATIVI (ovvero, i lavoratori perderanno parte del loro capitale)???? il rendimento negativo significa che i lavoratori stanno perdendo parte dei soldi che hanno versato per la loro vecchiaia. Che geni che siete! I rendimenti dei fondi pensione scendono perché le casse dei fondi pensione sono strapiene di Btp, che con lo spread a 300 perdono valore. Vi è chiaro, grandi economisti? Vi è chiaro che state giocando con il risparmio degli italiani?

Guardate che per uno Stato con l’Euro, fin’ora è stato facile far debito. Il punto è che più se ne fa e più costa. Per questo pagheremo 5 miliardi di euro in più per interessi. Risanare l’economia significa fare nuove infrastrutture, fare manutenzione a quelle esistenti, creare quindi nuovi posti di lavoro. L’assistenza non paga.ORA.Pare che reddito di cittadinanza e pensioni siano stralciate dalla manovra per aggirarla con ddl appositi e al insaputa dei boccaloni. PERCIò Tutto da vedere.Pensare di andare al Governo e distribuire ricchezze che non ci sono è ingenuo. Se c’erano i soldi li avrebbe dati Renzi, non si sarebbe fatto scappare l’occasione per vincere le elezioni. Ora 5s-lega li hanno promessi e sono loro.

Oggi scopriamo che nel programma di governo ci sono il reddito e la pensione di cittadinanza, il condono edilizio, la cancellazione delle cartelle esattoriali, il blocco delle infrastrutture. Ed infine 5 miliardi da distribuire ai detentori del debito pubblico.Bravi! E’ cosi che si fa PER STIMOLARE LA CRESCITA? Bye bye DiMaio l’indebitato “devi collocare 400 miliardi di titoli” nel 2019!!! Altro che “penale da 20 miliardi ” per il blocco della tap o le penali per il blocco tav….
Che ARIA CHE TRIA, tra il risparmione di Fico da 50 milioni di euro (cioe’ 1/20 di 1 miliardo) e lo stimolo all’economia dei nostri geni dell’economia non si sa cosa scegliere! 🙂
Certo che se crolla l’euro VOGLIO VEDERE A RIFARE TUTTE LE BATTAGLIE SINDACALI DEGLI ANNI COMPRESI TRA I 50′ E I 70′ PER RECUPERARE IL POTERE D’ACQUISTO DI PENSIONI E STIPENDI!!!
E se invece l’Italia va in default e si perdono I risparmi voglio vedere a rifare il capitale accumulato dagli italiani tra gli anni 50′ e ’90 ed ereditato dai figli gialloverdi …..
Ahah tutti gli italiani con il bastone in mano di nuovo a lavorare e ….BERLUSCONI DI NUOVO A VENDERE CARTA PER CAMINO IN MEZZO ALLA STRADA!! 🙂 ..perché’ non potremo acquistare più gas russo e petrolio !! Che aria che T(ri)a!!!

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CHE PENA QUEST’UOMO… fino a 2 mesi fa diceva l’esatto opposto. Una brava persona certamente, ma ha svenduto la propria dignità rendendosi ridicolo.

Sforare è il gesto più responsabile. Giovanni Tria difende la manovra: “Stimola la crescita” Il ministro dell’Economia alla Giornata mondiale del Risparmio: “Non è trucchetto contabile, crescita stimata è prudenziale”. E ribadisce: “Italia nell’euro”

Sforare il deficit è necessario. E anche “sostenibile” e “responsabile”. Nel giorno in cui la manovra è attesa in Parlamento, con 11 giorni di ritardo, Giovanni Tria suggella e difende la linea politica della legge di bilancio, che già viaggia sui binari roventi dell’Europa e dei mercati. Quel deficit al 2,4%, che a Bruxelles non piace affatto, viene invece legittimato dal ministro dell’Economia in modo perentorio. Quello che il titolare del Tesoro costruisce parlando alla platea dei banchieri e delle Fondazioni, alla Giornata mondiale del risparmio, è una muraglia politica e aritmetica.

TRIC TRAC , intanto comincia a trovare 5 miliardi di maggiori interessi per il 2019 e i denari per NON aumentare l’IVA, poi ne riparliamo. Non tentare di salvare la cadrega e di parare il c…lo ai 2 fenomeni assumendoti la responsabilità, lo sappiamo bene , eventualmente, di chi sia.!

Tria e’ soltanto un fantoccio messo sul tavolino del tirassegno. Mi domando come una persona come lui possa mettere un gioco la sua onorabilità in cambio di una poltrona che durerà soltanto ancora pochi mesi.Il problema non è tanto il deficit ma dove questo viene speso.Tria dovrebbe spiegare in che modo il reddito di cittadinanza, la revisione della legge Fornero e la modifica del Jobs Act stimolerebbero la crescita. Fosse stato fatto deficit per interventi tesi ad aumentare la produttività del lavoro, ovvero cuneo fiscale, infrastrutture, istruzione, ricerca e sviluppo, questo avrebbe potuto nel medio periodo produrre qualche aumento di PIL, ma farlo per mandare gente in pensione (con la nostra situazione demografica…) e pagare gente per non lavorare alzando contemporaneamente le tasse alle imprese è semplice follia, e Tria lo sa. Quindi tutti le nazioni dell’Unione possono sforare perché è un gesto responsabile. Questo governo ragiona come se in Europa esistesse solo l’Italia

M5S e Lega non hanno vinto le elezioni con il contratto di governo nel loro programma. Anzi in campagna elettorale se ne sono dette di tutti i colori presentando due programmi antitetici. L’accordo è frutto di una spartizione di potere, si è visto in tutte le nomine che hanno fatto. Di più, la Lega è arrivata terza e ha sfruttato al massimo, pro domo sua, la situazione. Un po come faceva il PSI ai suoi tempi.

Hanno creato una coalizione stabilendo un “contratto” a posteriori la cui messa a punto ha richiesto settimane di tempo. L’unica cosa che accomuna queste due forze politiche è la bramosia di potere. Per il resto vedremo le conseguenze delle loro politiche. Se positive tanto meglio per tutti se negative saranno dei problemi seri. In ogni caso i decreti attuativi del reddito di cittadinanza e della riforma pensionistica non sono ancora stati emanati e quindi ad oggi non si può ancora capire cosa comporteranno per gli eventuali beneficiari. L’unica cosa certa è quanto verranno a costare ..poi che le proposte sono legittime, concrete e realizzabili lo potrebbero dire terze parti, altrimenti siamo all’oste che dice il suo vino buono, e non solo non risulta che terze parti ne dicano bene, anzi anche coloro che ritenete politicamente amici, vi esortano a modificare i contenuti della manovra (cosa per altro che state facendo cercando di non farlo capire ai vostri elettori)

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LE FISSE DELLA SOLITA SINISTRA ESTREMA.SERVE una fase costituente aperta.Si, un’assemblea nazionale ci vorrebbe proprio. Per mettere fine a questo delirio che è LeU.Si, un PULMINO basterà.Un pulmino volkswagen… c’hai presente quelli tutti colorati con fiori, love e pace che usavano gli hippy fra un tiro e una sniffata?La democrazia interna,le primarie di popolo non vi interessano vero? perché il comunismo non le prevede

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FASSINA SI ANCORA LUI! Grasso convochi l’Assemblea Nazionale di LeU, per una fase costituente aperta.PROSEGUE: Abbiamo perso troppo tempo. La discussione e le scelte sul futuro di LeU sono state per troppo tempo monopolio di un gruppo dirigente ristretto, chiuso, incerto, uscito malconcio dal 4 Marzo. Anche negli ultimi giorni, è continuato ‘al vertice’ il gioco di sponda nello scarico di responsabilità tra i soggetti fondatori della lista elettorale.

Ma forse, forse, non siamo fuori tempo massimo per recuperare: per dare a tutte e tutti la possibilità di partecipare attivamente e scegliere di costruire LeU come partito compiuto, autonomo sul piano culturale prima che politico e elettorale. Nonostante noi, in questi mesi si sono strutturati comitati di LeU in tante città. Si sono anche dovuti autoconvocare in incontri locali e nazionali. Bla bla BLABLA.

“Assemblea Nazionale”? Nientepopodimenochè? Ora dico: il termine “assemblea” prevede un numero di persone almeno superiore alle 10-20, tipo assemblea di condominio. Mi pare un numero ambizioso per questo partito. Il termine “nazionale” prevede che giungano a consesso genti dai quattro lati dell’italico suolo. Altrettanto ambizioso. Poi, il fatto che, come dice il buon Fassina, per fare una “Costituente” sarebbe bene ci fosse qualche proposta dei condomini, uno straccio di IDEA, è del tutto secondario.

Si, un’assemblea nazionale ci vorrebbe proprio. Per mettere fine a questo delirio che è LeU.Si, un PULMINO basterà.Un pulmino volkswagen… c’hai presente quelli tutti colorati con fiori, love e pace che usavano gli hippy fra un tiro e una sniffata?La democrazia interna,le primarie di popolo non vi interessano vero? perché il comunismo non le prevede.

Coerenza! FASSINA: non scherziamo: non è certo Liberi e Uguali la formazione che può raccogliere consensi significativi a sinistra e salvare il paese.
Non basta avere uomini credibili e dotati di buone intenzioni (come non sei anche tu stesso): qui ci vuole gente capace di trattare la destra nel modo in cui va trattata.Non avete abbastanza calli sulle mani ed abbastanza pelo sullo stomaco per questo compito.No li hanno i calli e pelo sullo stomaco in abbondanza ma solo pro domo loro.
Una per tutte: il caporione Grasso non ha versato il contributo che doveva al PD. Tutti lo hanno fatto, compresi Bersani e te Fassina. Potrebbe sembrare una cosuccia da poco ma rifletti… non lo è affatto eppure un viscido avidone del genere lo hanno eletto “capo”.Dove pensi volessero andare dunque? La realtà è purtroppo che è gente che progetti veri non ne ha e non ne ha mai avuti.Dovresti fare una serena autocritica per aver dato il voto a questi squallidi ed inutili personaggi.Ma ok non ci arrivi.

Arieccolo.Questo è uno dei lungimiranti strateghi politici che dovevano riacquistare le sterminate masse di scontenti allontanatesi dal PD. E l’idea non era malvagia.
Dopo la scissione si sono uniti con la sinistra più a sinistra di Fratoianni che di suo un 3% lo prende sempre.Il risultato della biblica migrazione di elettori ha portato a un 3,4% di voti. E Baffino,l’uomo di punta del dream team,è finito trombato nel suo feudo elettorale salentino da un’insignificante ragazzetta 5stelle, ultimo arrivato di quattro candidati.E, se crediamo ai sondaggi di oggi quel 3,4% si è ridotto a uno scarso 2,8%.Insomma, hanno tirato una fregatura pure a Fratoianni.
Complimenti! Un bel risultato per gli ultimi indegni eredi di un partito che nella prima repubblica era la totalità dell’opposizione, condizionava i governi e alle elezioni prendeva sistematicamente più del 30%.

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ZINGARETTI che chi governa attualmente è un somaro è molto facile a dirlo, ma tu come vuoi riconquistare la fiiducia di chi non vota più PD ? Europa la Merkel ha detto non è questione di comunicazione, è questione di cultura del lavoro. tu fai solo comunicazione senza titoli e capitoli solo noi i buoni contro loro i cattivi.

ZINGARETTI:  Cambio di stagione.Finalmente la strada verso il congresso appare tracciata e irreversibile.Finalmente temi che fino a poco tempo fa nel Pd sembravano tabù stanno diventando opinione comune; allargare le alleanze, uscire dall’autosufficienza boriosa e improduttiva, rimettere in discussione la nostra forma partito, vecchia e segnata da frammentazioni di notabilato politico, la necessità di pensare e costruire una Europa radicalmente diversa, più integrata politicamente e più giusta.Finalmente riemerge l’ambizione della costruzione di “un campo largo” di persone, forze culturali, politiche e associative.BLA BLA bla.

pd

Stai dicendo a moltissimi dei 6 milioni di elettori che hanno votato PD a marzo che hanno sbagliato tutto, e che avevano ragione gli altri, quelli che hanno votato “altro”. Lo capite,  vero? Ora può darsi che in questo modo (se vinci il congresso, cosa che è tutta da vedere) qualche voto di quelli che hanno votato “altro” lo recuperi. Ma quanti ne perdi di quelli che hanno votato PD, e che non sono per niente contenti di sentirsi dire certe cose? Forse mi sbaglio, ma secondo me questo dato lo stanno fortemente sottovalutando. Oppure nemmeno vi interessa: quello che conta per ve e prendere la poltrona e recuperare la “ditta” per la vecchia guardia. Che poi si finisca a percentuali simili LEU è un problema secondario.Auguri. SRNZADIME # Aggiungo non sono sicuro che i risultati brillanti e “di sinistra” dell’attuale governo riusciranno a convincere quelle persone che avevano completamente torto. E dubito che possa riuscirci il fratello brutto di Montalbano con le sue formule fumose. “Il PD indichi la via”, ma se tu che ti candidi a guidare il PD di questa via non hai la minima idea, a cosa servi? A meno che, ovviamente “la via” che ha in mente Zingaretti sia solo un’alleanza coi 5 stelle per far numero “e poi qualcosa ci inventiamo”. Grande prospettiva politica!!

Quello che dice Zingaretti è vero ma… solo in parte.In questi anni la sinistra si è divisa in tante verità ma nessuna ha SEGUITO LA REALTÀ LA SOSTANZA DEL PROPORRE E DEL ATTUARE DI RENZI. E SI ARRIVA NEL NULLA DOVE CI AVETE MANDATO,E ARRIVANO LE DESTRE,E: Nella storia moderna occidentale la destra ha sempre creato enormi caos: guerre, conflitti, crisi economiche e finanziare, ma non sempre la sinistra ha saputo ridare un volto umano e speranze, ma soprattutto una giustizia sociale a un ceto medio e ai tanti disperati emarginati
A sinistra non possiamo credere che tutto si risolva in un giro di poltrone. Bensì dobbiamo togliere le macerie dal tavolo e andare oltre. Oltre dove? Oltre al PD, con personalità nuove, associazioni, mondo produttivo, giovanile, mondo scuola ma soprattutto con una sinistra europea.Ecco io ipotizzerei persino uno scioglimento del PD stesso per non dare adito a egemonie. Non c’è più tempo per schermaglie puerili, perché se questa destra becera fallisce il voto sarà ancora più a destra. Brasile docet

Mi dispiace dover essere sintetico, perché il discorso è lungo. C’è una visione della politica per cui il punto di arrivo è il risultato elettorale. E’ la visione politica, tra l’altro. di chi ci sta governando. Riporta tutto alla percentuale, alle alleanze, alle poltrone, ai sondaggi.
C’è una visione della politica in cui si misurano altre cose. I posti di lavoro, il progresso, la crescita economica, gli investimenti, la competitività del sistema paese, le riforme, le politiche sociali, i diritti civili, le cose fatte concretamente. Io giudico rispetto a queste cose, e mi chiedo chi, ma soprattutto come, potrà offrire risultati migliori da quei punti di vista, di quelli che sono arrivati nei mille giorni.
Se qualcuno mi convince di poter fare di più e meglio, ben venga. Uno che dice “facciamo un campo largo” e “indichiamo una via” senza dare il minimo segnale di avere un’idea di quale possa essere “la via”, non credo proprio che mi convincerà mai. E meno ancora se cerca di convincermi che tutti i risultati ottenuti sugli aspetti che dicevo prima siano immondizia.
Non sono il solo a pensarla così, siamo moltissimi. Provate a convincerci SU QUEI TEMI. Se dite solo “avete sbagliato perché avete perso un’elezione” saremo sempre nemici irriducibili. Non c’è via d’uscita.

AGGIUNGO:Vedete quante volte Zingaretti nei suoi discorsi si preoccupa del CHI (ossia CHI vuole mettere dentro al suo “campo largo”) e quante risposte è capace di dare sul COSA. Io so riconoscere la differenza tra chi fa una critica costruttiva con lo scopo di fare di più e di meglio, e chi fa una battaglia puramente personalistica, di poltrone per sé e i propri portaborse, e portaborse di portaborse.

Il 4 marzo, mente si apparecchiava l’incubo che stiamo vivendo, c’era qualcuno che si preoccupava di telefonare ai vertici dei 5 stelle per provare a SVENDERE il proprio partito pur di farsi garantire la poltrona di presidente della Camera. Ed è uno che si è legata al dito la voglia di vendicarsi con chi ha stoppato questo mercimonio.
E il 4 marzo, mentre un intero popolo era abbattuto e mortificato dal risultato elettorale, c’era chi inneggiava e faceva la ola al momento delle dimissioni del segretario, perché aprivano la “casella” per le ambizioni del proprio capopopolo.

Sono questi i personaggi intorno cui pensate sia possibile che la sinistra costruisca una risposta adeguata alle sfide di questo momento, con tutto il vento che ci tira contro? O non sarebbe piuttosto il caso di combattere contro il rischio che le residue speranze di rinascita del centrosinistra finiscano in mano a queste personcine di mezza tacca che rappresentano il peggio del personale politico che può esprimere il centrosinistra?

La domanda che vi ponete è trovare elettori. Giusto, ma la domanda vera sarebbe cosa proporre loro. Bisogna capire se si vuole proporre un riformismo basato su protezione, statalismo, debito pubblico e magari un pizzico di sovranismo (che potrebbe portare anche a un dialogo con il 5 stelle) oppure un riformismo basato su opportunità, globalismo inclusivo, merito e mercato, con la consapevolezza che bisogna creare ricchezza per poterla redistribuire.

Sono due visioni completamente diverse. Restare nel vago pur di ammucchiare voti alla lunga non paga. Bisogna fare chiarezza e scegliere una strada. Io un riformismo del primo tipo non lo sosterrò mai. Qualcuno disprezza quello del secondo tipo. .Renzi ha presentato una contromanovra, alla Leopolda, molto valida ed efficace, dove anche l’ambientalismo trova grande spazio. Una manovra progressista: perché non ragionare su questa, in un confronto finalmente civile. UNITÀ!!!!Prendiamone atto.

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NON SOLO A ROMA.La lega sente odore di arrosto e si prepara a divorare i suoi stessi alleati, solo i 5S sono così sciocchi da non rendersene conto.

Raggi si dimetta non per guai giudiziari ma per disastri che fa.Il capogruppo leghista in assemblea capitolina attacca la sindaca: “Troveremo nostro candidato”. Ma il Carroccio frena sulle dimissioni della sindaca: “Non è la posizione ufficiale”

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“Troveremo un nostro candidato”. Così Maurizio Politi, capogruppo della Lega in assemblea capitolina, parlando a Radio Cusano Campus delle prossime elezioni per il comune di Roma. Il partito guidato da Matteo Salvini è pronto a scendere in campo nella corsa per il sindaco della Capitale. “La Lega è una realtà vera su Roma – ha spiegato – siamo in attesa della sentenza sul sindaco, che per statuto dei 5S in caso di condanna dovrebbe dimettersi. Aspettiamo il 10 novembre”.

Ed ora come farà la Sindaca Raggi ad affermare che in Piazza era sceso un PD mascherato ?Il disastro è sotto gli occhi di tutti, ma si sa, lei non è attaccata alla poltrona, noooo …. ha solo cercato di farsela incollare.La Raggi è riuscita nell’impresa mastodontica di farmi ricredere sul fatto che Alemanno sia stato il peggior sindaco di Roma. PERCIÒ. Sulla questione dell’inettitudine della Raggi si potrebbe anche essere d’accordo, ma i leghisti di Roma, dopo tutto ciò che hanno detto negli anni precedenti (cose che purtroppo alcuni italiani dalla memoria corta si sono dimenticati) non ne dovrebbero nemmeno parlare! come fa a sfuggire ai maghi della Casaleggio che la Lega sta facendo campagna elettorale proprio sui 5STELLE??? semplicemente sfrutta le stupidate e l’ignoranza arrogante di questi marziani che non ne indovinano una!!!!!!!!!! Giggino bello sta facendo i conti con la realtà ma nessuno lo…informa!!!!!!!

Che la Sora Virginia fosse un flop per fare il sindaco di Roma era facile da prevedere,ma di fronte alla possibilità di un esponente della Lega in Campidoglio,mi auguro che i romani abbiano uno scatto d’orgoglio,facciano un bell’esame di coscienza sui loro difetti e sulle scelte sbagliate,ma evitino che di fronte alla statua di Marco Aurelio, possa insediarsi chi fino a 3/4 anni fa li considerava ladroni, terroni ecc…(e lo pensano ancora, tranquilli, anche se non lo dicono più per comodità elettorale). Fate una lista civica, che raccolga il meglio della città ed evitate una umiliazione che una città come Roma non merita. Fino a 20 anni fa ogni volta che dovevo recarmi a Roma (vivo vicino) era un piacere,oggi se posso cerco di evitarlo per il degrado che ha raggiunto.Sarebbe ora che i Romani si rendano conto di cosa è diventata e cosa fare per rimetterla in piedi. 

La cosa più ridicola dei 5S è quella di accusare gli altri di quello che loro fanno, p.e., sono alleati del ministro del razzismo ma accusano altri di prepararsi ad allearsi con la lega. Non c’è che dire, ci vuole dell’arte, come quelli che fanno il gioco delle tre carte, con un po’ di truffa si ha sempre ragione. I 5S perdono tempo ad attaccare il Pd e Renzi, mentre i loro amici alleati gli tolgono i voti .. il nemico lo hanno in casa e sarà troppo tardi quando se ne accorgeranno.

Ancora una volta l’idea di un “contratto di governo” tra due forze che sono unite solo dalla voglia di poltrone, si dimostra in tutta la sua idiozia.
A pagarla saremo solo noi contribuenti e cittadini di questo Paese che sta andando alla deriva.L’episodio della contestazione della Raggi e la sua infantile risposta ( “erano quelli del PD” ) è smentita nei fatti e fa il paio con quella della M5s Taverna che affermava che “i frigoriferi rotti per le strade di Roma li lasciano quelli del PD per degradare apposta la città e dare la colpa a M5s “. Di fronte a stupidaggini del genere, è impossibile rispondere.

Di Maio e’ il portaborse di Salvini: di fatto vengono approvate tutte le proposte della Lega e nessuna dei 5S. La Raggi ha perso 2 giorni a parlare del Pd quando in piazza c’erano anche gli amici del suo capo. Ridicoli! Eh beh, come dicevo ERA SOLO QUESTIONE DI TEMPO.Sono stupito di quanto ci abbiano messo a capire che avevano votato una incompetente piena di spocchia, presunzione, senso di superiorità misto a insicurezza cronica.Un grillino, in una parola.Questi pagliacci non arriveranno a Natale.Vediamo se chi li ha votati riesce a cavarne informazioni utili per non rifare lo stesso errore…Il Declino inarrestabile dei Fascio-Stellati a favore dei Nazi-Legaioli. Oramai la parabola discendente è inevitabile. Quelli che facevano i primi della classe, in soli 6 mesi hanno stuprato questo paese, deturpandolo anche sul lato culturale, oltre che economico.

 

 

 

 

 

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ARRIVANO I FORCONI PER I 5 STELLE.Al Sud perché si fa la Tap, al Nord perché non si fa la Tav. Giggino tra due fuochi.

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Tutto potrebbe precipitare prima del previsto. Era immaginabile, ma sono già spuntati i forconi a 5 stelle. Per ora si agitano solo nel generoso Salento e vorrebbero infilzare soprattutto la ministra del Sud Barbara Lezzi, una sorta di infinita chiacchierona inutile. E bugiarda, come Di Maio e gli altri. Ma non è detto che la cosa finisca lì. I gruppi parlamentari si stanno agitando e la maggioranza c’è e non c’è (al Senato sarebbe di appena 6 voti). Per ripicca contro la scelta di approvare la Tap pugliese, alcuni vorrebbero non votare la manovra, altri il decreto sicurezza dell’alleato Salvini.

Il vascello gialloverde, insomma, naviga dentro la tempesta. Tempesta che è appena cominciata. In appena quattro mesi sono riusciti a bloccare del tutto l’economia. E a questo punto, qualunque cosa dicano e qualunque cifra vogliano spendere (a debito), reddito di cittadinanza e quota 100 se le possono scordare: tutto andato in malora. Grandi riunioni a palazzo Chigi per salvare il salvabile: meglio farebbero a lasciare mano libera a Tria e andare in vacanza. Da salvare ci sono rimasti i salvagente e qualche scialuppa bucata.

1- Ma ognuno ha le sue ossessioni. Quella di Di Maio, oggi, non è tanto la crescita che non c’è più (grazie anche a lui, che dava lezioni a Mario Draghi) quanto la Tav piemontese.

2- Dopo aver dovuto dare il via libera alla Tap pugliese, con i forconi che svettano nel cielo azzurro, diventa urgente bloccare almeno la Tav Torino-Lione. Se non si blocca, il Movimento salta per aria come una scatola di fiammiferi.

3- Ecco allora l’orgoglioso e impettito Di Maio che si reca da Salvini a chiedere aiuto: ti scongiuro, blocchiamo la Tav. E Salvini che guarda fuori dalla finestra (non ci pensa nemmeno: se lo fa, i suoi impalano lui, meglio Di Maio).

4- Corre in aiuto il prode e sempre disponibile Toninelli: aprirò trattative con la Francia per concordare la morte della Tav (il tonto ignora che la Tav fa parte del corridoio 3 europeo, da Lisbona in avanti). Macron lo fa buttare fuori dagli uscieri.

5- I sicofanti del comune di Torino hanno già votato una mozione (inutile, solo spettacolare) contro la Tav (protetti dalla polizia), beccandosi le urla di ogni imprenditore nel raggio di 200 chilometri.

6- Dopo i forconi pugliesi (perché si fa la Tap) potrebbero spuntare anche i forconi piemontesi (perché non si fa la Tav). Giggino o’guaglione fra due fuochi e con un paese che in quattro mesi ha già steso al suolo, un capolavoro che non era riuscito nemmeno a Rumor, buonanima.

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“Solo la sinistra democratica e coesa può garantire sicurezza e diritti”. Parla Marco Minniti. COME NON DARLI RAGIONE MA C’E UN MA GRANDE UNA CASA E SAPIAMO DA CHI COME E COMPOSTO QUESTO GROSSO MA.

“Solo la sinistra democratica e coesa può garantire sicurezza e diritti”. Parla Marco Minniti.

La sinistra riscopra la sicurezza dei diritti

Ora un congresso vero per allontanare dal governo questa pericolosa coalizione della paura

Marco Minniti è stato Ministro degli Interni per poco più di un anno e mezzo, dal 12 dicembre 2016 alla fine del maggio scorso. Ma al suo nome sono strettamente legate le ricette, le visioni e le proposte della sinistra di governo in tema di sicurezza. D’altra parte la sua frequentazione con quei temi nasce molto prima dell’arrivo ai vertici del Viminale e si intreccia da anni con la sua attività politica e di governo. Eppure il suo ultimo libro, piuttosto che somigliare al resoconto di una carriera, sembra voler rispondere ad un’urgenza più immediata: quella di smontare pezzo per pezzo “la fabbrica della paura” costruita da Lega e Cinque Stelle come strumento prima di propaganda elettorale e poi di governo.

“E’ così. Ho cominciato a scrivere questo libro durante la campagna elettorale, mentre l’inganno leghista sulla sicurezza diventava sempre più insidioso. Nelle pagine conclusive ricordo uno degli episodi più drammatici di quei mesi: l’attacco di Traini alla comunità di Macerata, una città bene amministrata da un sindaco attento alle ragioni della sicurezza e ai principi di solidarietà; un gesto che la sera stessa della sparatoria, riunendo il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, abbiamo definito come una “rappresaglia ingiustificata e ingiustificabile aggravata dall’odio razziale”, volendone rimarcare sia il retroterra fascista e razzista sia il tratto di reazione cieca e delirante al massacro della povera Pamela Mastropietro. La recente condanna a dodici anni di carcere per l’autore di quel tentativo di strage (che rivolse i suoi colpi anche contro una sede del PD) ci conferma che lo Stato di diritto può e deve sempre difendersi da coloro che fomentano il conflitto razziale e ricorrono alla violenza fisica o verbale utilizzando le paure dei cittadini”

Eppure proprio quelle paure sembrano essere state il principale carburante di Lega e Cinque Stelle, e ancora oggi sostengono gli alti livelli di consenso di cui gode il governo Salvini – Di Maio

“Ragione di più per smontare la loro “fabbrica della paura” e per contrapporvi le buone ragioni e la buona pratica di una politica della sicurezza di segno diverso, rivolta a dare risposte serie ed efficaci alle ansie dei cittadini. D’altra parte i populisti si limitano a fingere di ascoltare quelle ansie, avendo come vero obiettivo quello di perpetuarle perché è solo dalla paura che traggono consenso e potere. Il nostro compito è del tutto diverso: prendere sul serio il senso di incertezza della gente comune, riconoscere piena legittimità a quei sentimenti e a quei bisogni, rispondere con politiche efficaci che tengano insieme diritti e sicurezza, accoglienza e integrazione, risorse e capacità. Come abbiamo fatto quando siamo stati al governo e come riprenderemo a fare dopo la sconfitta di una coalizione della paura che sta condannando l’Italia all’isolamento internazionale e che sta già producendo più insicurezza e più clandestinità”

Sinistra e sicurezza: un binomio complicato, se si ascolta la propaganda quotidiana di Salvini (e anche qualche voce critica della sinistra radicale)

“Io credo invece che proprio la sinistra sia la parte politica che ha più titoli e capacità per rispondere seriamente al bisogno di sicurezza. D’altra parte quel bisogno è avvertito con più forza dai ceti più fragili, che noi abbiamo storicamente rappresentato e con i quali dobbiamo ricostruire anche su questi temi una connessione sentimentale. E’ un tema che oggi si pone dinanzi a tutto il mondo progressista, ma sul quale la sinistra italiana può vantare il vantaggio di una solida tradizione politica. Ricordo che dinanzi all’emergenza del terrorismo politico fu proprio la sinistra di Sandro Pertini, di Ugo Pecchioli e di tanti altri che erano stati partigiani antifascisti prima di diventare dirigenti dei nostri partiti a tenere insieme democrazia e sicurezza, a difendere la Repubblica dalla minaccia eversiva senza mai perdere di vista le prerogative e le garanzie dello Stato di diritto. Ecco, quell’esempio deve spingerci a rispondere alle paure dei cittadini non tanto e non solo con i sentimenti di umanità – che sono patrimonio comune e indissolubile della nostra comunità nazionale e che devono essere difesi come tali, senza rivendicazioni di una sola parte politica – ma con scelte efficaci e coerenti”.

Sul “Decreto Salvini” rischia di prodursi uno strappo della maggioranza al Senato, per la dissidenza di alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle. E’ l’annuncio di una spaccatura nella coalizione?

“Staremo a vedere cosa succederà davvero al Senato sul merito di un provvedimento inefficace e di pura propaganda. Finora si tratta di voci molto isolate dentro la “caserma Cinque Stelle” (come l’ha rappresentata ieri lo stesso Di Maio) a cui in ogni caso guardo con il rispetto che si deve al pensiero di qualsiasi parlamentare. Mi permetto tuttavia di suggerire anche a quei potenziali “dissidenti” di essere meno ingenui verso la natura del Movimento Cinque Stelle, che con la Lega condivide un disegno autoritario e isolazionistico certificato da un’infinità di scelte e posizioni comuni. Penso infatti che dentro la coalizione – e dunque tra Lega e M5s – non vi sia né una “destra” e una “sinistra” né una parte politica da liberare da una prigionia inflitta da un’altra parte politica. Tra l’altro alimentare l’idea di una sorta di bipolarismo tra Lega e Cinque Stelle rischia di essere una mossa autolesionista, perché da quel bipolarismo il PD sarebbe escluso in partenza o quanto meno ridotto ad un ruolo del tutto subalterno”.

Veniamo infine al Partito Democratico, anche se non ti chiederemo della tua possibile candidatura alla segreteria…

“Considero molto positivo l’avvio del percorso congressuale e ringrazio Maurizio Martina per la generosità con cui ha svolto un compito tutt’altro che facile in questi mesi complicati. Al contempo auspico un congresso che sia occasione vera e profonda per fare un passo avanti nell’allontanare dal governo della nazione questa pericolosissima coalizione della paura. Per riuscirci dobbiamo tornare a porci un tema insieme antico e nuovissimo, quello del rapporto tra riformismo e popolo. Noi non abbiamo bisogno di abiure su riforme che abbiamo fatto nell’interesse del paese e nel rispetto dei nostri principi, ma abbiamo il dovere di ricostruire un rapporto autentico con la società. Per riuscirci dobbiamo anche guardare con umiltà e coraggio alle nuove forme di rappresentanza che la società italiana è già oggi capace di darsi, persino al di là dello spazio tradizionalmente occupato dai corpi intermedi. Verso quelle nuove forme di militanza e rappresentanza civile (penso ad esempio alla manifestazione di sabato scorso al Campidoglio) dobbiamo essere inclusivi e capaci di interloquire, senza alcuna ambizione egemonica. L’urgenza primaria del nostro partito non sia tanto quella di trovare la via più breve o la scorciatoia per tornare al governo, ma quella di lavorare bene e in fretta per tornare a parlare alla società italiana”.

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Tutto scomparso, tutto dimenticato. Tutto perdonato? NO non conoscete la metafora della rana bollita?

Cucù, la manovra del cambiamento non c’è più: alla fine rimane solo il condono fiscale. Quota 100 rimandata. Flat tax congelata. Ilva, Tap, Tav dimenticati. Il Governo gialloverde ha promesso tanto e ha mantenuto il minimo, anzi il peggio.

Risultati immagini per la metafora della rana bollita

E alla fine rimase solo il condono fiscale. È come i dieci piccoli indiani, la manovra del cambiamento del governo del popolo. Le ultime ad andarsene sono Quota 100 e le pensioni di cittadinanza, teoricamente finanziate – rispettivamente per 6,7 e 9 miliardi – praticamente spostate a gennaio, in due distinti decreti legge collegati. I cui tempi medi, osserva l’economia Giampaolo Galli su Twitter, è di circa 165 giorni al Senato e 95 alla Camera. Totale: otto mesi circa. A meno di non fare corse clamorose, non riusciranno a essere nemmeno campagna elettorale per le elezioni europee.

Non lo sarà nemmeno la flat tax, del resto, rubricata prima a sistema a tre aliquote, poi a sconto fiscale per le partite Iva, con tanti saluti alla reaganomics e alla curva di Laffer. E nemmeno lo stop a Ilva, Tap e Tav, veri e propri cavalli di battaglia dei Cinque Stelle, trasformati in ridicola ammuina, tra dossier riaperti tra squilli di tromba e richiusi tra le pernacchie (Ilva) e penali immaginarie (Tap). E rischia di sparire pure il decreto sicurezza, se è vera la fronda dei pentastellati dissidenti, che di votare il giro di vite securitario e xenofobo di Matteo Salvini proprio non ne hanno nessuna voglia. Persino la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia non è passata indenne: l’aumento dell’Iva è scongiurato solo per il 2019, infatti. Per il 2020 e il 2021 invece è stata prevista una sterilizzazione solo parziale, in quanto la manovra prevede una riduzione “strutturale” del 1,5% dell’aumento dell’aliquota agevolata Iva, dal 10% all’11,5%.

Rimane solo il condono, che ha resistito alle polemiche sulle manine e agli scambi di accuse tra Di Maio e Salvini. E non a caso, verrebbe da dire, perché è l’unica voce della manovra che prevede entrate, anziché uscite

Rimane solo il condono, dicevamo, che ha resistito alle polemiche sulle manine e agli scambi di accuse tra Di Maio e Salvini. E non a caso, verrebbe da dire, perché è l’unica voce della manovra che prevede entrate, anziché uscite, l’unica copertura reale presente nel testo, deficit al 2,4% a parte. Ah, per la cronaca: rischia di saltare pure quello, e di scendere al 2,1% o al 2%, dicono i beninformati, per rasserenare i mercati ed evitare di dover ricapitalizzare le banche, vero spauracchio di Lega e Cinque Stelle, che contro quelli che davano i soldi alle banche ci hanno costruito la loro fortuna politica. E nulla si sa della fantomatica spending review da 13 miliardi che dovrebbe coprire il resto della manovra. Sparita pure quella, a quanto pare.Ed è un toccasana che gli italiani abbiano la memoria corta. Perché se i Cinque Stelle e la Lega governassero un Paese di elefanti – o gente che conserva i programmi elettorali, banalmente – dovrebbero spiegare dov’è finito il protezionismo à la Trump, dove l’Europa da combattere a cannonate, dove la rivoluzione verde dell’economia, dove gli asili nido gratuiti, dove gli aiuti alle famiglie e la battaglia campale contro le culle vuote, dove gli interventi radicali sull’edilizia scolastica, dove la legge che abolisce 400 leggi, dove il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, dove l’acqua pubblica. Tutto scomparso, tutto dimenticato. Tutto perdonato? NO!

PERCHE Il MoVimento5S e COME la metafora della rana bollita

“Immaginate una pentola di acqua bollente. Una rana non ci entrerebbe mai e se qualcuno ce la buttasse dentro, darebbe un colpo di zampa e si salverebbe. Ora immaginate la stessa rana in una pentola di acqua fredda. Il fuoco è acceso e l’acqua si scalda poco a poco. La rana non si preoccupa. Ma la temperatura sale ancora, l’acqua inizia a scottare. La rana ormai è debole, non ha più forza di reagire. Prova a sopportare. Poi non ce la fa più e muore bollita. Abituarsi è deleterio. Sono gli ‘abituati’ i cittadini più amati dal Governo. Io credo che siamo ancora in tempo a dare quel colpo di zampa prima di finire bolliti. Dipende soltanto da noi. A riveder le stelle!”.
Ecco, ora immaginate se in uno dei tanti comizi e convegni appena qualche mese fa avessi raccontato questo:
“Il Movimento 5 stelle non fa alleanze, ma noi cambieremo il termine, ci alleeremo con la Lega e chiameremo questa alleanza “Contratto”. Ricordate la bella presentazione dei ministri 5 stelle che vi avevamo chiesto di votare? Perché il Movimento presenta la sua squadra prima delle elezioni così il popolo può scegliere i suoi ministri. Ecco, non c’entra niente con la squadra di governo che verrà, ma voi non ci farete troppo caso. Avremo un presidente del Consiglio non eletto dal popolo a voi totalmente sconosciuto, come ministro dell’Interno Matteo Salvini, e un ministro della Famiglia “tradizionale” forse un po’ omofobo, ma pazienza. Poi diremo sì alla Tap, si all’Ilva, valuteremo costi/benefici per decidere sulla Tav e anche sul Ceta ci ragioneremo. Faremo un condono fiscale e uno edilizio. Ed eleggeremo come presidente del Senato una berlusconiana doc.
Per quanto riguarda il tema migranti scordatevi il saggio piano 5 stelle di accordi con i paesi di provenienza, lo smantellamento dei grandi e orribili centri di accoglienza che generano conflitti sociali e disagi per i cittadini. Scordatevi la gestione pubblica dell’accoglienza diffusa, i tempi rapidi per le domande di asilo che consentano di rimpatriare chi non ha diritto ed accogliere con dignità i rifugiati. Toglieremo la gestione di migranti ai Comuni e la affideremo ai privati senza gara di evidenza pubblica raddoppiando i tempi di permanenza da nove a diciotto mesi, favorendo così il business dell’immigrazione. Doneremo 150.000 nuovi clandestini alla criminalità organizzata per il lavoro nero e lo spaccio. Chi invocherà il rispetto del programma 5 stelle rischierà sanzioni e persino di essere espulso per non contrariare l’alleato Salvini”.
Mi avrebbero preso per folle o per lo meno mi avrebbero rincorso con torce e forconi. Ma si sa, le rane saltano solo se le butti nell’acqua bollente. Se accendi il fuoco nel pentolone e la temperatura sale piano piano…..

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MATTEO RENZI : “Dopo quattro anni di crescita, l’Italia si e’ bloccata. Per la prima volta dopo quattro anni il Pil torna a zero. Salvini e Di Maio stanno sfasciando l’Italia. Fermatevi! Paga il Popolo”.

Economia stagnante. Istat stima Pil invariato nel terzo trimestre.La crescita tendenziale è pari allo 0,8%. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +1%. Si complica così il target del +1,2% nel 2018 fissato dal Governo.

E QUESTI RIDONO!

” Mi chiedo come si sentono coloro che hanno mollato il PD x votare 5S. Sono alleati con un partito razzista, hanno fatto il condono (inserendo anche 8.000 abitazioni di Ischia nel decreto Genova), firmano la libertà di sparare a ogni ombra, limitano la libertà altrui, aiutano gli evasori..clap clap” Io aggiungo: E iniziato a rovinare l’economia.

INCAZZATISSIMO il presidente di Confindustria dopo i dati deludenti sul Pil: “Se non ci saranno risultati la responsabilità sarà della politica economica che realizza”.Boccia all’attacco: “Senza crescita colpa esclusiva sarà del governo”Una mia valutazione se questo governo aumenta il deficit di Bilancio oltre ogni misura per fare assistenza senza destinare praticamente nulla agli Investimenti significa che siamo praticamente al Fallimento.

L’ITALIA SI E GIÀ FERMA.TORNATA AI LIVELLI DEL 2014.

Sono riusciti a riportarci indietro al quarto trimestre del 2014, quello della crescita zero
Anche i titoli di Stato, VENDUTI OGGI, riportano al Febbraio di quell’anno con rendimento del Btp a 10 anni che vola al 3,4%.
Forse chiuderanno l’Istat che riporta il tendenziale di crescita del Pil per il 2018, allo 0,8. Una miseria dopo l’1,6 del 2017. Insomma un arretramento senza pari.
E quindi diventano chimere le stime di crescita su cui hanno basato il Def, l’1,5 per il 2019. Insomma nessuno crede a questo azzardo ma loro insistono.

Dicono che si colmerà questo gap attraverso gli investimenti pubblici.
Ed infatti. PER COERENZA CON QUANTO HANNO AFFERMATO, hanno bloccato tutte le PRINCIPALI opere in cantiere.
Dal piano alle periferie alla gronda, al terzo valico è tutto un fiorire di blocchi alla spesa pubblica, (la Tap si è salvata perché tutte le autorizzazioni sono state rilasciate in tempo, se no anche quella sarebbe stata bloccata).
Sono ormai all’ultimo bastione, alla Tav, per la quale si stanno impegnando nell’analisi costi-benefici che purtroppo è già fatta.
Il completamento dell’opera costerebbe 2,8 miliardi , il blocco invece 4. PIU’ OTTOMILA POSTI DI LAVORO PERDUTI E LE MANCATE COMMESSE ALLE INDUSTRIE PIEMONTESI. Ed a Torino sono incazzati assai dopo aver perso le Olimpiadi che nel 2006 era stata la occasione del rilancio di quella città.

Che disgrazia essere capitati nelle mani di questi cialtroni che non riusciranno nemmeno a mettere nel Def i provvedimenti che dovevano fare nel giro di 15 giorni (abolizione delle accise, della Fornero, reddito di cittadinanza blocco della Tap).
Insomma l’Italia è ferma anzi regredisce perde migliaia di posti di lavoro, perde capitali che si rifugiano all’estero, paga interessi triplicati per il suo debito.
Fermiamo loro invece dell’Italia, prima gli Italiani rispetto alle follie di questa compagnia di sciamannati INCOMPETENTI, bugiardi E PRESUNTUOSI.E VOGLIONO INCOLPARE QUESTI ULTIMI DATI ECONOMICI INDOVINATE A CHI AL RENZI. SETTARI CHE  Renzi eredita un Italia in recessione ed ogni anno si registra un netto miglioramento; anche l’aumento sostanzioso del pil nel 2017 è da ascrivere alla finanziaria del dicembre 2016, predisposta dal Governo Renzi, Gentiloni non c’entra nulla.Ad aprile, poi, gli analisti hanno previsto un rallentamneto dell’economia italiana, non una stagnazione. Se nel terzo trimestre siamo in stagnazione,la responsabilità è da addebitare in gran parte ai suoi datori di lavoro , babbei, che sono al governo miei cari settari.Dovreste pregare Renzi se per favore fosse disposto a tornare per riparare il disastro causato dal M5S e dalla Lega, incapaci a governare.Invece di offendere utilizzate dati veri. 2008-20101 governo berlusca-salvini -5% (la causa dei nostri disastri) 2011-2012 -2.4% 2013 -1.9% 2014 +0.1% 2015 +0.9% 2016 +1.1 2017 +1.6%

Come vedete sta trollando falsità.

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Si può fermare la TAV? In teoria sì, volendolo: ma è sempre una questione di costi, opportunità e benefici.Ma vediamo la cosa un attimo “soggettivamente”. I cittadini pugliesi devono tenersi la TAP secondo il governo, mentre “in cambio” stanno proponendo di non fare la TAV? Spero di aver capito male. Se così fosse il messaggio è chiarissimo: voi del sud non contate mentre quelli del nord sì.Se fosse così sarebbe veramente grave.

IL BIMBO MINCHIA GIGINO IL BIBITARO DEL SAN PAOLO DICE «Noi non siamo contro l’Alta Velocità, non siamo contro le grandi opere se portano lavoro, siamo invece contro se queste servono solo a spendere soldi», ha detto oggi il ministro dello Sviluppo economico e capo del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, ospite di un evento organizzato dalle Ferrovie dello Stato. Di Maio si riferiva alla TAV, il discusso progetto di una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione a cui il Movimento 5 Stelle si oppone da anni.Ora! Si può fermare la TAV? In teoria sì, volendolo: ma è sempre una questione di costi, opportunità e benefici.Ma vediamo la cosa un attimo “soggettivamente”. I cittadini pugliesi devono tenersi la TAP secondo il governo, mentre “in cambio” stanno proponendo di non fare la TAV? Spero di aver capito male. Se così fosse il messaggio è chiarissimo: voi del sud non contate mentre quelli del nord sì.Se fosse così sarebbe veramente grave.

COMUNQUE CARO GIGINO IL BIBETERO.Oggi a Torino davanti al municipio si è visto un inedito nuovo schieramento, dai sindacati ai radicali e soprattutto a molti torinesi sciolti. Improvvisamente i No TAV e voi SETTA 5S  SIETE sembrati anacronistici, coi VOSTRI megafoni e striscioni, un re nudo che ripeteva vuoti slogan destinati ad avversari diversi. Di fronte a loro improbabili drapeaux del Piemonte e cartellini scritti a mano Si TAV. Ma gridavano “più Europa” e “dimissioni” e tanti Si, mentre ai No TAV non erano rimasti che insulti MERITATI.

Una delle questioni che non sembra venga mai tirata in ballo è quella del lavoro che la costruzione prima e la manutenzione poi creerebbe, quindi effettivamente questi soldi spesi dallo stato finirebbero in tasca di imprenditori e lavoratori italiani, i quali spenderanno la maggior parte d’essi in Italia.solo dei gran mantenuti lazzaroni non vogliono le grandi opere altrimenti rischiano di non mangiare gratis . Se i magistrati fossero seri avrebbero già arrestato questi lavativi e obbligati a pagare di tasca loro i miliardi necessari ad entrare in Africa del sud .

Si può fermare la TAV? In teoria sì certo che si può fermare! Esattamente come si può fermare lo sviluppo di un intero paese eleggendo un governo di integralisti umorali, impreparati ed incapaci, come questo. La TAV non serve a collegare Torino a Lione: serve a collegare l’Italia alla Francia e, su scala più ampia, l’Europa orientale a quella Occidentale, sgravando le NOSTRE autostrade dal traffico pesante.

L’esperienza tuttavia insegna che quasi tutte, sul lungo periodo, ripagano e una volta entrate a regime non se ne può più fare a meno. Si veda ad esempio il costosissimo Tunnel sotto la Manica che dopo anni di polemiche e fatica nell’entrata in servizio, ad oggi è – e rimane – una opera imprescindibile e redditizia (con o senza Brexit). Altro esempio è il ponte Akashi in Giappone: un ponte mastodontico a fronte del collegamento di una piccola isola, per cui poteva ben sembrare irrazionale farlo: oggi nessuno dice più che sia inutile.

Sono come i costi delle missioni spaziali e della ricerca di base: spesso i progetti richiedono molto più tempo del previsto e molti più soldi. Ma alla lunga ripagano in modo indiretto.

C’è da dire che un nuovo tracciato ferroviario rimane per i decenni a venire, come i tunnel del monte bianco, o del Frejus scavati a fine ottocento, usati per decenni, ancora oggi e sicuramente ancora nel futuro. Chi li ha progettati non poteva fare alcuna proiezione costi/benefici che arrivavano al 2018, ossia rispetto ad oggi, eppure…. ci sono stati! O no?

Le grandi opere come queste sono sempre delle scommesse, un po’ ad occhi chiusi. Non potrebbe essere altrimenti. Aggiungo: su tempi così lunghi le analisi costi-benefici sono soltanto numeri a caso utilizzati per coprire scelte politiche, tra l’altro l’opera ormai è stata divisa in varie fasi indipendenti l’una dall’altra che possono anche avere senso prese singolarmente, se dopo la fase uno rappresentata dal tunnel si vuole evitare di spendere altri soldi si può collegare senza problemi alla linea attuale, per me già solo quello e il rifacimento della Chambery-Lione nella parte francese del percorso la renderebbero un netto miglioramento rispetto alla situazione attuale.

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